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Archive for September, 2011

il sushi di biscione

30 settembre 2011 | anche al biscione ci piace il sushi: ‘Sushiettibili’ – Mozzarella stories: Giampaolo Fabrizio sul grande schermo.

due | Drive
(Nicolas Winding Refn, 2011)

…And you have proved to be a real human being,
And a real hero…”
(Real Hero, College Feat. Electric Youth)

uno | Drive
(Nicolas Winding Refn, 2011)

Ryan Gosling interpreta un misterioso autista di cui non sappiamo né il nome né il passato. La sua esistenza si consuma nel laconico “I drive” dato in risposta a chi chiede notizie su di lui. Sappiamo che fa lo stunt e il meccanico di giorno, e che la notte viene noleggiato da bande di rapinatori per mettere a segno colpi.

A Dangerous Method
(David Cronenberg, 2011)

Il rapporto Freud-Jung secondo David Cronenberg

L’amore fa male
(Mirca Viola, 2011)

Sorridi. Sei di fronte al dramma.

Mirca Viola in passato è stata Miss Italia per un giorno ed è stata sposata con il produttore Enzo Gallo che, dopo aver prodotto addietro anche Cattive Inclinazioni con Eva Robin’s, decide di produrre il primo film della ex-moglie. Deriderlo sarebbe troppo facile.

Point Blank
(A bout portant, Fred Cavayé, 2011)

da piccolo il mio sogno era essere Jean Reno

In sintesi siamo di fronte ad uno dei potenziali migliori thriller della stagione assieme ad Hanna (Joe Wright, 2011).

uno | Bad Teacher – Una cattiva maestra
(Bad Teacher, Jake Kasdan, 2011)

Nate Vs Nat: e le opinioni non potevano essere più divergenti di così. “Bad Teacher è film intelligente” dice Nate, “Banale, volgare, noioso, inutile e a tratti disgustoso” invece secondo Nat | UNO: parla Nate

La Pelle Che Abito
(La Piel Que Abito, Pedro Almodovar, 2011)

Il chirurgo estetico Banderas passa le giornate nella sua lussuosa magione perfezionando e ammirando la sua opera più ambiziosa: una donna bellissima dalla pelle transgenica che assomiglia come una goccia d’acqua alla sua defunta moglie.

due | L’alba del pianeta delle scimmie
(Rise of The Planet of Apes, Rupert Wyatt, 2011)

A me L’alba del pianeta delle scimmie è piaciuto. Come quei pomeriggi di Agosto in cui piove e hai otto anni e giochi con i Lego: l’aria si fa più fresca e meno appiccicaticcia e tua mamma ascolta Phil Collins.

uno | L’alba del pianeta delle scimmie
(Rise of the Planet of the Apes, Ruper Wyatt, 2011)

potrete levarci tutto, ma non le nostre magliettine amaranto

L’alba del pianeta delle scimmie ti chiede di sforzarti di immaginare Cesare come un vero e proprio membro della famiglia di James Franco. Uno sforzo che forse lo spettatore non ha intenzione di sostenere. Il nostro scimpanzé porta i pantaloni e una deliziosa magliettina amaranto.

Mozzarella Stories
(Edoardo De Angelis, 2011)

la guerra del caglio tra un caseificio campano e un’azienda cinese, alla fine dell’età dell’oro bianco e del DOP

Niente da dichiarare
(Rien à declarer, Dany Boom 2011)

Dany Boom dopo il fortunato Giù al Nord ritorna con una commedia su pregiudizi e difficili rapporti di vicinato.

Crazy Stupid Love
(Glenn Ficarra, John Requa, 2011)

Cal abbandonato e tradito dalla moglie, si rende conto di essere un disastro con le donne. Una sera conosce Jacob che gli insegnerà tutto sull’arte del rimorchio “una notte e fuggi”. Cal inizia così a vedere il mondo in maniera diversa, ma anche Jacob sarà costretto a rivedere qualcosa …

Ma come fa a fare tutto?
(I don’t know how she does it, Douglas Mac Grath, 2011)

Sarah Jessica Parker è invecchiata in una galera chiamata New York in cui è stata rinchiusa nel 1998.

