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Archive for October, 2010

A Serbian Film
(Srpski film, Srdjan Spasojevic, 2009)

Vai allo speciale L

In occasione del passaggio al Ravenna Nightmare, ripeschiamo dagli archivi le riflessioni pornopolitiche del Cattivo sul film di Srdjan Spasojevic. A breve un report completo dal festival ravennate. Manganelli, pompini e Foucault, su Sushiettibili.

Fair Game
(Doug Liman, 2010)

Questa pellicola riesce a far maturare un senso di angoscia sempre maggiore via via che va avanti nella sua narrazione. Ti spezza, lasciandoti un macigno difficile da digerire sullo stomaco, una sensazione fastidiosa ma che riesce a fare di questo film un buon prodotto.

Sushiettibili in corto all’Ozu film festival

Sassuolo, 30 ottobre 2010 | Ozu film festival,  ore 17.00 (circa). Prima proiezione in sala di un piccolo cortometraggio, un teaser per un progetto di serie dal futuro incerto.  Appena sette minuti e quaranta secondi per raccontare  lights and shadows of a magical world, come asserisce il catalogo del festival. Si parla di Offscreen, l’altra [...]

Cattivissimo Me
(Despicable Me, Pierre Coffin e Chris Renaud, 2010)

Sappiamo fare della gran bella animazione in 3D anche in Europa (seppure coi soldi ammerigani). Imbastito di gag esilaranti, Cattivissimo Me miscela azione, romanticismo e humor grazie all’ irriverente verve satirica che spazia tra i sottotesti dei grandi successi – d’animazione e non – dell’ultimo decennio.

Caracremada
(Lluis Galter, 2010)

Storia dell’anarchico Ramon Vila Capdevila, soprannominato Caracremada dalla Guardia Civil spagnola, il quale, nonostante l’ordine del CTN ai guerriglieri di ritirarsi nel 1951, decise di continuare a combattere da solo. Galter porta nella sezione Orizzonti di Venezia un film che riesce a trasmettere il profondo straniamento e l’ossessione combattiva di un guerrigliero veramente esistito.

Cold Fish
(Tsumetai Nettaigyo, Sion Sono, 2010)

L’uomo viene ricondotto allo status di animale carnivoro che trova come unica fonte di sostentamento e affermazione di se stesso la prevaricazione sul proprio simile. La domanda che Sono si pone è: chi siamo, se non animali in attesa di un essere più piccolo da mangiare?

Post Mortem
(Pablo Larraìn, 2010)

La fine di Allende, e il conseguente arrivo di Pinochet, viene accostato a un qualcosa che assomiglia alla morte. Morte di una speranza collettiva, morte di un popolo, morte di libertà: ed è stupefacente come tutto questo sia visto e raccontato con gli occhi di una ballerina, di una persona del popolo, già perché in un clima simile non esiste la soubrette, il medico, l’impiegato, ma solo l’uomo.

The Dark Hype Rises

Internet, 28 Ottobre | Mentre conta gli incassi di Inception e spende il proprio credito infinito presso la DC Comics ingaggiando il profeta della fumettotamarrìa per il nuovo Superman, Christopher Nolan ci butta anche lì un paio di indizi sul terzo Batman, giusto per mantenere alto il nostro livello di salivazione : si chiamerà The [...]

due | Wall Street – Il Denaro non dorme mai
(Wall Street – money never sleeps, Oliver Stone, 2010)

In casa Neversmiles un film non è mai soltanto un film. Soprattutto, se fai un remake di un tuo capolavoro degli anni ’80, non puoi pretendere che uno non la prenda sul personale, e mescoli il tutto con il proprio vissuto. Lasciate che Aldone ci spieghi cosa c’entra Gordon Gekko con Goffredo Fofi, Bologna, il precariato italiano e i jeans a vita alta.

uno | Wall Street – Il Denaro non dorme mai
(Wall Street – money never sleeps, Oliver Stone, 2010)

Il cinema di Stone continua a indagare la figura paterna: da un lato Gekko e dall’altro Jake. I conflitti privati si riversano su quelli pubblici, dove la dinamica stato-mercato diventa paritetica a quella libertà-controllo. Quella di Stone è una divulgazione pubblica a tratti quasi politica.

