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Archive for August, 2010

67° Mostra d’Arte Cinematografica
the Sushi Road to Venice

Dal 1 Settembre al Lido. Il Sushi è più gustoso servito con lo Spritz.

67° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
the Sushi Road to Venice | italiani al Lido

La fabbrica del sushi sta per scendere in laguna. Terribili creature il forno sfornerà: primo insight firmato Zampa con idee, anticipazioni e (pre)giudizi sul cinema italiano a Venezia.

Kòngavegur
(Valdis Òskarsdòttir, 2010)

Valdis Òskarsdòttir è la montatrice di Eternal Sunshine of the Spotless Mind e già per questo mi sta un po’ simpatica. Poi è islandese, e non posso fare a meno di immaginarmela come tutti gli islandesi, una via di mezzo tra Pollon e Hannibal Lecter.

The Fourth Portrait
(Chung Mong-Hong, 2010)

Dopo la morte del padre, il paffuto Xiang si mette in cerca di nuovi riferimenti emotivi. Siamo a Taiwan, e i personaggi che si avvicendano al fianco del protagonista decenne sono una galleria di tipi sociali: Il risultato è una specie di feuilleton dickensiano in salsa mandarina, che ogni tanto commuove ogni tanto diverte, ma – alla fine – sa di stucchevole.

Requiescat in somnio

Giappone, 23 agosto – a 47 anni, dopo aver firmato una gemma come Paprika (2006) e averci insegnato meravigliosi colori, Kon Satoshi se n’è andato. Era uno dei più grandi animatori viventi. Ci mancherà, davvero.  — via cinematical

Au fond des bois
(Benoit Jacquot, 2010)

Nella Francia rurale del secolo decimo nono ragazzo selvatico mezzo Mowgli mezzo hippie ante litteram concupisce la figlia del dottore. Con un pretesto entra in casa, la ipnotizza, fanno roba. Lei un po’ ci sta, un po’ no, comunque lo segue nei boschi, dove continuano a darci dentro, sempre con lei che un po’ ci sta e un po’ no.

Bradbury turns 90

15 agosto – so, where is your God now, mr. Asimov? (happy birthday, Ray. You’re still the man.)

63° Festival del film Locarno
Locarno, 4-14 agosto 2010

Leopardi svizzeri, zombie omosex, sushi preconfezionato e orologi a cucù: sembra un romanzo avanguardista, invece è Folquet che torna da Locarno. Sapevatelo.

From Within
(Phedon Papamichael, 2008)

È che con questi film mi sembra troppo facile parlare di citazioni o situazioni da horror classico, come quella dello specchio, l’esorcismo, l’incidente in auto, quella dell’auto. Senza un quid la citazione diventa routine, cliché, banalità. Merda.

Il solista
(The Soloist, Joe Wright, 2009)

Il solista è un film certamente interessante. Ciò che colpisce di questa pellicola è il rapporto che il personaggio di Jamie Foxx intrattiene con lo spazio urbano. La sua musica si fonde con i rumori e i suoni della città di LA, si mescola a essa costruendo un’unica sinfonia. Contemporaneamente, Ayers si addobba con gli indumenti e le maschere delle varie personalità che animano proprio questo tessuto urbano.

Clamoroso al Cibali: Marnie si aggiudica il Gatto nel Ramen di luglio

Sushiettibili, 1 agosto | allora. il Gatto nel Ramen di luglio come miglior poster del mese, in teoria, va a Folquet, che ha scalato la classifica con il post in cui annunciava che Aldo era il miglior poster del mese di giugno. Giuro. Ora, gente. A tutti piacciono i gattini, soprattutto quando stanno in una [...]

4° Roma Fiction Fest
Roma, 5-10 luglio 2010

A un mese dalla manifestazione romana dedicata alla fiction televisiva, il report di Nate ci porta fin dentro la zona rossa del Roma Fiction Fest. Un excursus agostano dal grande al piccolo schermo, per capire cosa si muove dietro la «qualità del prodotto italiano»

The perfect Host
(Nick Tomnay, 2010)

Immaginatevi se Ted Bundy avesse ricevuto una serie di calci nei denti dalla prima ragazza che provava ad abbordare e si fosse trovato immischiato in una specie di Hostel perché le ha sbavato il rossetto. È questo quello che prova John Tayler quando si ritrova dalla parte sbagliata del coltello e realizza a che tipo di cena si ritrova costretto a partecipare.

Raging Phoenix
(จีจ้า ดื้อ สวย ดุ, Rashane Limtrakul, 2009)

Allora Jeeja te mi vuoi barzotto. Bevi, ascolti musicaccia, meni le mani, ti vesti da sporcacciona e fai anche la tonta con una voce che sembri la doppiatrice di Pikachu. Ti prego legami e fracassami di botte.

Eternal first love
(Koisuru Napolitan, Yoshinori Muratani, 2010)

Questo film non lo vedrete mai probabilmente. Ed è un peccato. Perché certi brutti film andrebbero importati con coraggio, per dar una speranza al nostro cinema. Come a dirgli: hai visto, c’è persino di peggio rispetto alla saga Moccia. Puoi far il cinema anche te.

Brotherhood
(Will Canon, 2010)

Di film come questo negli Usa ne vengono prodotti almeno tre al giorno, ma Brotherhood rientra nella fascia di quelli fatti bene e ben impacchettati. Un film che (in dvd) può avere un mercato. Ha una buona colonna sonora, una storiella che tutto sommato tiene e soprattutto ha un target e un suo pubblico.