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Archive for March, 2011

Nessuno mi può giudicare
(Massimiliano Bruno, 2011)

Ve lo ricordate Moretti in Ecce Bombo che sbotta con il graffiante “te lo meriti Alberto Sordi”? Ecco, qui il becero portiere interpretato da Rocco Papaleo sbotta “te lo meriti Nanni Moretti”. Cioè avete capito? Da quel punto del film in poi il problema per me è diventato: quale cinema italiano?

Gangor
(Italo Spinelli, 2011)

Quando le più nobili intenzioni non bastano a fare un buon film.

Sucker Punch
(Sucker Punch, 2011)

Il suo problema, dico di Zack Snyder – uno che potenzialmente è un genio ma che in pratica si riduce ad essere un mentecatto – è che vuole fare l’autorone di sta cippa. Vuole fare tutto lui in barba alle leggi sindacali e così è andata a finire che questo film se lo sia scritto lui. Maledetto

the cat came back | Boardwalk Empire

ma guarda un po’. la serialità televisiva che piace arriva pure su Sushiettibili: si comincia con Boardwalk Empire, nella nuova rubrica curata da Bucky.

Cinéma Direct, c’est fini.

Parigi, 23 Marzo |  Eclissato dalla morte di Liz Taylor,  si è spento a 89 anni  un gigante del documentario. Lammiraglio Togo è sotto shock.

Beyond
(Svinalangorna, Pernilla August, 2010)

Il pubblico veneziano si era espresso molto positivamente verso questa pellicola, per quanto mi riguarda tengo leggermente a freno gli entusiasmi. Forse mi aspettavo qualcosa di più.

le papere di gomma sono nel laghetto

Roma, 24 marzo | e quindi lo sciopero del comparto teatro musica e cinema, indetto per venerdì 25 marzo, è rientrato. l’ineffabile sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta ha spiegato che per il Fus vengono stanziati 140 milioni di euro, prelevati direttamente dalle accise per la benzina. la cifra riporta la dotazione a 407 [...]

Space Dogs 3D
(Belka i Strelka. Zvezdnye sobaki, Inna Evlannikova e Svyatoslav Ushakov, 2010)

Questo tipo di animazione, oggi, riesce a essere davvero democratica e demoscopica, e – anche se spesso taglia con l’accetta – fa a gara con la commedia di caratteri per abilità ritrattistica.

Suck
(Rob Stefaniuk, 2009)

Guitar Hero incontra True Blood, ed è già c.u.l.t.o.

Ramona e Beezus
(Ramona and Beezus, Elizabeth Allen, 2010)

Sono consapevole del fatto che è un film palesemente per bambini, che non posso guardarlo senza congnizione di causa e fingendo che possa essere paragonato ai capolavori della storia del cinema. Non sono così scema (almeno non del tutto) lo sapevo che non dovevo aspettarmi nulla di particolarmente interessante. Alla fin fine quello che mi aspettavo dalla visione di questa pellicola era un buon prodotto per bambini, e non ho avuto ciò che volevo.

Biutiful
(Alejandro Gonzales Iñarritu, 2010)

« Ero sereno e Dio mi ha stritolato, mi ha afferrato la nuca e mi ha sfondato il cranio, ha fatto di me il suo bersaglio. I suoi arcieri prendono la mira su di me, senza pietà egli mi trafigge i reni, per terra versa il mio fiele, apre su di me breccia su breccia, infierisce su di me come un generale trionfatore » (Giobbe 16, 12-14).

Holy Water
(Tom Reeve, 2009)

Ambientato in Irlanda del Nord, Holy Water vorrebbe essere una commedia mooolto divertente, ma già dalla prima inquadratura si comprende che stiamo per assistere a qualcosa che abbiamo già visto, e molto probabilmente fatto molto meglio.

Femmine Contro Maschi
(Fausto Brizzi, 2011)

Se Maschi contro Femmine faceva cacare, questa seconda e ultima – menomale – parte, non è da meno.

Into Paradiso
(Paola Randi, 2010)

L’inizio è come quello di una barzelletta. Ci sono due napoletani e un ex giocatore di cricket dello Sri Lanka.

Tournée
(Mathieu Amalric 2010)

Su due piedi, Mathieu Amalric, il torture porn, il mito della depilazione integrale e il Croque Monsieur sono le poche cose che salverei della Francia.

Unknown – senza identità
(Unknown Jaume Collet-Serra, 2010)

Questo l’avevo fiutato con sei mesi di anticipo. E l’odore era quello di un arbre magique impalato su una bella montagnetta di merda fumante. E avevo iniziato ad ordinare le munizioni per sparare sul piccione di turno.

Sorelle Mai
(Marco Bellocchio, 2010)

In sei anni di lavoro con i corsisti della scuola di Bobbio, Marco Bellocchio, ha girato sei episodi su una stessa famiglia. Storie e avvenimenti semplici e delicati. L’esperimento da lui tentato con questa pellicola poteva rivelarsi fallimentare, invece il film funziona e ha un ottimo ritmo.

