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Archive for January, 2012

Non avere paura del buio
(Don’t Be Afraid of the Dark, Troy Nixey, 2010)

C’era una volta un re diranno subito i miei piccoli lettori. E invece no: c’era una volta un pezzo di legno di nome Katie Holmes, e un decoro da interno, bello quanto inutile, che si chiamava Guy Pearce.

entretien | due. Alejandro Brugués
È cosí che parliamo: che parlano i cubani, che parlo io.

Seconda parte dell’intervista di Paola Monaldi a Alejandro Brugués: cinema di genere, decapitazioni collettive e adattamenti transmediali.

entretien | uno. Alejandro Brugués
È cosí che parliamo: che parlano i cubani, che parlo io.

Continua lo speciale di Sushiettibili su Juan de los muertos. Direttamente dal Festival di La Havana, Paola Monaldi intervista per noi il regista del film Alejandro Brugués. Nella prima parte:risate catartiche, localismo ed esotismo, gente che sembra uno zombie.

Juan de los muertos
(Alejandro Brugués, 2011)

In anteprima per Sushiettibili, il Cattivo dice la sua sul primo horror cubano: tra metafore di lunga data e nuovi mostri, il film di Brugués si rivela un’ottima produzione e un’ottima sorpresa.

Benvenuti al Nord
(Luca Miniero, 2012)

Miniero persevera nell’esplorazione territoriale delle differenze linguistico/culturali tra Nord e Sud, senza mai centrare l’obiettivo, ovvero: divertire. Nel secondo capitolo, infatti, il gioco delle parti s’inverte, il copione è semplicemente ribaltato e, diciamocelo, stereotipato in maniera preoccupante.

Il Sentiero
(Na Putu, Jasmila Zbanic, 2011)

Il Mosaico culturale dei Balcani raccontato attraverso gli occhi di lei.

La Chiave di Sara
(Elle s’appellait Sarah, Gilles Paquet-Brenner, 2010)

Tratto dal romanzo di Tatiana de Rosnay, La Chiave di Sara porta al cinema i fatti del Vel D’Hiv, macchia storica del governo di Vichy.

Kill List
(Ben Wheatley, 2011)

Si sa, è dura la vita di un disoccupato, specie quando ti ritrovi senza assicurazione sanitaria e una moglie in cerca di grana e debiti in ogni cassetto. Quindi per salvare il matrimonio e tirare avanti in clima di recessione le provi tutte, anche fare il killer.

Theo Angelopoulos (1935-2012)

Pireo, 24 Gennaio 2012 | Questi sono tempi difficili: Theo Angelopoulos muore investito da una moto mentre gira un film sulla crisi economica greca. Stare male.

the cat came back | American Horror Story
Quattro ipotesi su un mero pretesto

Egoismi e perversione, e corpi smembrati e sangue sulle pareti, e figli deformi incatenati, e coppie omosessuali rancorose, e gli insulti dell’onnipresente e spassosa vicina pazza e invadente, e altre oscenità varie. Questi sono i protagonisti principali della nuova serie di FX, dai creatori di Nip/tuck e Glee, American Horror Story.

Cairo Time
(Ruba Nadda, 2009)

Ruba Nadda dirige una storia d’amore fatta nascere a bella posta tra lei e lui per dare languidamente spazio all’amore di entrambi nei confronti di una città che Juliette, giornalista americana in Egitto, imparerà ad amare e vedere attraverso gli occhi di lui.

The Help
(Tate Taylor, 2011)

Preparate i fazzolettini per le vostre mamme, zie e nonne.

L’Ora Nera
(The Darkest Hour, Chris Gorak, 2012)

La storia lascia il tempo che trova. Non si capisce bene dove vogliano andare i protagonisti sopravvissuti, e perché sperino che altrove la situazione sia meno grave. Io, personalmente, avrei organizzato la resistenza a Mosca. Vabbè, sarà la serialità. Perché L’ora nera minaccia un seguito.

Cannes 2012 sceglie Moretti

Cannes, 20 gennaio 2012 | Nanni Moretti presidente di giuria per la 65° edizione del Festival di Cannes. E con questo direi che ci siamo portati a casa la giornata.

Underworld – Il risveglio
(Underworld: Awakening, Mans Marlind e Bjorn Stein, 2012)

È tornata Selene, la guerriera vampira super sexy in guaina di latex e bustino di pelle. E’ tornata, anche perché – prima di tutto – non muore mai. Troppo fica per battere ciglio, la Nostra fa fuori tutti e poi via, nell’oscurità di una notte CG, indossando un soprabito di pelle oversize. Insomma un fulgido esempio di sticazzi cinematografici, visto per noi da Linda Lovelace.

Miglior film straniero 2012

Roma, 19 gennaio 2012 | Terraferma è stato escluso dalla corsa all’Oscar per il miglior film straniero. Il film di Emanuele Crialese non figura nella shortlist annunciata dall’Academy che comprende nove titoli: Bullhead di Michael R.Roskam (Belgio); Monsieur Lazhar di Philippe Falardeau (Canada); Superclasico di Ole Christian Madsen (Danimarca); Pina di Wim Wenders (Germania); Una [...]

