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L’attesa
(Piero Messina, 2015)

RETROSPETTI | Influenze sorrentiniane e un tema di peso non bastano a convincere l'Uomo delle Pillole. L'esordio al lungometraggio del siciliano Piero Messina paga il prezzo di un soggetto troppo abbozzato.

Sushiettibili: Latest post

// editoriale | quasi novembre 2015

L'editoriale del mese, o quasi: Folquet sul futuro che ogni tanto arriva e sulle prossime mosse sushiettibili.

Asides

  • Italia, 24 marzo 2016 | si susseguono buone notizie per gli amanti della sala. Dopo la riapertura del Medica Palace a Bologna, annunciata ieri, segnaliamo con gaudio il ritorno di CinemaDays, un'iniziativa nazionale che dall'11 al 14 aprile (e poi ancora ad ottobre) vedrà le sale aderenti offrire ingressi ridotti a 3 euro ai agli indomiti cinefili che si presenteranno alle porte. Perché diciamolo: al cinema le dimensioni contano (e dopo questa ci siamo giocati quel poco di dignità che ci resta). #
  • Bologna, 23 marzo 2016 | cose belle a Bologna. Un comunicato dell'AGIS regionale ci informa che da oggi riapre al pubblico il Medica Palace, storica sala del centro chiusa da un paio d'anni. Ad aprire le danze ci pensano Zack Snyder e due tizi che se menano in calzamaglia: detto così promette male, ma un cinema che riapre è pur sempre una bella cosa. In bocca al lupo al Medica. #
  • Venezia, 10 settembre | novità del giorno: a due pranzi dalla fine del festival, Folquet ha esaurito le barrette proteiche e si ritrova per la prima volta alle prese coi prezzi lidensi. I giornalisti giapponesi lo osservano stupiti mentre esce dal self service con sguardo attonito da orrore sclaviano. L'altra notizia del giorno è che anche quest'anno verrà attribuito il Mouse d'oro della critica online, e che anche quest'anno la Fabbrica del Sushi sarà della partita. Il vertice a tre per stabilire i voti è fissato per domattina. Intanto la Mostra prosegue: Folquet recupera il film della Anderson e si commuove; Marnie si guarda 'Remember' di Egoyan e si commuove un po' meno: il film è solido e tutto quanto, ma non sposta né aggiunge niente, né in termini di linguaggio né in termini di narrazione. In serata si torna in sala per Beixi moshuo di Lian Zhao, rarissimo caso di film cinese da un'ora e mezza, e per di più film potente, graziato da una fotografia sulfurea e un vigore morale da levarsi il cappello. Intanto si è alzato il vento e (di là dal mare) è iniziato Toronto: il Lido inizia a sfollare. #
  • Venezia, 9 settembre | la giornata inizia male in casa Sushiettibili. Marnie e Folquet si dividono su Skolimowski: il ragazzo in maglia a righe va in brodo di giuggiole per la narrazione a incastri e la riflessione sul punto cieco del maestro polacco. Marnie, d'altro canto, non riesce proprio a mandar giù la soggettiva del cane, e più in generale non vede il senso della sciarada. I due si allontanano in direzioni opposte, in un clima da appuntamento all'OK Corral. Il punto di vista canino torna anche nel film di Laurie Anderson, un monologo poetico sulla morte che (però) riesce stavolta ad aprirsi varchi di commozione nel cinismo marniano. Folquet non partecipa: le fonti di cronaca lo danno sbracato in sala per uno Chabrol d'annata, e poi in spiaggia in compagnia di poco raccomandabili ceffi marsigliesi. In serata è la volta del venezuelano Desde allà, di Lorenzo Vigas: è la conferma che a dominare la Mostra, cani a parte, sono quest'anno le riflessioni sul ciclo della violenza, e della violenza maschile e patriarcale soprattutto: da El Clan di Trapero a Lama azavtani della bella Hadar Morag fino, appunto, al film di Vigas. #
  • Venezia, 8 settembre | Bellocchio butta la bomba, e le acque limacciose della laguna si riscoprono tempesta. Marnie resta scettica su un film molto, troppo imbevuto di immaginario personale: forse sarebbe stato meglio tenerlo fuori dal concorso. Folquet ci rimugina su, fin quando non arriva il turno di Charlie Kaufman, e allora giù il cappello (ma il nostro, diciamolo, non è imparziale: non da quando lui e l'Ammiraglio intervistarono Charlie nel 2009) per un film (Animalisa) che dimostra una volta di più e le ossessioni e il genio dello sceneggiatore nuovaiorchese. In serata, Marnie assiste basita mentre uno squadrone di bodyguard a cena importuna una gentilissima Malika Ayane. Lei sorride e firma autografi a tutti. Marnie, nei suoi panni, avrebbe sorriso di meno. #

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«People ask me why I like beekeeping. I say people should always have a hobby that could kill them»

— Neil Gaiman

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