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2° My French Film Festival
Dappertutto, 12 gennaio – 1 febbraio 2012

Dieci film, quattordici lingue, una sola cultura: quella francese, da sempre all’avanguardia quando si tratta di ribadire che il cinema è una cosa seria. Soprattutto quello di casa loro. Campanilismo? Forse: ma visto come vanno le cose altrove (tipo, non so, qui) non ci lamentiamo, e anzi rallegriamoci per la seconda edizione del My French Film Festival. Un’iniziativa che, a dispetto dell’indifendibile titolo da breviario DIY, la redazione di Sushiettibili ha deciso di appoggiare in pieno. Esatto. Sì. Certo che oh, My French Film Festival. No dico, mancava solo che lo chiamassero My Fat French Film Festival.

Dal dodici gennaio a oggi primo febbraio dieci lungometraggi e dieci cortometraggi di giovani autori francesi (più tre fuori concorso) sono rimasti in visione, via streaming, sul sito del festival. In alcuni Paesi, tra cui il nostro, l’accesso ai film era gratis in virtù di accordi con partner locali (da noi, BNL). Il progetto – organizzato di concerto da allocine.com – una via di mezzo tra un portale, una casa editoriale e una piattaforma di distribuzione online – e l’associazione Unifrance, offre al pubblico dei cinefili 2.0 il pacchetto completo dell’esperienza festivaliera. Centro dell’offerta è il sito del festival, che in questo caso si allarga fino a diventare un medium ibrido, in cui le dinamiche tipiche del contesto festival sono riprodotte, per così dire, in figura. Si va quindi dai commenti post visione, visibili sulle pagine dei singoli film, alle interviste con i registi e gli attori, immediatamente accessibili a margine delle schede di proiezione. Grande spazio, ovviamente, all’integrazione coi network sociali: c’è la partnership con MUBI, e c’è perfino una giuria composta da cento cinefili sparsi per il mondo e chiamati a confrontarsi su Facebook per raggiungere il proprio verdetto. Le altre due giurie sono rispettivamente composte dal pubblico e da una selezione di giornalisti cinematografici vecchia maniera. Come dire: stiamo al crocevia.

La pagina web del MFFF

E con questo a me non resta molto da dire, se non qualche rapida considerazione su quanto tutto questo ci dia il segno dei fermenti sotterranei che attraversano il piccolo mondo, non così antico, della settima arte. Da un lato, i formati di distribuzione online si vanno moltiplicando e affermando con prepotenza: la visibilità sociale e – credo – la redditività economica sono ancora contenute, ma è evidente che la spinta in quella direzione si va ingrossando. Questi stessi formati, d’altronde, si contaminano con la crescente ambizione dei festival a servire da canali di distribuzione alternativa all’asfittico sistema delle sale: ambizioni che poggiano su modelli di circolazione e sostenibilità economica ancora in fase di sviluppo, oggetto di studi e attenzioni sempre più frequenti in questi ultimi anni.

Dall’altro, questo del MFFF mi pare un caso emblematico per quanto riguarda proprio quei processi di ritorno all’esperienza che paiono contraddistinguere questa fase della modernità mediale. Non a caso, in diversi convegni tenuti negli anni passati a Bologna – sotto il cappello dell’Osservatorio sui Festival – quello dell’esperienza era emerso come nodo centrale e financo polemico della riflessione su queste manifestazioni. Contenuti o coinvolgimento del pubblico? Vocazione didascalica o intrattenimento? Nodi politici prima che mediali, di fronte ai quali la soluzione offerta dal MFFF scompagina se non altro le carte. Lascio ai collaboratori che hanno seguito le proiezioni di esprimersi sul valore della svolta: e per il resto, buona lettura.

— appunti critici

  • My French Film Corto | Volume 2 @Sushiettibili, 12-02-2012
    In chiusura del nostro speciale sul My French Film Festival dedichiamo due giornate ai cortometraggi. Oggi: Aglaée, Petit Tailleur, L'Accordeur, Cul de bouteille, C'est à Dieu qu'il faut le dire.

