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Archive for April, 2010

From Paris with Love
(Pierre Morel, 2010)

Pierre Morel | From Paris with Love

Rumore, pioggia di pallottole, bazooka puntati a 190 Km/h in autostrada (nota di merito all’autista) ed esplosioni continue fanno del film un’amorevole cazzatona di breve durata che scivola liscia dopo l’ora dell’aperitivo.

Green Zone
(Paul Grengrass, 2009)

Paul Greengrass | Green Zone

E’ l’assoluta inadeguatezza dei metodi, delle cause, delle reazioni. Insomma: scienza esatta della sconfitta, dove la verità non è ingenua, le immagini sono sgranate, registrate con una macchina a mano che ci proietta sul campo di guerra come nei migliori rolegames, e una voce ci guida tra le macerie come fossimo dei droni.

Scontro tra Titani
(Clash of The Titans, Louis Leterrier, 2010)

Clash of the Titans

Arriva bello fresco nelle sale Scontro tra titani 3D e io lo vado a vedere di domenica sera, in un multisala – un’ enorme cattedrale dell’iperconsumismo, per dirla come qualcuno del quale mi han parlato un po’ di tempo fa – appena fuori città. Ci porto Nicoletta, sapete: i dolcetti, l’acquetta, gli occhialini 3D. Per qualche istante mi pare proprio sia bello vivere in Italia, oggi.

Un vodka robot con ghiaccio, grazie.

Internet, 28 Aprile | dopo la presentazione del trailer a Berlino, è online il mediometraggio di Spike Jonze sponsorizzato Absolut. Lo si può vedere in streaming gratis, a botte di 12.000 persone alla volta. I vodkaroli pare abbiano sborsato una discreta quantità di soldi per poi farsi da parte in fase creativa, con un atteggiamento [...]

due | Dragon Trainer
(How to Train Your Dragon, Chris Sanders e Dean DeBlois, 2010)

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La DreamWorks abbandona riferimenti meta cinematografici dei procedenti esperimenti, si affida a Chris Sanders e Dean Deblois (già autori di Lilo&Stich) per questa avventura fantasy quanto mai attuale: Hiccup è il prototipo dello sfigato della classe, quello a cui la mamma fa lo scodellone e mette i calzini bianchi sopra i pantaloni di tuta rimboccati al ginocchio.

Departures
(Okuribito,Yōjirō Takita, 2008)

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Si mescola la saggezza della millenaria tradizione giapponese con robaccia stilisticamente più affine alla rappresentazione occidentale di oggi, e quest’incontro non porta bene proprio a nessuno. Insomma, una bella metafora della globalizzazione. Un po’ come il cioccolato e la merda.

The Fantastic Mr. Fox
(Wes Anderson, 2009)

Dopo l’uscita nelle sale italiane, spadelliamo e riproponiamo il pescecrudo dicembrino di Manute. E non vorrete perdetevi la polemica andersoniana nei commenti di Happy Family, vero?

uno | Dragon Trainer
(How to Train Your Dragon, Chris Sanders e Dean DeBlois, 2010)

How To Train Your Dragon

Prendete un adolescente, ovviamente magrissimo, che ricorda Woody Allen versione nerd con i soliti complessi dell’età, un padre che rappresenta il perfetto incrocio tra i modi del peggior John Belushi e le fattezze di Bud Spencer, un po’ di fantasy, e portate tutto all’epoca vichinga. Risultato: un film gradevole e simpatico, ma non certo brillante e originale.

L’uomo nell’ombra
(The Ghost Writer, Roman Polanski, 2010)

The Ghost Writer

Lo scrittore Ewan McGregor beve parecchio e affronta la vita un po’ come Vinicio Capossela, col Maalox sul comodino e con i foglietti sotto il letto.

Sul mare
(Alessandro D’Alatri, 2010)

Sul mare

Il trailer, ingannevole quanto beffardo, attira al cinema per assaporare una commedia divertente e spensierata, con simpatici teatrini in napoletano. Le illusioni tuttavia si infrangono appena inizia il film: non è una commedia, e fa ridere poco.

