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Archive for January, 2011

Tamara Drewe. Tradimenti all’inglese
(Tamara Drewe, Stephen Frears, 2010)

Il villaggio del Dorset non è cambiato di una virgola dalla sua partenza: vacche, colline e una quiete apparente in cui la vibrazione di ogni singolo ormone è palpabile. E di palpate gli abitanti del luogo son grandi esperti, specie se ad alta tiratura. È chiaro che, più che alla dipartita della madre di lei e all’imminente vendita della casa di famiglia Drewe, il brusio di tutti, specialmente dei rustici e letterati villici, sia più concentrato sulla sua prosperità uterina e sull’arrivo del moscone rock di turno.

La Donna Che Canta
(Incendies, Denis Villeneuve, 2010)

Tragedia greca traslata nella cornice di un ipotetico quanto consueto conflitto mediorientale, La Donna che Canta è stato tra i fuori concorso più apprezzati dell’ultima Mostra di Venezia. Alla prova nelle sale, nonostante difetti ed inaspettate morbosità, si dimostra un notevole pezzo di cinema.

Che Bella Giornata
(Gennaro Nunziante, 2011)

Reduce dal successo d’esordio di Cado dalle Nubi, Checco Zalone ci riprova. E stando ai rumors italici, ci riesce pure.
Checco, bodyguard di una discoteca brianzola, grazie al suo cognome è chiamato come addetto alla security al Duomo di Milano. Dopo qualche intoppo conosce Farah, finta studentessa d’architettura e aspirante terrorista, che ha intenzione di sfruttare i sentimenti dell’ingenuo Checco per piazzare una bomba sulla Madonnina.

Hereafter
(Clint Eastwood, 2011)

Dopo Million Dollar Baby, Mystic River, Letters from Iwo Jima e Gran Torino, il progetto Hereafter, non sembra affatto una sorpresa, piuttosto il giusto epilogo. Clint Eastwood ha sempre toccato, sfiorato il tema della morte, senza mai andare a fondo, ponendolo solo come dato di fatto: dovuto alla crudeltà umana, come sacrificio o come giusto epilogo per alleviare ingiuste sofferenze inflitte da un destino tanto crudele quanto beffardo.

Skyline
(Strause Brothers, 2010)

Parlare di politica e fantascienza dopo il 2001 è facile e scontato. Per questo Skyline è un classico. Nel senso di già visto. E’ una Guerra dei mondi reloaded. E’ un Indipendence Day in tempi sospetti.

Immaturi
(Paolo Genovese, 2011)

Facciamo quelli seri. Trattiamo questo film come se fosse un prodotto degno di analisi e parliamo di un tema che nessuno ha fin’ora osservato riguardo a questa pellicola: la nostalgia. In realtà non è per nulla vero, tutti, ma proprio tutti, hanno parlato di questa pellicola come di una pellicola molto nostalgica. Quello che però non hanno fatto è stato osservare la banalità e la facilità facile con cui questo elemento nostalgico viene messo in scena.

Tron Legacy
(Joseph Kosinski, 2010)

Ne è passato di tempo dal 1982, anno in cui un regista che aveva il nome di un acido proteico o di una droga allucinogena firmava uno dei capisaldi della fantascienza. Nel frattanto abbiamo superato il commodore64 e il sogno pasticcomane di pacman, abbiamo imparato che la parabola di War Game (tra l’altro citato per il piacere dei nerd e dei geek) non era poi così irreale, abbiamo trasformato The Social Network, al secolo Facebook, in una Matrix sociale, e poi abbiamo ragionato sull’utilità di Avatar e affini. Ma soprattutto abbiamo assimilato Internet,

La cerimonia dei Sushigatti

Pensavate che ci fossimo dimenticati dei nostri ambitissimi premi mensili? E invece sono sempre lì, a spulciarsi il pelo tra i nostri pensieri. L’ultimo gatto nel ramen del 2010 se l’è aggiudicato Nate, col suo pezzone sul maghetto occhialuto. Questo vuol dire che con uno scatto appropriatamente felino negli ultimi due mesidell’anno, Nate raggiunge Aldone [...]

