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Archive for March, 2010

uno | Happy Family
(Gabriele Salvatores, 2010)

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Sei personaggi in cerca dei Tenenbaum. Salvatores ha l’hobby di recuperare suggestioni estere per innestarle sul monocolore tronco del cinema italiano, ma, nonostante alcuni pregi, Happy Family si rivela un esperimento sterile e goffamente innaturale.

Revanche – Io ti ucciderò
(Revanche, Götz Spielmann, 2008)

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Noir esistenziale popolato da brutti individui, e i più brutti sono quelli con la fedina penale pulita, ma questo si sa. La parabola della vendetta si spegne come un mozzicone nel portacenere, per sfatare il detto popolare che la vuole portata da servire fredda.

The Hurt Locker
(Kathryn Bigelow, 2008)

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Il punto è che qui non c’è nessun altro, se non la bomba. La verosimiglianza si ferma alla rappresentazione di una dipendenza personale, e senza sbocchi. L’eroe non arriva a saldare le proprie azioni a un qualche orizzonte di senso più ampio. Perché – viene da sospettare – questo orizzonte non esiste più, o comunque si è fatto parecchio difficile da afferrare.

Shutter Island
(Martin Scorsese, 2010)

Shutter Island

Caligari ha trasferito il suo gabinetto in un vecchio faro a guardia di un’isola su cui vengono condotti esperimenti sulla psiche umana, più che psicologia della Gestalt qui si gioca all’allegro chirurgo con l’obiettivo di creare dei perfetti killer antibolscevichi.

Teddy Bears invasion

Brighton, UK. 8 marzo | Il nuovo cortometraggio dell’animatore britannico Cyriak è una summa dell’episteme contemporanea: ossessioni seriali, fantasie apocalittiche e orsetti di peluche. Perché questo è un blog fottutamente serio, nel caso non si fosse capito. — via ades

Camera Angel

internette, 16 marzo | dietro ogni grande regista c’è una grande ciacchista: direttamente dai contenuti extra del DVD, esplode in Rete l’angelo della macchina da presa di Tarantino. — via Manute

Alice in Wonderland (Tim Burton, 2010)

Alice in Wonderland

Quel che dico io è: chi se ne frega dei draghi, dei paladini, delle spade e delle armature, quelle lasciamole agli ortodossi di Tolkien, ai ciccioni panzoni dei tornei di D&D che si eccitano con gli item dei loro elfi silvani.

70 Million

Paris, qualche giorno fa | Un incrocio tra Passion (Godard 1982), Nightwatching (Greenaway 2007) e il settimo episodio della quarta stagione di Gilmore Girls: il video 70 Million dei Hold Your Horses! delizia la Rete e balza in testa alla classifica delle indichicche imprescindibili. Chapeau, fantomatici amici de L’Ogre.

Mine vaganti
(Ferzan Ozpetek, 2010)

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Può ripetere all’infinito, Ozpetek, che questo non è un film che tratta dell’omosessualità, fatto sta che è la componente omosessuale quella che rende riconoscibili i suoi film – come “film di Ozpetek”. E questo, però, non basta.

Mumble Mumble…

Avete idea di cosa sia il Mumblecore? In brevissimo: si tratta di un gruppetto di registi squattrinati che è riuscito a far parlare di sé in America con commedie agrodolci girate perlopiù in casa di amici e infarcite di improvvisazione attoriale, musica indie e situazioni stra-quotidiane. La cosa pare aver funzionato, visto che due di questi [...]

Promettilo!
(Zavet!, Emir Kusturica, 2007)

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Niente di nuovo sul fronte zigano. Passato dal Festival di Cannes la bellezza di tre anni fa, arriva nelle sale italiane Promettilo! di Emir Kusturica, e il fatto in sé non può che far piacere. Ma il regista serbo in questo caso ricalca eccessivamente i suoi stilemi.

Tesla coils

Urbana, Illinois | Suck my proton backpack, Edison. — via pigreco