Animal Kingdom
(David Michod, 2010)

PESCECRUDO | I nuovi Soprano se ne stanno a Melbourne, Australia. Il nuovissimo mondo. E anche lì, a quanto pare, le meraviglie criminali del vecchio sono arrivate.

Uomini di Dio
(Des hommes et des dieux, Xavier Beauvois, 2010)

La Francia continua il filone di riflessione spirituale (non necessariamente bigotta) iniziato con Robert Bresson, Alain Cavalier e continuato con Maurice Pialat de Sotto il sole di Satana, tenendo ben presente la lezione di Dreyer e del Ford di Seven Women.

entretien | Martin Provost
Roma, 19 Ottobre 2010

La settimana scorsa ho avuto l’occasione di assistere ad un’anteprima speciale di Seraphine all’ambasciata francese, durante una spettacolare ottobrata romana, alla presenza del regista e seguita da un aperitivo gratuito organizzato nel rigoglioso e verdeggiante cortile di Palazzo Farnese. Io sì e voi no, muahahah! Stupidi lavoratori ben pagati, non avrete mai le soddisfazioni di noi blogger!

Una sconfinata giovinezza
(Pupi Avati, 2010)

Cosa fa Avati? Scrive una storia basata su una malattia, un tema molto difficile e tenta di raccontare la vicenda di una coppia. Il film a tratti commuove ma non è un bel film. Quando ci troviamo dinnanzi a un argomento del genere come si fa a essere sicuri che sia il film a commuovere e non il tema in sé?

Passione
(John Turturro e Federico Vacalebre, 2010)

Questo film a chi va? Per chi é? Agli italiani nel mondo? Alla città di Napoli? O agli americani che pensano all’Italia come una grande Napoli in Sicilia in cui balliamo la tarantella da Bolzano alle Egadi? Passione è un divertissement, una sorta di pedinamento neorealista musicale che Turturro prepara con spirito voyeuristico in una Napoli immaginaria da cartolina e dal folklore popolare un po’ turistico, scontato.

Gorbaciof – Il Cassiere col vizio del gioco
(Stefano Incerti, 2010)

Una regia molto composta, lineare e molto curata, ma, nonostante ciò, a fare la parte del leone è sempre lui: Toni Servillo. Nelle vesti di un eroe metropolitano altruista che decide di schierarsi dalla parte dei deboli, conduce un’interpretazione perfetta, mai esagerata, che ricorda molto il Titta Di Girolamo de Le Conseguenze dell’Amore. Assolutamente da vedere.

Seraphine
(Martin Provost, 2009)

La storia di Seraphine Louis, umile e bistratta cameriera dalla psiche disturbata e dall’incolto talento visionario. Piccola fiammiferaia vive la sua rivincita e diventa pittrice famosa: il rischio di sbracare nel lacrimoso era parecchio forte. E invece Provost riesce a non banalizzare, svincolandosi dalla forma del biopic puro, rifiutando l’aneddottica e il calligrafismo celebrativo.

Step up 3D
(John Chu, 2010)

Io mi rendo conto di essere uno stronzo solo per essere entrato in sala a vedere questa cagata pazzesca. Ma capitemi, pioveva e all’amica mia ci piace la danza hiphop, ci piace. Sembra il Fast and Furious dei ballerini, una tamarrata di questo tipo non potrebbe nemmeno essere partorita dai Dipset, ma al massimo da [...]

L’Ultimo Dominatore dell’Aria
(The Last Airbender, M. Night Shyamalan, 2010)

Ecco una futura trilogia in arrivo per i prossimi anni. I grandi cultori del genere fantasy saranno in fibrillazione? No, almeno spero. Poiché non trattasi di fantasy serio, ma di vaccata immonda. Ammetto che per vederlo avrei desiderato la presenza dell’ultimo dominatore del sonno.

