
La vicenda prende le mosse dall’eccentrica e personalissima visione di un uomo, uno sceicco dello Yemen che considera il salmone una creatura mistica, e la sua migrazione annuale dall’oceano al torrente un’allegoria del viaggio umano verso la conquista spirituale.

Il film è un horror allucinante che esalta e rivolta completamente un genere, quello degli horror sulle case stregate. L’inizio non fa una piega, ci sono i giovincelli sfrenati che si preparano a una vacanza da sballo in una casetta isolatissima sperduta in un bosco. Arrivano delle creature mostruose, zombie, assetate di sangue e inizia la mattanza.

«Questa storia è rivolta tanto ai cattolici quanto ai laici, perché tratta, in maniera innovativa e ironica, temi altri rispetto a quelli che siamo abituati a vedere al cinema. Le reazioni del mondo ecclesiastico sono state decisamente positive». E ci credo! Mi auguro abbia almeno pagato la propaganda pubblicitaria.

«Questo film – come ha dichiarato il regista, Philippe Lioret – mostra degli individui che si uniscono contro l’assurdità del mondo e che, nell’urgenza, fanno muovere le cose».

Dall’opera teatrale From Medea arriva nelle sale Maternity Blues, la storia di quattro donne che condividono la stessa colpa: l’infanticidio.

Esce in sala (e finalmente) Laputa, una mirabolante avventura firmata Studio Ghibli. Linda si lascia portare alla ricerca della fluttuante e leggendaria isola, accompagnata da personaggi spettacolari e indimenticabili.

L’adattamento cinematografico non è esattamente identico al romanzo, ma mantiene i toni di un Hunter Thompson ventenne. Sia chiaro, non succede quasi nulla in 120 minuti, sia chiaro. Epperò ci sono momenti assolutamente impagabili che non voglio svelarvi per alcuna ragione.

Buona giornata è l’ultima commedia dei fratelli Vanzina che racconta la giornata di alcuni personaggi italiani, da un’alba a quella successiva, tentando di far ridere.

La Storia è oscura e nasconde sempre verità terribili, e dato che molti se ne stanno con gli occhi chiusi e le orecchie tappate, il cinema bussa alla nostra porta proponendoci un racconto avvincente e fornendoci nel frattempo informazioni. Informazioni.

Gli opposti si attraggono? Ovviamente la risposta è no. Agathe e Patrick sono completamente opposti, eppure. Una commedia divertente e intimamente tragica, con un’Isabelle Huppert incandescente e glaciale come solo lei sa essere.

Marco è un ragazzo timido e goffo, che non studia una mazza all’università e occupa il suo tempo pensando esclusivamente a Stefania, una fighetta di cui si è innamorato ma che non riesce ad avvicinare. Ecco allora il padre che arriva in soccorso del figlio con le dieci regole per fare innamorare.

Mavis Gary è una scrittrice di libri adolescenziali che vive a Minneapolis, ma decide di tornare nella piccola cittadina in cui è cresciuta per riprendersi il suo ex del liceo.

Richard Gere di nuovo alle prese con un action movie, peggio tardi che mai.

Essiamonoi essiamonoi, il paradiso siamo noi! Capolavoro. Chi ha detto che alla frutta si raggiunge la saturazione? Siamo oltre. One step beyond. Io ti stimo Jonny Groove, ti stimo fratello.

I protagonisti dell’action thriller di Daniel Espinosa sono Denzel Washington e Ryan Raynolds, l’uno nei panni di Tobin Frost, il più pericoloso traditore della CIA, l’altro in quelli di una recluta che si trova suo malgrado coinvolta in un vortice di fughe e inseguimenti.

Il piccolo Harry Potter ha una crisi esistenziale. Essere o non essere Harry?

Quante donne oggi pagherebbero un medico per farsi masturbare fino all’orgasmo almeno una volta alla settimana?

Credetemi, non voglio essere snob. Non voglio disprezzare a tutti i costi il film. Vorrei persino scrivere qualcosa di positivo su Adam Sandler che è pure divertente e piacevole, di solito, ma dovrei bere tanto alcol, dovrei davvero mentire, e non è corretto verso di voi, cari lettori.

Il film di Brizzi è prevedibilmente istituzionale, pervaso da un moralismo ridondante e noioso, compiacente verso un pubblico altrettanto perbenista, bigotto, represso per scelta, e sotto sotto vilmente ed inevitabilmente sporcaccione.

Locations fiabesche, dentature scintillanti, ricchi ricchi in modo assurdo, gags prevedibili ed un tantino noiose che convergono inevitabilmente in una lietissima fine, colorata da un tramonto in CG, il tutto confezionato in un pacchetto glamour tutto cuori e miele

Discreto, mediocre, carino ino, non so. Non c’è proprio altro da dire. La storia comunque è che lui rincorre lei e un’altra lei rincorre lui, dopo giri, corse contromano, frenate brusche e ammaccamenti vari, la fatidica inversione ad U avvicina lo spettatore ad una fine comunque piacevole.

È tornata Selene, la guerriera vampira super sexy in guaina di latex e bustino di pelle. E’ tornata, anche perché – prima di tutto – non muore mai. Troppo fica per battere ciglio, la Nostra fa fuori tutti e poi via, nell’oscurità di una notte CG, indossando un soprabito di pelle oversize. Insomma un fulgido esempio di sticazzi cinematografici, visto per noi da Linda Lovelace.

Con lo stesso tocco delicato e determinato al tempo stesso che aveva dimostrato nell’opera d’esordio, Nadine Labaki ritrae una galleria di protagonisti femminili: Takla, Amale, Yvonne, Afaf e Saydeh, donne dall’animo forte e sempre pieno di risorse, in un film che inizia con una sorta di “c’era una volta” e racconta la storia universale, senza tempo e senza spazio, della guerra tra due fedi, quella cristiana e quella musulmana.

Pur di stare con una donna di cui non sa assolutamente nulla, Giacomo volerà da Milano a New York e da New York a Milano con assidua frequenza. O anche: la crisi economica secondo Fabio Volo.

Esordio sulle pagine Sushiettibili. Linda sui pinguini: tra finissime gag, perle di filosofica saggezza e intense lezioni di vita, c’è da chiedersi ancora una volta se gli amabili pennuti riusciranno in un’ora e quarantacinque a salvare il mondo senza portare ferite a casa.
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