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Archive for November, 2010

Anima² | duemondi.
Il libro e l’arte in Brendan and the Secret of Kells

Due momenti cinematografici, due opere di pietra, la medesima tensione irrefrenabile a evadere dai confini del cinema per puntare dritto al senso ultimo della cultura, al significato e al valore che determinate pratiche assumono in seno alla comunità degli uomini.

m.m.

Roma, 29 novembre 2010 | ‘mai avere speranza: la speranza è una trappola, una cosa infame.’ (m.m.)

Precious
(Precious: Based on the Novel Push by Sapphire, Lee Daniels, 2010)

Precious è passato in concorso al Sundance. Precious è stato la sorpresa degli ultimi Oscar, portandosi a casa due statuette. Precious ha commosso le platee di mezzo mondo. Precious è un film dei più brutti, ricattatori e fasulli che mi sia capitato di vedere, figlio di un’estetica grossolana, populista e finto-sensibile che non a caso ha il suo guru in Oprah Winfrey, produttrice esecutiva del film.

Finale
(John Michael Elfers, 2009)

In concorso all’ultimo Nightmare Festival di Ravenna, l’esordio del giovanissimo Elfers è un film classico, forse fiacco perché manca del colpo di reni che gli potrebbe permettere l’allungo, ma dotato di una dignità e coerenza nella messa in scena che gli ha permesso di circolare in numerosi festival di genere e non, riuscendo a raggranellare anche qualche qualche premio.

Harry Potter e i doni della morte – Parte prima
(Harry Potter and the Deathly Hallows, David Yates, 2010)

Harry Potter – in generale – è un buon prodotto, un’ottima favola per adulti e non; inoltre è annoverabile tra i nuovi romanzi di formazione del nuovo millennio. Ma, arrivati all’ultimo episodio, diviso in due parti e nella seconda virato al 3D, sembra che gli scopi esclusivamente commerciali prevalgano sulla volontà di intrattenere con ritmo e azione.

La donna della mia vita
(Luca Lucini, 2010)

PESCECRUDO| Spazio teatrale, ambiente alto borghese, famiglie molto disfunzionali, intrighi amorosi. Questo film già solo a taggarlo ha tutti gli ingredienti adatti per non raccontare nulla di nuovo. Alessandro Gassman durante la conferenza stampa ha descritto come una commedia di situazione e una pochade quest’ultima fatica di Luca Lucini.

Cargo
(Ivan Engler e Ralph Etter 2009)

Ambientato in un futuro apocalittico dove gli uomini vivono su una nave spaziale in orbita attorno ad una Terra devastata e infetta, il film segue il destino della nave cargo Cassandra che deve raggiungere il pianeta Rhea – speranza del genere umano o per lo meno di chi può permetterselo.

Stanno tutti bene
(Everybody is fine, Kirk Jones, 2009)

Una storia semplice in cui si rispecchia una nazione e un’umanità intera. Un bell’esame di coscienza generazionale ai tempi della regressione economica.

Sciopero nazionale generale dello spettacolo
22 novembre 2010

In solidarietà con lo sciopero dei lavoratori della produzione culturale e dello spettacolo, Sushiettibili sospende le pubblicazioni per la giornata di lunedì.

Technotise: Edit & I
(Technotise: Edit i JA, Alexa Gajic 2009)

Technotise è un film serbo per contenuti e idea originale, dato che è tratto da una storia a strisce dello stesso regista, ma soprattutto perché contiene elementi che con insistenza si manifestano nel cinema serbo: lo spettro del regime politico, la pulsione sessuale riletta in chiave politica, l’immaginario sulla polizia.

Saw 3D
(SAW 3D, Kevin Greutert, 2010)

Il gioco finisce dove è iniziato, ma a me resta una domanda personale: ora che tutto sembra (momentaneamente) finito in cosa si dovrà credere? Basta davvero una pioggia di sangue? Allora perché non trasmettere i tutorial dei macellai o gli insight delle sonde intestinali per le operazioni chirurgiche?

Unstoppable – Fuori controllo
(Unstoppable, Tony Scott)

Questa pellicola è una botta di adrenalina pura che cresce e aumenta pian piano, sempre di più fino (e stavolta cavoli si!) all’orgasmo finale. Ovviamente non è un capolavoro ma un film ben girato, con ritmi velocissimi e una colonna sonora incalzante che sollazza e diverte enormemente. Per dirla con Laurent Jullier: un film che mira «ad aggirare la ragione dello spettatore per toccare “direttamente” il sistema sensoriale»

Restrepo
(Tim Hetherington e Sebastian Junger, 2010)

PESCECRUDO| Sebastian Junger e il fotografo britannico Tim Hetherington decidono di farsi pagare da Vanity Fair per raccontare la storia di un plotone americano in un fottuto avamposto nella valle del Korangal, oscura e montagnosa località afgana che a giudicare dal nome potrebbe essere lo sfintere geografico di tutta l’Asia centrale. Ma non lasciatevi ingannare: è davvero così.

Illegal
(Olivier Masset-Depasse, 2010)

PESCECRUDO| Tania vive con il figlio adolescente Ivan. Sono due clandestini emigrati in Belgio dalla Russia. Nonostante le precauzioni la donna viene fermata dalla polizia e condotta in un centro d’accoglienza, dove il dramma avrà inizio. Grazie ad uno sguardo capace di analizzare lucidamnete la violenza, Masset-Depasse confeziona un film claustrofobico e a suo modo politico.

