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Archive for January, 2010

postcard from MONGO| Rapsodia ungherese

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Pipa. Impermeabile giallo. Fedora beige e barba rossiccia. Non è Umberto Eco, è Max Friedman. L’eroe borghese del fumetto italiano, nato dalle matite di Vittorio Giardino. Capita talvolta di incrociarlo nelle strade di un’altra Europa, quando la Storia passava ancora da queste parti e gli uomini sapevano vestirsi.

La principessa e il ranocchio
(The Princess and the Frog, Ron Clements e John Musker, 2009)

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In epoca di pieno New Deal obamiano, la principessa è una ragazza indigente di colore che ricorda la protagonista di Imitation of Life (Lo specchio della vita, Douglas Sirk, 1959). È il ritorno del vintage, l’impero sensoriale del classico.

La prima cosa bella
(Paolo Virzì, 2010)

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La domanda che tutti si pongono pare essere questa: dato per scontato che i vecchi modelli non sono più validi, come si può ridisegnare la mappa degli affetti nel disordinato tempo presente?

Il riccio
(Le hérisson, Mona Achache, 2009)

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Insomma, in definitiva film e libro sono un po’ ruffiani, e si possono concedere vezzi, luoghi comuni, filosofia spicciola da Luciano De Crescenzo, psicanalisi di quel caciarone naïf che piace tanto alla setta Crepet e scivolate di dubbio gusto come quella del water che suona Mozart.

Avatar: l’alieno, il cinema, la mappa.

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Avatar è infatti una mappa prima che una storia: Cameron edifica un intero universo nei minimi particolari grafici e lo esplora cavalcando il pretesto di una trama, illustrandocene usi, costumi e soprattutto luoghi, dentro i quali il protagonista/spettatore si muove con candida curiosità sensoriale.

2009 | List-o-rama

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essì. temevate che vi lasciassimo senza, vero? e invece no. eccoci qui, pronti a smentire l’imminente inverno del vostro scontento. per voi e solo per voi, le futuribili, affidabili, sushiettibilissime CLASSIFICHE dei MIGLIORI FILM 2009. che volete, siamo fatti così.