E ora dove andiamo?
(Et maintenant, on va où?, Nadine Labaki, 2011)

Con lo stesso tocco delicato e determinato al tempo stesso che aveva dimostrato nell’opera d’esordio, Nadine Labaki ritrae una galleria di protagonisti femminili: Takla, Amale, Yvonne, Afaf e Saydeh, donne dall’animo forte e sempre pieno di risorse, in un film che inizia con una sorta di “c’era una volta” e racconta la storia universale, senza tempo e senza spazio, della guerra tra due fedi, quella cristiana e quella musulmana.

International Film Festival Rotterdam

Rotterdam, 25 Gennaio – 5 Febbraio 2012 | «The Regained section will be devoting particular attention to exemplary filmmaker and theoretician Peter Kubelka (Vienna, 1934) with the world première of Martina Kudlácek’s Fragments of Kubelka, an epic documentary that introduces his complex worldview in a very subtle way, along with screenings …

Red Dog
(Stenders Kriv, 2011)

Amarcord folk canino dalla terra dei canguri. Incentrato sulle vicende di un kelpie australiano in una comunità di minatore nel deserto di Pilbara, Red Dog è il classico film che piace ai bambini, che fa commuovere le mamme e che convince i titolisti dell’utilità di un sottotitolo preceduto dal famigerato trattino.

Dati Cinetel 2012

Roma, 12 gennaio 2012 | Secondo i dati Cinetel, nel 2011 la quota di mercato del cinema italiano è aumentata (con le coproduzioni è arrivata al 37,51% di presenze e al 35,53% di incassi, rispetto al 2010, che contava 31,90% di presenze e 29,17% di incassi), mentre è diminuita del 10% quella …

L’Industriale
(Giuliano Montaldo, 2012)

Giuliano Montaldo viene da te con un CV lungo così fitto fitto di referenze sul cinema civile, attori monumentali diretti, mestiere solido dimostrato sul campo e ti chiede di guardare il suo ultimo film in cui dice la sua sull’Italia ai tempi della Crisi. Che fai, non gli dai una possibilità? E non fare lo stronzo…

Infancia Clandestina
(Clandestine Childhood, Benjamin Avila, 2012)

Io di Infancia Clandestina mi sono innamorato subito. Sono uno di quelli che alla fine della proiezione tecnica (il film è ancora in fase di postproduzione) ha fatto partire per tre volte l’applauso. È un film stupendo quello di Benjamin Avila.

L’incredibile storia di Winter il Delfino
(Dolphin Tale in 3d, Charles Martin Smith, 2011)

Il film è ispirato alla vera storia del delfino Winter (che nel film interpreta se stesso), un giovane delfino rimasto impigliato in una trappola per granchi che a causa delle lesioni subite si è visto prima amputare la coda e poi iniziare una dura lotta per la sopravvivenza all’ultima sfiga.

Costa Concordia

Isola del Giglio, Italia, 14 gennaio 2012 | il vecchio JLG l’aveva messa nel primo movimento di Film socialisme. David Phelps, commentando la sua performance nel film, l’aveva definita «less a tourist cruise than an international summit of bastards». Ora la nave da crociera Costa Concordia si è pomposamente incagliata al largo del Giglio. MUBI [...]

Sebastian Schmieg did this

Internette, 15 gennaio 2012 | cose che si possono fare con una png trasparente, 2951 immagini e un motore di ricerche associative.

Mille Neuf Cent Quatre-vingt-un
(1981, Riccardo Trogi, 2009)

Riccardo Trogi gira 1981 come amarcord lirico e sentito dell’anno in cui si trasferì con la famiglia in un nuovo distretto del Canada, l’anno in cui iniziava la grande illusione del benessere e del consumismo, l’anno in cui il K-Way era davvero fiko.

Immaturi – Il Viaggio
(Paolo Genovese, 2012)

In tempo di crisi e piena recessione otto euri per un film così, forse, sono un eccesso. Ma alla fine ci troviamo di fronte a una commedia leggera e fresca, giocata su equivoci che, per quanto banali, risultano comunque divertenti. Ma soprattutto ci troviamo di fronte a un film interpretato da un gruppo di attori che riesce a strappare qualche sorriso senza mai essere volgare.

Shame
(Steve McQueen, 2011)

Con un nome così, Steve McQueen avrebbe potuto fare di tutto nella vita. Fossi stato in lui, avrei fatto il maratoneta.

La Talpa
(Tinker, Tailor, Soldier, Spy, Thomas Alfredson, 2011)

Alfredson evita volutamente ogni spettacolarizzazione, cerca un clima dimesso e consunto andando a trasformare in sensazioni visive quelle di appartenenza ad altre sfere sensoriali. Sigarette, cappotti, passi felpati: la regia si concede numerosi dettagli e distrazioni, come in uno sfoggio di grandezza mai ostentata, bensì lasciata implodere.

Big Fan
(Robert D. Siegel, 2009)

Robert D. Siegel è lo sceneggiatore di The Wrestler. Ve lo dico subito perché il protagonista di Big Fan, Paul Aufiero (Patton Oswalt, che rivedremo al cinema a breve in Young Adult) ha in comune molto con il Randy di Aronofsky: difficoltà a instaurare rapporti umani e una vita di gloria riflessa (seppure da parti opposte del riflettore). Insomma entrambi hanno perso la partita con la vita, a entrambi verrà concessa un’ultima chance di riscatto che decideranno di giocarsi: con Paul però il destino sarà a suo modo più clemente.