  • My French Film Corto | Volume 1 @Sushiettibili, 11-02-2012
    In chiusura del nostro speciale sul My French Film Festival dedichiamo due giornate ai cortometraggi. Oggi: The Silence Beneath the Bark, J'aurais pu être une pute, Le meilleur ami de l'homme e Trotteur

  • J’aime regarder les filles
    (Mi piace guardare le ragazze, Frédéric Louf, 2011)
    @Linda Lovelace, 10-02-2012
    Discreto, mediocre, carino ino, non so. Non c’è proprio altro da dire. La storia comunque è che lui rincorre lei e un’altra lei rincorre lui, dopo giri, corse contromano, frenate brusche e ammaccamenti vari, la fatidica inversione ad U avvicina lo spettatore ad una fine comunque piacevole.

  • D'amour et d'eau fraîche
    (Isabelle Czajka, 2011)
    @Il Cattivo, 09-02-2012
    Da un lato i la crisi del sogno radical chic di lavorare nel settore creativo, dall’altro una storia d’amore complicata che ricalca i vecchi presupposti dei nefandi effetti della mela marcia.

  • Entre nos mains
    (Mariana Otero, 2010)
    @aldoneversmiles, 08-02-2012
    “A un certo punto si smette di cadere. E tutto questo diventa fatturato.”

  • Pauline et François
    (Renaud Fely, 2010)
    @Nat, 07-02-2012
    Un film dall’atmosfera sognante e naive, la storia di Pauline e François coinvolge lentamente ma sempre più nel profondo, con una serie di colpi di scena e fantasmi del passato che pian piano prendono ognuno il proprio posto in una vicenda simile a un gioco di armonie ed equilibri.

  • Un poison violent
    (Katell Quillévéré, 2010)
    @Annette, 06-02-2012
    Anna ha quattordici anni. Nei ricordi di molti è una pessima età, un po' qui, un po' là. Anna legge libri illustrati, impara a fare le giravolte con l'amica; ma accompagna anche la stessa amica a fumare di nascosto, e, frequentando l'amico Pierre, inizia ad avvertire le prime, naturali pulsioni sessuali.

  • 8 volte in piedi
    (8 fois debout, Xabi Molia, 2009)
    @Nate, 05-02-2012
    Una storia amara, quella raccontata da Molia, che, tuttavia, ha il pregio di non sconfinare mai nel patetico e nella gratuità della lacrima facile. Favola crudele e moderna che cattura la situazione contemporanea francese, anch’essa evidentemente alle prese con una crisi ormai parte di noi.

  • Memory Lane
    (Mikhaël Hers , 2011)
    @Il Cattivo, 03-02-2012
    Mikhael Hers ritrae un gruppo di sette amici che a venticinque anni si ritrovano a passare qualche giorno nella città che li ha visti crescere, dopo essersi allontanati dal nido chi per un motivo chi per un altro. Il passaggio alla vita adulta è sicuramente una delle tematiche che va per la maggiore al cinema, specie tra i giovani cineasti, spesso troppo sicuri del loro bagaglio autobiografico – più o meno romanzato che sia – e del potere poetico dell’amarcord.

  • La reine des pommes
    (Valerie Donzellì, 2009)
    @Marnie, 02-02-2012
    La reine des pommes è infatti un film talmente tanto idiota da risultare non solo antipatico ma anche alquanto fastidioso.

Discussion

One comment for “2° My French Film Festival
Dappertutto, 12 gennaio – 1 febbraio 2012”

  1. [...] cose apparentemente inconciliabili, come i festival e le pratiche di consumo digitale. Apprendo da Sushiettibili, ahimé troppo tardi, dell’esistenza del “My French Film Festival”, che “a [...]

    Posted by La rassegna stampa del sabato « secondavisione | February 4, 2012, 7:41 am

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