Figli delle stelle
(Lucio Pellegrini, 2010)

Cinque individui delusi dalla loro vita, rapiscono un politico per chiedere il riscatto, peccato che nel sacco finisca un portaborse, uno che vale zero, e alla fine anche una brava persona. Raccontare il nostro tempo con le deformazioni anarcoidi della commedia. Come non si vedeva da tempo, forse grottesca e anche confusa in molti passaggi, ma sana e genuina a suo modo.

Bello bello in modo assurdo

Torna il più bello (bello bello in modo assurdo) dei modelli. Sapete bene di chi sto parlando: Derek Zoolander avrà a breve un suo Web serial animato. Verrà prodotto dalla casa di produzione di Ben Stiller, la Red Hour Films, assieme alla Paramount Digital Entrateinement. Il caro Ben non esclude che dopo questo test sulla [...]

Buried
(Rodrigo Cortès, 2010)

Buried è un contorsionistico esercizio di cinema di genere, un thriller claustrofobico nella sua accezione più radicale, ma soprattutto un geniale spunto produttivo. Geniale, ça va sans dire, se non si è così schizzinosi da rifiutare l’accezione più furbesca del termine.

Gatto nel Ramen di settembre

Sushiettibili, ottobre | ahem. con colpevole ritardo, i Poteri che Sono proclamano Aldoneversmiles vincitore del Gatto nel Ramen di settembre, per la sua coraggiosa difesa di Somewhere. E con questo il ragazzo si mette in tasca il suo secondo gattonzo, staccando Marnie e il Cattivo che lo seguono a quota uno, e tutti gli …

Innocenti bugie
(Knight and day, James Mangold, 2010)

Si guarda, nulla di meno e assolutamente niente di più di una cavolata. Ogni tanto si sorride, tendenzialmente non si sbadiglia troppo, non c’è niente che ti lasci riflettere o accendere il cervello. Innocenti bugie è un’innocente cavolata.

Fratelli in erba
(Leaves of Grass, Tim Blake Nelson, 2010)

Non bisogna lasciarsi ingannare dal titolo, nè dalla locandina di questo film. Fratelli in erba non è un film demenziale su due gemelli “diversi” che si fanno le canne. O meglio, in parte è così ma non ci troviamo assolutamente dinnanzi a una pellicola demenziale.

L’illusionista
(L’illusioniste, Sylvain Chomet, 2010)

pescecrudo | È il film di un Tati che aveva prima abbandonato il music hall per il cinema e che alla fine, ai tempi della stesura del soggetto, già avvertiva che qualcosa stava cambiando ancora. Chomet ne segue i passi con un animazione 2D meravigliosamente fuori moda, che ricrea l’illusione di un mondo ormai soltanto abbozzato: un mondo perduto, anche nei sogni di celluloide e cilindri.

London River
(Rachid Bouchareb, 2010)

Siamo dinanzi ad un film che eccelle solo in potenza e che, partendo da un soggetto molto efficace, si perde in una messa in scena piatta e noiosa. Non si tratta di stile, di scelta, ma di incapacità di tradurre cinematograficamente un’idea felice e una visione metaforica sentita, e forse un po’ utopistica, del presente.

News from nowhere
(id., Paul Morrisey, 2010)

Un clandestino argentino a Long Island si arena come il suo sogno americano. Con lui un cargo di altre vite umane ammassate che scopre quanto sia facile morire spiaggiato nell’indifferenza più totale. Cioè, se succede sul Gargano o a Lampedusa perché mai non dovrebbe succedere lì.

Benvenuti al Sud
(Luca Miniero, 2010)

Sarò sincero, ero tentato di scrivere il pezzo senza neanche vedere il film. Cosa che non dovrebbe neanche pensare chi scrive di cinema. Già, pensavo di aver capito tutto: la palese copiatura, la mancanza di originalità e, diciamolo, anche la recitazione. Ma l’ho visto, e meno male, pensavo peggio.

The Town
(Ben Affleck, 2010)

Storie di teppa irlandese nei quartieracci di Boston. Malavita crepuscolare e proletaria, eccessi ghetto-sentimental-machisti e ottime scene d’azione. Ben Affleck ha trovato la sua onesta collocazione: dietro la macchina da presa.