Rango
(Gore Verbinski, 2011)

Rango, un piccolo camaleonte aspirante attore, viene sbalzato fuori dalla macchina mentre attraversa il deserto statunitense. Il primo lungometraggio prodotto dalla Industrial Light & Magic e diretto da Gore Verbinski, è un piccolo gioiellino, non tanto per la storia, troppo lunga, forse, e con un finale leggermente dispersivo, quanto per le trovate narrative e la sublime tecnica d’animazione.

127 Ore
(127 Hours, Danny Boyle, 2010)

127 Ore, nonostante il suo attore protagonista sia figo e bravo, è un film inguardabile. Ho passato ben 90 dei 94 minuti della proiezione a scuotere la testa e a pensare: “Ma che è sta roba? Che senso ha? Che fai sfotti vero? Non puoi aver girato sta cosa. Dai dai è tutta un’enorme supercazzola”.

Manuale d’Amore 3
(Giovanni Veronesi, 2011)

Il primo film della saga non è certo un capolavoro, ma lo rammento come gradevole filmetto “sanvalentiniano” che uscì in un freddo inverno raccogliendo anche qualche timido consenso. La finezza stava nell’operazione di ripresa del vecchio filone episodico italiano mixato a un cast ricco di sorprese e non, ma soprattutto nella varietà degli episodi. Sketch brevi, veloci, anche divertenti se vogliamo, che avevano il pregio di scivolare via, talvolta lasciando un poco di amaro in bocca e talvolta un sorrisetto ebete nel bel faccino dello spettatore divertito. Con questo film Veronesi ha scazzato. Basta.

Carissima Me
(L’âge de raison,Yann Samuell, 2010)

Samuell | Love from the age of reason

È un Dawson Leery della commedia romantica e un po’ allocca, con tanto di vasetti di confettura per tutte le stagioni e attrici come Sophie Marceau o Marion Cotillard, fidanzatine un po’ ingenuepercaso che vanno a coronare il loro eterno sogno d’amore.

Gatto nel Ramen di Febbraio

Internet, 11 Marzo | Con la consueta pigrizia felina, il Gatto nel Ramen di Febbraio va a fare le spaghettose fusa al suo vincitore: la recensione di Il Discorso del Re del nostro Zampa, complice i plurimi Oscar, si è portata a casa uno dei migliori risultati di traffico della storia sushiettibile. Un bravo a Zampa, [...]

I ragazzi stanno bene
(The Kids are all right, Lisa Cholodenko 2010)

Io Julianne Moore me la farei. Anche se lesbica.

The Fighter
(David O.Russel, 2010)

Ogni volta che si parla di pugilato, Hollywood torna ad essere la fabbrica di sogni che noi tutti conosciamo. Russell costruisce un film ordinato, ricco ed estremamente forte. Al centro della storia troviamo la periferia statunitense, la famiglia – questa volta in veste di cattiva consigliera – l’amore fraterno e la solita voglia di riscatto. Attorniato da una famiglia opprimente, una madre assillante, ben sette sorelle, e un fratello che è più d’intralcio che altro la vita di Micky è in costante conflitto e in caduta libera, sino al giorno in cui decide di riscattarsi.

Ladri di Cadaveri
(Burke and Hare, John Landis, 2010)

Un diciannovesimo secolo brutto sporco, cattivo e divertentissimo. Si ha la netta impressione che Landis imbastisca un racconto per divertirci e divertirsi con noi: ci invita a casa sua, ci fa ammirare il suo nuovo giocattolo e alla fine ci offre pure la merenda, scusate se è poco.

Piranha 3D
(Alexandre Aja, 2010)

Creature preistoriche che vengono a sbranare le nuove generazioni arrapate più che mai, ritornate alla sorgente come salmoni per una grande filiata esistenziale.

Amore e altri rimedi
(Love and Other Drugs, Edward Zwick, 2010)

Ovvero: “come gli ultimi quindici minuti di un film riescano a trasformare una pellicola mediocre in Merda Rara”. O meglio: “come se il film fosse finito quindici minuti prima mi sarei ricreduta su una pellicola mediocre e l’avrei rivalutata a non male”.

in memoriam S.C.

Milano, 6 marzo 2011 | ciao Silvano.

Another Year
(Mike Leigh, 2010)

Interpreti strepitosi, vero, forse ingiustamente dimenticati nel palmares de La Croisette, vero, ma nemmeno le rughe sul grande schermo non sono questa novità conturbante, così come non lo è la corte dei miracoli, specie se in zuppa inglese.

Academy Awards 2011

Un po’ in ritardo postiamo la lista dei vincitori degli Oscar 2011. Dopo tutto se ci mettiamo un po’ di tempo a comunicare il nome del vincitore del nostro bel Gattone nel ramen, non possiamo certamente essere più celeri con una premiazione di livello e prestigio inferiore rispetto alla nostra, no?