1° Viral Video Falstival
Bologna, maggio 2010

Viral Video Falstival

In una città antica un gruppo di ggiovani scommette sulla viralità nuovomediale, organizzando un festival che non è un festival per video virali che non sono ancora video virali. Paradossi: su Sushiettibili.

The Hatchet
(Adam Green, 2006)

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Come per una recensione porno, urge fornire il campionario delle prestazioni: morte semplice, ad accettate. Testa aperta da mascella a mandibola. Torsione della testa a cavatappi con tanto di guizzo di sangue a mo’ di Moët et Chandon. Motosega. Pala. Morsi. Ecco gli strumenti dell’ultimo working class hero del sindacato degli psicolabili dalla camicia a quadrettini.

Gamer
(Mark Neveldine e Brian Taylor, 2009)

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Come il titolo del gioco in questione (Slayers) sottilmente suggerisce, si tratta di prelevare dei brutti tizi direttamente dal braccio della morte, impiantare loro le nanosonde per il controllo a distanza, e farli massacrare l’un l’altro dentro arene all’ultimo sangue. E di sangue, ovviamente, se ne spaciucchia in giro parecchio.

Alpha Log 2007

Roma, febbraio | Alpha Log 2007, chiuso nel 2008, distribuito a mano nel 2010. Perché le fanzine (quelle vere, su carta) se ne fottono del duepuntozero. Ma a noi piacciono così, e di questo opuscolo – “La fantascienza giapponese dal manga all’animazione” – segnaliamo ‘Le frontiere del postumano’ di G. de Matteo e ‘Modernità e [...]

My main man. Appunti per un film sul jazz a Bologna
(Germano Maccioni, 2009)

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I discorsi si sovrappongono, i ricordi riemergono da più angolazioni, ognuno riprende il tema e butta lì la sua improvvisazione: perché il jazz è arte del tempo, ma anche il cinema – quando è buon cinema – conosce qualche mossa.

Il concerto
(Radu Mihaileanu, 2009)

Il Concerto

L’orchestra come vita, orchestra come unità. Metafora di una società dove si dovrebbero abbandonare le pretese di perfezione, per accontentarsi di piccoli progetti per la cui riuscita sono decisivi tutti.

Io sono l’amore
(Luca Guadagnino, 2009)

Io sono l

Per finire il ritorno allo stato di natura. Al silenzio. Alle porte aperte. Al far l’amore nei campi. Il cinema non è Sanremo.

Twitter sales

Silicon Valley, 6 aprile | due ricercatori sostengono di aver inventato un nuovo fichissimo algoritmo in grado di prevedere il successo di un film analizzando le reazioni su twitter. Uno dei due si chiama Sitaram, l’altro Bernardo. Non paghi di questo, i due riescono a farsi sbertucciare anche da un guru del marketing ammerigano: “Are [...]

due | Happy Family
(Gabriele Salvatores, 2010)

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Salvatores e i suoi compagni di viaggio rivendicano con brio la possibilità di un cambiamento nell’apparentemente immutabile tradizione realistica nella messa in scena cinematografica italiana. Il regista di Mediterraneo diventa portabandiera di un nuovo stile del far commedia, e sembra non voler nascondere il suo amore per Hollywood, citando deliberatamente alcuni giganti della tradizione cinematografica.

Joep Gerrits Star Wars Icons

Netherlands, 1 luglio 2007 | Joep Gerrits porta a casa il premio Jabba del mese con questa teoria di pupazzotti intergalattici. Damn you, Lucas. – via The Daily What

Legion
(Scott Stewart, 2010)

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Dio si è svegliato con i coglioni girati. Anche lui si scopre testosteronico fan di Stallone e Schwarzenegger, così decide di archiviare la monotonia del diluvio e di fare una bella commistione di massacri, zombie e pallottole.