La Versione di Barney
(Barney’s Version, Richard J. Lewis, USA 2010)

Piccola guida all’ultimo film con protagonista di Paul Giamatti, suddivisa tra le indicazioni per chi non ha letto il libro di Richler e può così godersi una commedia fatta tutto sommato come si deve e quelle per chi dovrà convivere con i rimpianti e i piccoli fastidi causati da ciò che aveva imparato ad amare sulla carta.

Vallanzasca – gli angeli del male
(Michele Placido, 2010)

Il film di Placido, presentato fuori concorso, è un lavoro degno di nota. Racconta le vicende un fuorilegge, di un assassino, che sapeva giocare con la vita sua e degli altri. E soprattutto sapeva giocare con i media che lo lasciavano parlare e ne tratteggiavano un immagine accecante e affascinante. È proprio su questa immagine che Placido tesse il suo film.

Black Death
(Christopher Smith, 2010)

Inghilterra, Alto Medioevo. Il Paese è devastato dalla peste nera. Quando tutto sembra perduto e il regno sull’orlo del tracollo, l’ultima speranza viene riposta in un gruppo di mercenari guidati da Ulric (Sean Bean). Il monaco novizio Osmund (Eddie Redmayne), decide di accompagnare la spedizione, ma ben presto scoprirà con suo orrore che la vera [...]

American Life
(Away we go, Sam Mendes 2009)

Il viaggio di Burt e Verona (John Krasinski – santo subito – e Maya Rudolph) traccia un’America che, nonostante le architetture ampie e certi spazi che solo il road movie riesce a mostrare anche dietro l’artificio del finestrino di un treno o dell’oblò di un aereo, è un piccolo sobborgo abitato da piccole formiche.

La Banda dei Babbi Natale
(Paolo Genovese, 2010)

Sempre meglio de Il cosmo sul comò e Unplugged al cinema, ma comunque lontani dal primo Tre uomini e una gamba e dal divertente e ben girato Chiedimi se sono felice.
ll risultato è una commedia scialba che ricorda l’elettrocardiogramma di un novantenne in fin di vita in cui si dovrebbe ridere, almeno secondo il trailer.

Gli zigomi del grande cinema

Shrewsbury, UK, 2 Gennaio 2011,  | Qualche giorno fa si è spento Pete Postlethwaite, che col suo viso paonazzo, gli zigomi sporgenti e l’aria da saggio e scontroso portuale britannico, è stato uno dei caratteristi più richiesti e riconoscibili degli ultimi due decenni. Diventato celebre come pedina centrale di uno dei più clamorosi colpi di [...]

The Tourist
(Florian Henkel von Donnersmarck, 2010)

Il film è una specie di spy story, racconta di una donna innamorata di un uomo che è come il Dio Giano, ha due facce. È una persona per bene, ma è ricercato dalla polizia di mezzo mondo per evasione fiscale. In più ha rubato dei soldi a un inglese che sembra un boss della mafia russa e che si fa circondare, proprio perché sembra un boss della mafia russa, da un gruppo di scagnozzi russi. Vista la potenza narrativa di questa trama non poteva che uscirne una boiata e in effetti è così.

Rammbock
(Siege of the dead, Marvin Kren, 2010)

Il primo zombie movie crucco, Rammbock, forse non avrà la forza dirompente dell’ariete da cui il titolo, però funziona. Il film, presentato quest’estate a Locarno si nutre abilmente di una tradizione a sé – quella dello zombie movie classico – ma lo fa in maniera intelligente. E francamente, trattandosi del connubio tedeschi+zombie, c’erano tutte le carte in regola per assistere ad una cagata apocalittica.

Pusher 3: I’m the angel of Death
(Nicholas W. Refn, 2005)

Lontano dalle visioni da cartolina, Refn dipinge il ritratto scomodo di una Copenhagen violenta, indugia nei suoi angoli più sordidi e temporeggia con un’umanità ferina e bestiale, quella dei criminali del sottobosco. Scatole cinesi a incastro che volgono a una soluzione in questo ultimo grandioso capitolo della saga, chiusura ad anello del primo capitolo. Con [...]