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Annette ha scritto 19 articoli per Sushiettibili

Frantz
(François Ozon, 2016)

La fine della Prima Guerra Mondiale, le ferite, l’incontro con l’altro; ricominciare a vivere.

the cat came back | The Casual Vacancy
JK Rowling e la terra senza unicorni

the cat came back | Miniserie tratta dal “primo romanzo per adulti” di JK Rowling – non sono d’accordo con questa definizione – prodotta congiuntamente da BBC e HBO, praticamente il meglio che si possa chiedere a una serie televisiva.

Ancora su La giovinezza.
Appunti per un soggetto critico a due voci (e succo d’ananas)

Ormai si sa: quando Sorrentino chiama, Nat e Annette rispondono con entusiasmo. In diretta da un afoso salotto, un dibattito estivo a quattro mani e succo d’ananas.

Birdman (o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza) (Alejandro González Iñárritu, 2014)

Il video di Keaton che, non chiamato sul palco, rimette nel taschino il discorso di ringraziamento per l’Oscar da Miglior Attore Protagonista potrebbe essere ancora parte del film.

Non buttiamoci giù
( A long way down , Pascal Chaumeil, 2014)

Da brava anglofila non potevo ignorare ancora a lungo un tale fulgido esempio della produzione letteraria made in UK, e così l’anno scorso ho letto appunto Alta fedeltà e Non buttiamoci giù, senza avere tra l’altro la minima idea che anche quest’ultimo romanzo fosse lì lì per essere trasposto sul grande schermo.

La grande bellezza, Proust e pop-corn

Un film talmente colossale da richiedere due menti unite nell’afa di giugno per venirci a capo. Un ambizioso ed elegante ritratto della crème romana, più glaciale che brûlée.

Il grande Gatsby
(Baz Luhrmann, 2013)

Un post sbornia. Sontuoso, sì, ma sempre di sbornia parliamo.

«Ero rimasto bloccato».
Il confine aperto della salute

Ci sono quei momenti in cui si rimane fossilizzati al centro di una stanza caotica, girati dalla parte sbagliata, in cerca continua, e non ci si accorge che gli occhiali si trovano proprio sul naso, e per questo anche se non li trovi ci vedi così bene tutto a un tratto

Anna Karenina
(Joe Wright, 2012)

Un regista con una piccola – ma piccola proprio – inclinazione per i film in costume si dà ai colbacchi, ma magari prossima volta va meglio.

The Five-Year Engagement
(Nicholas Stoller, 2012)

Una serie di sfortunati eventi posticipa la data delle nozze, e trasforma Jason Segel in un barbuto cacciatore di cervi nello sperduto Michigan. What else?

The Amazing Spider-Man
(Marc Webb, 2012)

Marc Webb. Il classico papà americano che mette il berretto da baseball in testa al figlio, dicendogli: “Falli neri, campione”. Uno che passa dalle storie d’amore indie al vendicatore mascherato. E invece se l’è cavata. Il suo passato nel mondo dei video musicali si sente tutto: a livello coreografico, ogni scena ad alto tasso di adrenalina funziona, e Peter Parker che testa i propri nuovi poteri sotto le note dei Coldplay è una dichiarazione di intenti che più non si può.

To Rome with Love
(Woody Allen, 2012)

Questo film verrà ricordato come uno tra i suoi peggiori, e tanto brillante in fondo non lo è, ma alla fine io sono comunque uscita dalla sala pensando che pensionamento in arrivo o no, Woody ne sa sempre e comunque una più del diavolo. Forse è il diavolo stesso.

due | Young Adult
(Diablo Cody e Jason Reitman, 2012)

Quello che sei alle scuole superiori determinerà il resto della tua vita, o almeno è quello che spesso ci fanno credere. Diablo Cody e Jason Reitman hanno qualcosa da dire in proposito, senza pietà.

Un poison violent
(Katell Quillévéré, 2010)

Anna ha quattordici anni. Nei ricordi di molti è una pessima età, un po’ qui, un po’ là. Anna legge libri illustrati, impara a fare le giravolte con l’amica; ma accompagna anche la stessa amica a fumare di nascosto, e, frequentando l’amico Pierre, inizia ad avvertire le prime, naturali pulsioni sessuali.

due | The Iron Lady
(Phyllida Lloyd, 2012)

Sono nata troppo tardi per aver visto Margaret Thatcher all’opera. Certamente ne ho avvertito il fascino a distanza: la prima donna a Downing Street non sfugge inosservata. Ma, a parte questo, su di lei ho sentito le opinioni più controverse: ha distrutto l’Inghilterra, ha salvato l’Inghilterra.

Lo Schiaccianoci – 3D
(Andrei Konchalovski, 2009)

A Natale, si suole dire, si è tutti più buoni. E quindi ho pensato fosse giunto il momento di tirare fuori la me-bambina, quella delle grandi occasioni, per andare a vedere Lo Schiaccianoci – 3D, arrivato nelle sale con due anni di ritardo. La me-bambina ne è uscita un po’ traumatizzata, e adesso ha bisogno di tutto il sostegno che la me-grandicella può darle. La me-futura, di sicuro, non lo farà vedere ai suoi pargoli.

the cat came back| Downton Abbey
Una casa eduardiana nel secolo breve

Dopo This is England ’86, un’altra serie britannica con ambizioni di affresco sociale. Lo spaccato storico, a questo giro, guarda più indietro, ai primi decenni del secolo scorso. Sembra Elisa di Rivombrosa, ma è meglio. Annette ci racconta perché.

Anonymous
(Roland Emmerich, 2011)

Alla fine sono piena di buone intenzioni. Però poi mi dipingi William Shakespeare come uno zotico analfabeta che pronuncia “non sanz droict” così com’è scritto e allora io mi incazzo.

due | The Twilight Saga: Breaking Dawn – Parte 1
(Bill Condon, 2011)

Niente sesso prima del matrimonio, occhio alle protezioni, un bambino non previsto è un piccolo demonio che ti ammazza dall’interno (l’aborto è sempre e comunque sbagliato), ma anche una chiave per l’eternità. Una cosa bisogna concedergliela, alla furbona: è stata coerente con se stessa.