Porco Rosso
(紅の豚,, Kurenai no buta, Miyazaki Hayao, 1992)

Il porco rosso è un nostro aviatore. Dico nostro perché la fantasia del maestro dell’animazione giapponese ha partorito la storia in cui un ex aviatore militare dell’esercito italiano viene trasformato in un maiale mentre ci si sta preparando alla Seconda Guerra Mondiale. E non si sa come e perché, o meglio lo si può intuire da una bruciante battuta “meglio porco che fascista” che lascia trapelare molto.

Anima² | intro

cinefilo! Il mondo degli umani è un pasticcio? Le alghe del tuo vicino ti sembran più verdi? Consolati con la nuova rubrica di Sushiettibili: animazione, loschi francesi, mirabolanti fermenti. La settima arte e mezzo ora passa anche da qui.

A million dollars is not cool.
L’etica dello spazio freddo in The Social Network

The Social Network è un film diretto da David Fincher, regista feticcio di robette come Seven e Fight Club. E’ un film scritto da Aaron Sorkin, meglio noto come sceneggiatore di West Wing. E’ un film musicato da Trent Reznor, meglio noto come uno a cui piace vestirsi di nero.

Due Cuori e Una Provetta
(The Switch, George Gordon e Will Speck, 2010)

trama. Wally viene a sapere della decisione di Kassie di avere un figlio tramite inseminazione artificiale, si rende conto che la ama e quindi la ostacola. I due litigano. Kassie ha trovato il donatore, la sua migliore amica organizza uno sperma-party per festeggiare l’evento, dopodichè, bella e inseminata, Kassie potrà andare a vivere in campagna. Wally si ubriaca allo sperma-party e fa il patatrac.

Last Night
(Tessy Tadjedin, 2010)

SPOILER ALERT | Non avevo nessuna aspettativa. Nemmeno mezza, non un brandello di fiducia davo a questo film. Meglio forse, meglio per il film e meglio per me che non ho mal riposto un bel niente. Detto questo, non è che ci troviamo dinnanzi a un capolavoro. Last Night è un film guardabile, non perfetto, non incisivo, ma guardabile.

Edgar Wright performing a Tarantino

Internet, 10 Novembre 2010| Edgar Wight sembra deciso a diventare il guru pop-cinefilo delle nuove generazioni. Dopo aver dato sfoggio di tutta la sua cinemania nelle parodie di film di zombie e di polizieschi,  sta per uscire in Italia il suo Scott Pilgrim vs the World, pastiche indie-fumetto-videoludico che ci fa sbavare da mesi e [...]

Mammuth
(Benoît Delépine e Gustave de Kervern, 2010)

Delepine e de Kervern si affidano alla pancia di Depardieu per confezionare un road movie che scorre leggero sulla scia dello stesso provocatorio e anarchico surrealismo del precedente Louise-Michel.

Gatto nel Ramen di Ottobre

Sushiettibili, 9 novembre | ahem. I Poteri Che Sono, a questo giro nello persona (?) di Nyarlathotep, conferiscono a Manute il Gatto nel Ramen d’Ottobre per il suo pezzo sul celestiniano La pecora nera. La classifica aggiornata lo vede quindi salire a quota uno, raggiungendo Marnie e il Cattivo, mentre l’Aldone continua a staccare tutti [...]

L’Immortale
(L’Immortel, Richard Berry, 2010)

Marsiglia come Little Italy, Mattei restio allo spaccio di droga come Vito Corleone, insomma, Berry ha studiato bene da Coppola e De Palma – non dico nulla, ma vedere per credere la fine. Intendiamoci, nessun paragone azzardato con il capostipite dei film di mafia, tuttavia, non si può non pensare a L’Immortel come una versione francofona del film di Coppola.

Salt
(Philip Noyce, 2010)

Esercizio di scrittura n 1 | Recensione al contrario: Salt è un film ben strutturato. Ha un inizio, una parte centrale e una fine. Racconta la storia di un agente segreto interpretato da Angelina Jolie, che viene accusata di essere una spia russa, così, dopo aver capito che stavano per metterla in prigione, decide di scappare. Assolutamente un film da vedere, bello e emozionante.

Il Regno di Ga’Hoole: la Leggenda dei Guardiani
(Legend of the Guardians: the Owls of Ga’Hoole, Zach Snyder, 2010)

Anche i gufi, nel loro piccolo, si menano a rallentatore. Sembra 300 ambientato in un bigino di Piero Angela, d’accordo, ma il lavoro che Snyder sa fare è questo: epicizzare e spettacolarizzare, senza pensarci troppo, tutto quello che passa il convento, e qui ci è riuscito perfettamente con una storia di allocchi in armatura.

Adèle e l’Enigma del Faraone
(Les aventures extraordinaires d’Adèle Blanc-Sec, Luc Besson, 2010)

Tra pterodattili che seminano il panico nella capitale francese, musei e Belle Époque, Besson confeziona un film non brutto, ma che fatica a decollare e a scegliere dove andare a parare. Nate si trova faccia a faccia con uno dei suoi registi preferiti che ultimamente sembra aver mandato tutto a ramengo.