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Archive for September, 2010

Oki’s Movie
(Ok-Hui-Ui Yeonghwa, Sang-Soo Hong, 2010)

Quattro cortometraggi per un lungometraggio. Quattro piccole storie che raccontano un’unica storia, più o meno. È quasi come se Sang-soo realizzasse un film a episodi. I tre personaggi principali sono sempre gli stessi: c’è Oki, il giovane, e il più anziano, un professore di cinematografia.

Non è un paese per ragazzette col cappello.

internet, 28 Settembre| Si è da poco palesato tra le pagine del web il trailer di True Grit, attesissimo remake di Il Grinta a firma della premiata famigliola Coen. Jeff Bridges fa il John Wayne della situazione, e a noi ci pare che la bendazza sull’occhio gli calzi a meraviglia. Gli americani se lo ritroveranno sotto [...]

Inception
(Christopher Nolan, 2010)

Manute spadella la recensione-fiume sul suo regista preferito. In Inception convergono le tematiche e gli espedienti narrativi di tutto il cinema di Christopher Nolan, distillati nella loro accezione più pura in un labirintico gioco di scatole cinesi. Tanta robba (e tanti spunti di polemica e discussione…)

Mangia Prega Ama
(Eat Pray Love, Ryan Murphy, 2010)

Frasi fatte e immagini da cartolina. Immagini da cartolina e luoghi comuni. Luoghi comuni e personaggi stereotipati. Personaggi stereotipati e tanta tanta noia:sembra che la volontà del regista si esprima nel limitarsi all’idea che si ha delle cose.

La passione
(Carlo Mazzacurati, 2010)

La passione di Carlo Mazzacurati è nient’altro che uno squisito film “religioso” che gioca a farsi “robetta da Bagaglino” a “sequela di macchiette”, a carrozzone di comici dalle frecce spuntate al proprio arco. Si ride, anche dove in fondo non si dovrebbe.

Silent Souls
(Ovsyanki, Aleksei Fedorchenko, 2010)

Con Ovsyanki Fedorchenko ci impartisce una minuziosa lezione di cultura e antropologia sulle tradizioni dei Mari. Una riflessione sulla perdita nella doppia accezione di morte di una persona cara e di smarrimento delle proprie radici culturali.

La Solitudine dei Numeri Primi
(Saverio Costanzo, 2010)

Operazione difficile quella della trasposizione letteraria in formato celluloide, specie per una storia così intimista e introspettiva; esame che, ahimè, il povero Costanzo non supera. Libro eccessivamente sopravvalutato e mediaticamente pompato o errata rivisitazione del regista?

Legend of the Fist
(Andrew Lau, 2010)

In occasione del 70° compleanno di Bruce Lee, Venezia decide di omaggiare l’attore cinese presentando il terzo episodio della saga di Chen Zhen – eroe già portato sullo schermo nel 1972 proprio da Lee. Lau confeziona un gradevole omaggio al noir occidentale, incrociandolo con il suo consueto action d’arti marziali

Attenberg
(Athina Rachel Tsangari, 2010)

Attenberg narra la storia di Marina: la sua esistenza solitaria sospesa in un nulla cosmico. Discreto tentativo di narrare la solitudine come forma di disagio senza esagerazioni e soprattutto non ricorrendo all’arma, sempre molto in voga, della lacrima facile.

no more JP’s from the block

South Pasadena, CA, 16 settembre - E quindi Phoenix ce stava a tira’ er pacco.

Jean Gentil
(Israel Càrdenas e Laura Amelia Guzman, 2010)

Attraverso il dramma individuale di Jean, Israel Càrdenas e Laura Amelia Guzman raccontano quello collettivo della loro terra, tormentata dalla povertà e dalla catastrofe del terremoto.

Niente Paura – come siamo come eravamo le canzoni di Luciano Ligabue
(Piergiorgio Gay, 2010)

Io in realtà un po’ ne avevo, di paura. L’idea di vedere un documentario sulle canzoni del Liga mi creava qualche incubo. Folquet prevedeva una “pagliacciata nazionalpopolare”, io speravo in qualcosa di più interessante e, stavolta, mi è andata bene. La sorte ha voluto regalarmi non un capolavoro, ma comunque una pellicola piacevole inseribile nella categoria del “se po’ vedè”.

A cosa servono gli amici

Venezia, 12 settembre – Eccovi un estratto dalla sceneggiatura che ha appena vinto l’Osella al Lido: “ESTERNO GIORNO – FORESTA Dopo aver vagato per diverso tempo per i boschi, Javier, nudo e coperto di fango (NB: troviamo un attore panzone e col pirillo piccolo), si accovaccia al riparo sotto una scarpata. Passano alcuni minuti ed [...]

