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Archive for February, 2011

Berlinale 2011

La più grande sorpresa di questa sessantunesima edizione della Berlinale è stata la mancanza di neve perché, a confronto, il Concorso non ne ha riservata nessuna. Ha vinto chi se lo meritava di più.

Il truffacuori
(L’arnacoeur, Pascal Chaumeil, 2010)

Imprevisti, balli proibiti, amiche ninfomani e cafone, uomini che mangiano noccioline senza togliere prima il guscio, parenti rintronati, finti bodyguard e Montecarlo portano avanti la pellicola per un ora e mezza senza che vi sia alcun picco di divertimento e comicità, ma pure, fortunatamente, senza nemmeno condurre lo spettatore nella fase rem. Come mai potrà andare a finire questa bellissima storia d’ammmore?

Black Swan
(Darren Aronofsky, 2010)

Natalie Portman e Mila Kunis lesbicano, e pure forte. Eggià. Essì. Eh. Però non mi pare professionale farci abbagliare dalla cosa, ennò. Ma sarò mica professionista io? Mila Kunis. Natalie Portman. Lesbicano. Forte forte.

Gianni e le donne
(Gianni di Gregorio, 2011)

Gianni e le donne ha qualcosa di felliniano. Le donne si dirà. Vero. Ma meglio ancora l’idea di una sessualità senza età che trasversalmente unisce il ragazzino con i calzoni al ginocchio e il vegliardo.

Burlesque
(Steven Antin, 2010)

Christina Aguilera ci mette anima, voce e corpo, ed indubbiamente riesce a vestire il personaggio di una carica notevole . Non cerca il tarocco da stunt alla Flashdance, insomma. Di certo l’Alex Owens di oggi, di partenza sa essere molto più sporca e cavalca quella che indubbiamente è una moda.

American Sunshine
(The Go Getter, Martin Hynes 2007)

American Sunshine è quello che si può definire un piccolo gioiello che a lungo è mancato nelle nostre videoteche. Lo fa strizzando l’occhio ad American Life – che a sua volta ammiccava ad American Beauty – e tendendo idealmente la mano a Little Miss Sunshine – a sua volta imparentato con Sunshine Cleaning di cui l’uscita italiana del film di Martin Hynes batte il proverbiale ritardo.

Gatto nel Ramen di Gennaio

Internet, Gennaio 2011| dopo lunghi e difficoltosi brogli siamo pronti a riapriere la caccia al Gatto nel Ramen: il brodopeloso trofeo di Gennaio se l’è aggiudicato la nostra Marnie con la dibattutissima recensione di Vallanzasca. Complimenti alla lady del blog, che si porta subito avanti nella corsa dei gattoni 2011.

X-Men: First Class, old shit.

internette, 11 febbraio 2011| shame on you, Matthew Vaughn. Chris Claremont’s gonna spit in your dip pouch.

The Green Hornet
(Michel Gondry, 2011)

Ci sono un cinese e un ammerigano che se ne vanno in giro in una ficata fiammante, vestiti come personaggi di Will Eisner. Il cinese è cinese: ragion per cui è ovviamente maestro di menare, e fa pure un caffé che mollalo. L’ammerigano invece non sa fare nulla, ma è pieno di grana che non sa come spendere e ci ha problemi col padre. E poi c’è Cameron Diaz.

I fantastici viaggi di Gulliver
(Gulliver’s travels, Rob Letterman)

Vorrei ma non riesco a trovare un appiglio per salvare questo film. Vorrei perché Jack Black è Jack Black, è un grasso e buffo ometto che ci fa tanto ridere solitamente, certe altre invece ci fa vergognare di trovarsi in sala. Ovviamente è il caso de I fantastici viaggi di Gulliver.

Parto col Folle
(Due Date, Todd Phillips, 2011)

Mescolando elementi comici con situazioni profondamente malinconiche, Phillips dirige un road-movie anomalo, dove il ritmo è perfettamente cadenzato da entrambi i registri – comico e drammatico. Film gradevole ma non certo imperdibile.

Il discorso del Re
(The King’s Speech, Tom Hooper, 2010)

Colin Firth e Geoffrey Rush si esaltano grazie ad un ottimo film che, senza scadere nel decoro illustrativo, ha il merito di trasformare in Cinema un’efficace sceneggiatura-pièce.

Vi Presento i Nostri
(Little Fockers, Paul Weitz, 2011)

Pam e Greg, dopo le divertenti vicissitudini dei primi due episodi, sono sposati e hanno due gemelli. La sorella di Pam è stata lasciata dal marito – quello del primo film – perché estenuato dai continui controlli del suocero. Ridere viene molto difficile e le situazioni equivoche sono poco originali e ben lontane dai fasti del passato. Ennesimo tentativo – fallito – di propinare allo spettatore la classica pasta riscaldata.

L’ultimo davvero

Parigi, 3 Febbraio 2011 | Si è spenta a 58 anni l’indimenticabile attrice francese Maria Schneider,  divenuta icona generazionale dopo aver recitato al fianco di Marlon Brando in Ultimo Tango a Parigi di Bernardo Bertolucci. La sua carriera ha subito non pochi contraccolpi: dal licenziamento nel 1976 durante le riprese di Caligola – dal quale [...]

Provaci con più calma, Woody

Cannes, 2 febbraio 2011| Avete presente l’ultimo film di Woody Allen, uscito da noi 2 mesi fa? Ecco, già non è più l’ultimo. Oggi è circolata la notizia che la nuova tappa del tour europeo del regista nuiuorchese aprirà la prossima edizione del Festival di Cannes. Rachel McAdams, Owen Wilson e Parigi a mezzanotte. Ducojoni? [...]

Dance with the Sun like crazy

Salt Lake City, 29 Gennaio| La rassegna del Sole Ballerino ha come ogni anno decretato i suoi indissimi vincitori. Trionfatore assoluto l’ammore senza visto di  Like Crazy, che si porta a casa anche il premio per la prestazione dell’avvenente Felicity Jones. Tra gli altri premiati, il crudissimo Tyrannosaurus Rex, esordio alla regia dell’attore irlandese Paddy Considine, [...]

Qualunquemente
(Giulio Manfredonia, 2011)

Cetto La Qualunque ci fa ridere perché è una maschera che funziona di suo. Una maschera cui il cinema, però, non ha aggiunto ‘na beata minchia.