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Archive for April, 2012

Laputa – Castello nel cielo
(天空の城ラピュタ, Hayao Miyazaki, 1986)

Esce in sala (e finalmente) Laputa, una mirabolante avventura firmata Studio Ghibli. Linda si lascia portare alla ricerca della fluttuante e leggendaria isola, accompagnata da personaggi spettacolari e indimenticabili.

Film as a Subversive Art

New York City, 24 Aprile 2012 | “Sono convinto che l’avanguardia non morirà mai, non può morire. Ci sarà sempre gente intenzionata ad andare contro l’ortodossia corrente, che si sforzerà di trovare nuove direzioni e forme d’espressione.” Mancarone Amos Vogel (1921-2012)

venticinque

Italia, 25 aprile 2012 | ora voi forse direte che sono un sentimentale, che mi attardo in immaginari vetusti e abusati. Può darsi, non lo nego; ma certe cose sono e restano importanti. Perciò io ve lo dico, e poi voi mettetela come vi pare: a tutti (ma non proprio a tutti), buon venticinque aprile [...]

Thermae Romae
(Terumae Romae, Hideki Takeguchi, 2012)

Lucio Modesto, architetto dell’Antica Roma deluso dal degrado dell’Impero e delle suoi bagni termali (che considera lo specchio della salute di Roma), si ritrova catapultato nei centri benessere del Giappone odierno grazie a un tunnel spaziotemporale in una vasca delle terme. Sì, questo film esiste.

The Rum Diary – Cronache di una passione
(Bruce Robinson, 2011)

L’adattamento cinematografico non è esattamente identico al romanzo, ma mantiene i toni di un Hunter Thompson ventenne. Sia chiaro, non succede quasi nulla in 120 minuti, sia chiaro. Epperò ci sono momenti assolutamente impagabili che non voglio svelarvi per alcuna ragione.

Cannes 2012 | elenco dei film

Cannes, 20 aprile 2012 | Annunciato l’elenco ufficiale dei film. Nanni e Manute ci saranno. Noi, intanto, ci rifacciamo gli occhi.

The Man Behind the Courtyard House
(Shou Wang Zhe, Xing Fei, 2011)

Per quanto indifendibile, il film di Xin Fei incuriosisce e sorprende per il modo in cui incamera e rielabora, in maniera goffa e non spendibile di fronte a un pubblico anche solo vagamente esigente, topos abusatissimi dell’horror occidentale, del film yakuza, dei “crono-thriller” e delle commedie romantiche, mescolandoli in un racconto informe e disequilibrato. Benvenuti al Far East, dove la bizzarra dismisura è il mainstream.

Pirati! Briganti da strapazzo
(Pirates! Band Of Misfits, Peter Lord, Jeff Newitt, 2011)

Tornano quelli della Aardman Animation con il loro carico di plastilina, reso celebre da Wallace & Gormit, che valse loro un Oscar all’animazione.

Nel vicino Oriente – FEFF 14

Udine, 20 Aprile 2012 |Si è aperto ieri il 14esimo Far East Film Festival, il gustoso menu fusion di cinema asiatico in salsa friulana. Noi, che con l’Oriente abbiamo qualche debito di identità, abbiamo poggiato le nostre bacchette, seppure per pochi giorni, pronti ad assaggiare cose nuove. Attendete resoconti.

Streetdance 2 3D
(Max & Dania, 2012)

Sudore, spacchiusaggine, ammore, passione, suspence, trionfo. La trama è obiettivamente di una prevedibilità imbarazzante. Cosa rimane: le coreografie e il treddì. Ed è ormai obiettivo che le pellicole incentrate sulla danza stiano dimostrando di saper sfruttare la stereoscopia con ben maggiore efficacia rispetto a film d’azione, horror et similia.

Un amore di gioventù
(Un amour de Jeunesse, Mia Hansen-Løve, 2012)

La Hansen-Løve cerca una semplicità minimalista che parla di formazione e di introspezione. Tutto il peso del film è sbilanciato sul sentire, che non è solo quello dell’attore, ma anche quello del pubblico: proprio grazie alla rarefazione dello stile quest’ultimo riesce a entrare nel riflesso dei personaggi.

I più grandi di tutti
(Carlo Virzì, 2012)

Carlo, che di professione poi fa il musicista e ha musicato gran parte del girato del fratello, qui guarda ad Almost Famous cercando di trarne ispirazione per raccontare la vera storia di una band immaginaria.

E’ nata una star
(Lucio Pellegrini, 2012)

La premessa narrativa del racconto di Hornby è fortissima, ma è una forza icastica, legata alla struttura breve della novella. Nell’adattamento cinematografico italiano, qualcosa si perde: incerti se ridere o piangere, non ci resta che battere le mani dinanzi all’ennesima commedia all’italiana.

The Raven
(James McTeigue, 2012)

Guardando questo film sembra che l’idea fosse quella di fare una sceneggiatura su un romanziere di libri gialli che un serial killer si mette a imitare (già visto miliardi di volte) e che a qualcuno sia venuto un lampo di “genio” e abbia detto: e se lo scrittore fosse Poe? Perché il livello di superficialità della trama, della messa in scena e delle interpretazioni non lasciano altra via di lettura. Poe non è stato stuprato, perché di Poe non c’è realmente traccia in questo The Raven.