20 sigarette
(Aureliano Amedei, 2010)

È giusto fare film sulla strage di Nassiriyya, è giusto ricordare cosa è successo durante quella missione di pace, ma non lo è più se il risultato deve essere questo. Quello di una pellicola che non riesce a raccontarla veramente, che non sembra nemmeno volerlo fare fino in fondo, risultando un lavoro auto celebrativo, rivolto verso se stesso e non verso la storia.

Noi credevamo
(Mario Martone, 2010)

Bastava fare due passi al Lido e sostare dinanzi al ground zero di quello che doveva essere il Nuovo palazzo del cinema per i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia per capire il film di Mario Martone in concorso al Lido. Amianto. Tangenti. Tutto abbandonato. Vergogna di Stato, l’ennesima.

Potiche
(François Ozon, 2010)

Odio François Ozon perché è un dannato Re Mida che trasforma in oro qualsiasi storia scelga di raccontare. Lui cambia modi e generi ogni volta e tutto comunque gli viene più che bene.

Happy Few
(Anthony Cordier, 2010)

Cordier lavora di squadra e righello. Due coppie, quattro personaggi belli e parigini, psicologie marcate e reciprocamente complementari. Si conoscono, si piacciono, iniziano un gioco erotico di scambi incrociati. Erotico: ma non solo.

Norwegian Wood
(Trần Anh Hùng, 2010)

Tre amici molto legati tra loro. Una ragazza e due ragazzi, amici fin da piccoli, sempre assieme. Giochi, scherzi, le piccole avventure da liceali. Per i primi minuti, Norwegian Wood potrebbe essere un film di Moccia.

Somewhere
(Sofia Coppola, 2010)

Somewhere è un modo per dire loro che andrà tutto bene se solo si scappa da Los Angeles all’alba. Sta qui la forza struggente di un film lento e composto, preciso e lineare nella sua straordinaria sincerità.

La belle endormie
(Catherine Breillat, 2010)

Una favola di quelle dove si può anche morire, condotta dal gusto di un decòr sontuoso che mescola costumi russeggianti, carovane zigane ed esterni innevati, con una naturalezza e una trasparenza nei passaggi da una dimensione all’altra che fanno pensare a più a Miyazaki che a Burton.

The Happy Poet
(Paul Gordon, 2010)

Il sogno americano non deve necessariamente realizzarsi per tutti. Anche se sono dei simpatici nerdazzi mossi da spirito ecologico.

Le bruit des glaçons
(Bertrand Blier, 2010)

Uno scrittore alcolista e misantropo (Jean Dujardin) vive isolato in una grande casa nella campagna francese. La sua sola compagnia è costituita dalla sua governante Luisa (un’ottima Anne Alvaro) e dal secchiello del ghiaccio che si trascina continuamente appresso. Una mattina, il suo cancro (Albert Dupontel) gli bussa alla porta.

Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra
(Elisabetta Sgarbi, 2010)

Una montagna di neve è qualcosa che facilmente si può sciogliere, perdere consistenza e sfuggirti dalle mani, se appunto non la tieni all’ombra. Ed è esattamente quello che succede al tema – alla tesi – dell’indagine portata avanti in questo documentario.

The Accordion
(Jafar Panahi, 2010)

Il corto di apertura della sezione autoriale di Venezia porta su di sé il marchio dell’assenza. Gli otto minuti di Jafar Panahi sono proiettati in una sala in cui il posto del regista – così com’era già accaduto in giuria a Cannes – rimane vuoto.

Gatto nel ramen di Agosto

Sushiettibili, 1 settembre | now that’a a bad boy. il Cattivo porta a casa il Gatto nel Ramen di agosto (il pezzo è Brotherhood). La classifica per il momento lo vede a pari merito con Marnie e Aldoneversmiles. so hype, it’ll make your goldfish explode.

67° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Venezia, 1-11 settembre 2010

Recensioni, video, impressioni e cazzate: la Mostra targata sushi in un unico paginone dal design compatto. Avete delle bacchette in tasca, o siete solo contenti di saperlo?

Shrek e vissero tutti felici e contenti
(Shrek Forever After, Mike Mitchell, 2010)

Dopo il terzo capitolo non avrebbe avuto senso fare un quarto capitolo – già tre anni fa vissero tutti felici e contenti – ma si sa, il mondo delle fiabe è imprevedibile.