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Archive for November, 2012

Argo
(Ben Affleck, 2012)

Un ottimo film sulla Hollywood che compiva miracoli. Un film che mostra quanto Jennifer Lopez avesse ragione. Un film su una canzone di Bruno Lauzi che non riesco a smettere di ascoltare.

novembre 2012 | Bérénice Marlohe

Vicini del terzo tipo
(The watch, Akiva Shaffer, 2012)

Una porcata che non ha niente da dire. Unica curiosità è chi tra i quattro protagonisti non vi aspettereste mai di trovare.

// editoriale

Folquet, l’amarcord canaglia e le cose che (non) mancano a Sushiettibili.

novembre 2012 | overview

Novembre! E come se non bastasse, eccovi le necessarie raccomandazioni ipotetiche di Folquet. Il vostro autunno ha appena svoltato.

Red Lights
(Rodrigo Cortés, 2012)

Un horror spagnolo che va bene solo se siete tra quelli che al primo appuntamento vanno al cinema.
Oggi, Simon&Garfunkel si chiederebbero: ‘where have you gone, Bob De Niro?’

007 – Skyfall
(Skyfall, Sam Mendes, 2012)

007 salva di nuovo la Gran Bretagna che a sua volta salva lui. We all go back to where we belong pare canticchiare l’agente segreto con la regina Elisabetta a canticchiare il ritornello. Il più introspettivo, forse, degli 007 è un gran bel film anche senza paragonarlo all’ultimo deludente Batman di Nolan.

SecondoMé Festival – Padova

Per chi fosse dalle parti di Padova tra il 22 e il 24 Novembre consigliamo questa cosa qui. Ricordate quello spot di Guzzanti su un noto “partito” politico durante una trasmissione di tanti anni fa? Quello che si concludeva con il payoff: Facciamo un po’ come cazzo ci pare!? Beh, qualcuno ha applicato quell’idea al mondo del [...]

La nave dolce
(Daniele Vicari, 2012)

Il titolo internazionale dell’ultimo lavoro di Daniele Vicari (divenuto famoso negli ultimi mesi grazie al suo film Diaz), è The Human Cargo, questo perché il documentario racconta le vicende accadute nell’agosto 1991 tra il porto di Durazzo e quello di Bari.

Ballata dell’odio e dell’amore
(Balada triste de trompeta, Alex De La Iglesia, 2010)

Tarantino ha amato questo film. Ha scalpitato durante la proiezione e applaudito abbondantemente alla fine. C’era da immaginarselo. Il film di De La Iglesia sembra costruito appositamente per soddisfare, sollazzare e far godere il presidente di questa sessantasettesima Mostra internazionale.