Diaz – Dont’clean up this blood
(Daniele Vicari, 2012)

Che senso avrebbe avuto, dopo un decennio di richieste di giustizia sospese nel vuoto, insabbiamenti e processi farsa, aggiungere inutili e posticce risposte a mezzo cinema? Nessuno. Ed è per questo che a Vicari non si poteva chiedere più di ciò che ha fatto. Il suo è dunque più di un film necessario: è un film inevitabile.

Ghost Machine
(Chris Hartwill, 2010)

Il Cattivo prova a focalizzarsi sull’estetica utilizzata, ovvero sul modo con cui si cerca cinematograficamente di distinguere l’interfaccia video ludica dalla rappresentazione cinematica del gioco.

Biancaneve
(Mirror Mirror, Tarsem Singh, 2012)

Mirror Mirror

Rilettura caciarona e colorata di Biancaneve da parte dell’ex re della pubblicità Tarsem Singh. Carnevalata in fondo non malvagia che dà a Julia Roberts la possibilità di scherzare su rughe e paranoie da ex reginetta.

Corti ma Saggi – Ozu Film Festival, ventesima edizione

A Novembre si terrà tra il modenese e il reggiano la ventesima edizione del Festival Internazionale del cortometraggio intitolato a Yasujiro Ozu, all’interno del quale si collocherà la seconda edizione del concorso di saggistica breve, Corti ma Saggi. Un premio che si propone di premiare saggi a tema cinematografico di lunghezza compresa tra le 8000 e [...]

La Furia dei Titani
(Wrath of the Titans, Jonathan Liebesman, 2012)

Nell’Antica Grecia dei Miti meno filologica della storia del cinema è di nuovo tempo di grossi guai per tutti: gli umani continuano ad invocare troppo poco gli dei con le preghiere, rendendoli debolissimi. La conseguenza della cosa è che si sta sciogliendo il Tartaro.

Pollo alle prugne
(Poulet aux prunes, Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, 2011)

Un violinista che non riesce più a suonare e decide di morire; una moglie mai amata veramente; una bellissima donna dal passato e una storia d’amore infelice. Tutto sullo sfondo di una Teheran degli anni Cinquanta descritta tra animazione e realtà: sono questi gli ingredienti di (un) poulet aux prunes.

Bullhead
(Rundskop, Michaël R. Roskam , 2011)

Bullhead di Michaël R. Roskam è uno di quei film assoluti, uno di quelli che ti stordisce e difficilmente riesci a liberartene. Sound Effect sul pulsantone a pressione: SBAM.

Piccole bugie tra amici
(Les Petis Mouchoirs, Guillame Canet, 2010)

Difficilmente i più riconosceranno un Dujardin a colori che, tolti i baffi e la brillantina, si presenta per la maggior parte del film con addosso la stessa maschera umana indossata da Tom Cruise in Vanilla Sky. Certo, mi direte che c’è l’inizio, ma penso tutti si fosse troppo impegnati a immaginarsi come Canet, per questo suo terzo film che alla fin fine è un Grande Freddo un po’ più piccolo e un po’ più tiepido, volesse impiegare gli oltre 150’ di durata.

Buona giornata
(Carlo Vanzina, 2012)

Buona giornata è l’ultima commedia dei fratelli Vanzina che racconta la giornata di alcuni personaggi italiani, da un’alba a quella successiva, tentando di far ridere.

Altitude
(Karee Andrews, 2011)

Ora voi ditemi se per rendere sufficientemente drammatica la situazione di cinque idioti su un aereo pilotato da una neo brevettata occorrano: il fatto che il viaggio sia dovuto per andare a sentire una delle band più loffie del secolo, che il timone si blocchi, che finisca la benzina, che si sviti un bullone, che ci siano delle nuvole che davvero non si vede un cazzo, che uno abbia una crisi di nervi e voglia aprire tutti i portelloni, un altro faccia fuori un compagno e infine -  special guest – un ammasso di merda galattico.

Romanzo di una strage
(Marco Tullio Giordana, 2012)

La Storia è oscura e nasconde sempre verità terribili, e dato che molti se ne stanno con gli occhi chiusi e le orecchie tappate, il cinema bussa alla nostra porta proponendoci un racconto avvincente e fornendoci nel frattempo informazioni. Informazioni.

Marigold Hotel
(The Best Exotic Marigold Hotel, John Madden, 2011)

Jaipur, la città rosa. È qui che John Madden decide di ambientare la sua commedia senile tratta da The Foolish Things, romanzo di Deborah Moggach tradotto in Italia con grande estro dei titolisti “Mio suocero, il gin e il succo di mango”.

aprile 2012 | overview

Aprile duemiladodici: Folquet in caduta libera tra pensieri catalettici e qualche accenno al filone ‘impegnato’ dei film del mese: Vicari, Giordana e le cose che nessuno ha fatto, ma sono comunque successe.