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Archive for December, 2009

A Serious Man
(Joel e Ethan Coen, 2009)

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Un uomo che in pieno clima di fermenti e cambiamenti si rifugia nella tradizione può o vincere o fallire completamente. Parlando dei Coen la risposta è ovvia e scontata. Ma che destino può avere un ebreo di provincia la cui figlia vuole rifarsi il naso?

Titolisti – Cervellini tristi

Anticipando gli eroi di Lost in Traslescion, vi segnaliamo l’ultimo meraviglioso parto della fantasia markettara di quell’allegra cricca di ubriachi che sono i titolisti italiani: l’ultimo film di Lasse Hallstrom, ovvero Hachiko- A Dog’s Story, verrà distribuito col brillante sottotitolo-simpatia Hachiko – il tuo migliore amico. Come se un film con Richard Gere come protagonista avesse [...]

La prima linea
(Renato De Maria, 2009)

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E ripensiamoci. Perché d’accordo, La prima linea è uno di quei film di cui si parla più prima che dopo. Tant’è che ho passato gli ultimi dieci minuti a spulciare invano gli archivi dei miei ggiovani turchi di riferimento. Eppoi Scamarcio, parbleau. Sì. Però, insomma, alla fine non era così brutto.

Megan Fox Queen of the Asides

Per la serie Megan Fox Queen of the Asides, il Chicago Tribune ci segnala che Transformers risulta secondo (dopo Star Trek) nella classifica dei film più piratati del 2009. Riporto il commento: «This isn’t a huge surprise. Megan Fox is in it. She’s hot. You can behave differently in your own home than you can [...]

Dieci Inverni
(Valerio Mieli, 2009)

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Io sogno di tornare nei Quaranta per prendere a sassate in faccia Shirley Temple, versione femminile del bimbominkia per antonomasia, per intenderci. Non che non abbia dei buoni sentimenti. In tenera età mi ero persino commosso con Howard e il destino del mondo.

Welcome
(Philippe Lioret, 2009)

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Una favola triste, fotografata da Laurent Dillaud con colori lividi e ampie campiture, adatte al lirismo di un’umanità negata e riscoperta, nelle sue sfaccettature più crude, disumane e sopraffatte.

Spike Awards 2009

Los Angeles, 12 dicembre | Alla cerimonia di premiazione degli Spike Game Awards i poligoni di Megan Fox portano a casa il premio per la miglior interpretazione femminile in Transformers: The Game. Non è uno scherzo. Da segnalare invece il vincitore della categoria indipendenti: Flower, una notevole reverie eco-hippie presentata sulle note di Donovan. Respirate [...]

Segreti di famiglia
(Tetro, Francis Ford Coppola, 2009)

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Nella prima metà, fino all’incidente di Benny, il film spacca davvero. Tutto fila come dovrebbe, pare di vedere Almodóvar se non fosse Almodóvar, guarda un po’ c’è Carmen Maura nel cast, la storia avvince e convince. Poi, d’un tratto, tutto inizia a traballare.

Gandini

«E’ un periodo molto interessante per l’Italia, il monopolio sull’informazione sta finendo, grazie proprio a internet e a You tube, che è il canale tv più grande del mondo. [gli scandali estivi di silviobì] hanno messo in rilievo come la sua tv e una cultura basata sulla malvagita’ del banale, il cinismo, l’amoralita’, l’egoismo, la [...]

due | (500) giorni insieme
((500) Days of Summer, Marc Webb, 2009)

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L’autobiografismo di questo film, la personale visione del mondo che fa credere che si troverà prima o poi qualcuno che la pensi allo stesso modo, è il limite maggiore di un film divertente, fresco e solare.

uno | (500) giorni insieme
((500) Days of Summer, Marc Webb, 2009)

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Con (500) giorni insieme, debutta sugli schermi la commedia romantica alla Nora Ephron virata in salsa fighetto-maschile e “guarda qua come sono indipendente”. Ed è scritta dannatamente bene. Pure troppo.

due |Gli abbracci spezzati
(Los abrazos rotos, Pedro Almodóvar, 2009)

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Sapete cosa? Los abrazos rotos è uno di quei film sui quali verrebbe voglia di rompersi la testa per mesi. E così ho fatto io. Ho aspettato. E alle fine ho capito che invece aveva scelto bene Niola, che la cosa giusta da fare era sedersi e scrivere subito, con le immagini ancora appiccicate agli occhiali. E vabbè. Del resto, è una vita che dico che tirerò a destra e ancora non ho tolto i braccioli.

Summer’s Moon
(Summer’s Blood, Lee Demarbre, 2009)

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Tutto sembra gridare teen power. Dialoghi, personaggi, trama e situazioni. Un cast di attori tv con tre patate spaziali. Se fosse il pilota di una serie TV per sedicenni probabilmente mi sarebbe piaciuto: il Cattivo è dalla parte dell’industria.

Lebanon
(Samuel Maoz, 2009)

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Non c’è nulla di originale in Lebanon, non c’è nemmeno pathos. Un compito ben svolto: tutte le premesse (drammatiche e linguistiche) che la particolare messa in scena mette in campo cadono nel nulla.

Il nastro bianco
(Das Weiße Band, Michael Haneke, 2009)

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Haneke racconta una storia contadina, una vicenda di strani fatti e vendette, un mito fondativo di violenza e repressione, di cattive educazioni e brutte abitudini nascoste, cachè appunto, che portano i bambini protagonisti di questo film a diventare tutti i bambini oppressi del mondo.

Walk All Over Me (Robert Cuffley, 2007)

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Quando ho visto la fascetta con ‘sta mezza coscia soda, gli stivali in lattice e una scritta inneggiante ad amore, fruste e latex è stato più forte di me. Il film dovevo vederlo. Per la stessa ragione quando ho girato la custodia del DVD non ho letto la trama, perché era altrettanto ovvio che si trattasse di una clamorosa cacata postatomica.

uno |Gli abbracci spezzati
(Los abrazos rotos, Pedro Almodóvar, 2009)

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Lo spettatore del regista più brand d’Europa si trova da subito introiettato nel suo universo di fisicità coloristica, di calori che portano all’asfissia e di caratteri instabili e improbabili. Vinto il dogma di fede che il nome dell’autore richiede, però, il film da subito barcolla, incespica e mai prende una strada certa con una destinazione precisa.