Box Office 3D
(Ezio Greggio, 2011)

Parlare male di un film – se così vogliamo chiamarlo – può essere scontato, e diciamocelo, anche semplicistico e un tantino snob da nasino all’insù. Se volete, ma solo se volete ad esplicita richiesta che avverrà solo ed esclusivamente nella sezione commenti, vi esporrò la sinossi, troppo complessa per essere scritta in una banalissima recensione.

Quando la notte
(Cristina Comencini, 2011)

Il film di Cristina Comencini ha strappato risate in sala. Peccato fosse un dramma.

Ironclad
(Jonathan English, 2010)

Ironclad è un film crudo, cruento e potente. La forza con cui prende a schiaffi tutte le nostre convinzioni è quella che si vede in una sequenza dell’assedio, quella del ciccione che mozza il braccio di un danese e sta lì a menargliele con il moncherino in mano, brandendolo come se fosse un prosciutto o una clava.

Pink Subaru
(Kazuya Ogawa,2009)

Allora, c’è un arabo israeliano che lavora in un Sushibar in un paesino inculatissimo che perde la sua Subaru Nera. No, non è una barzelletta: è il primo film di Kazuya Ogawa. Giapponese vissuto in Israele ora residente in Italia. No, nemmeno questa è una barzelletta.

Here
(Braden King, 2011)

Here è un’opera complessa che cerca di descrivere il mondo. Non ci riesce, ne è consapevole, ma con dignità continua la sua ricerca infinita.

Immagini dall’inferno del reale.
Il Faust di Sokurov tra materia e sublime

Il Faust di Sokurov è un’ottima cagata pazzesca.

Kung Fu Panda 2
(Jennifer Yuh, 2011)

La dreamworks non convince Nate con il nuovo episodio del panda marziale. Pensavo fosse amore, invece era un calesse

Cave of Forgotten Dreams
(Werner Herzog, 2011)

All’interno della grotta Chauvet, dove spazio e tempo non hanno più il signifiato che conosciamo, avviene l’epifania platonica del mito. Herzog è il primo uomo a riprendere questo mistero dopo 32 mila anni di oblio.

Il fascino discreto della nostalgia.
Appunti a margine di Super 8

I fatti della storia prima o poi si ripetono. Che quella del cinema non faccia eccezione è cosa che non sorprende. D’altronde, qualcuno in Matrix diceva anche che il déjà-vu capita quando loro cambiano qualcosa.

Himizu
(Sion Sono, 2011)

SUMIDAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

Without
(Mark Jackson, 2011)

Una massa d’acqua, un traghetto, la fotografia è plumbea. Il prologo è perfetto: in meno di un minuto Mark Jackson declina tutte le coordinate cinematiche di una solitudine avvolgente, di una perdita esistenziale che attraversa tutti i livelli della messa in scena.

68° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Venezia, 31 agosto – 10 settembre

Venezia: il buco, il tappeto rosso e tutto il resto. Le considerazioni di Folquet e l’indice del report sushiettibile.

Julie Delpy

San Sebastian, 19 settembre | La 59edizione del Festival di San Sebastian presenterà in concorso “Le Skylab” di Julie Delpy ovvero l’unico film francese degno di essere visto quest’anno, l’anno successivo e l’altro ancora.  Devozione parigina.

Carnage
(Roman Polanski, 2011)

Carnage è la fine di tutto, l’apocalisse, l’esplosione, la regressione all’infanzia, il ritorno dei barbari proprio dove avevamo costruito il cul de sac delle nostre convenzioni borghesi.

due |Beirut Hotel
(Beyruth Hotel, Danielle Arbid, 2011)

Folquet sperimenta la forma della microrecensione e si confronta con Il Cattivo sul film di apertura di Locarno 64

Il Debito
(The Debt, John Madden, 2010)

Il debito è proprio un bel film, un bel film di genere. Sarebbe stato più bello ancora se non avesse avuto la pretesa di essere due o addirittura tre film contemporaneamente.