
Forse la cosa suonerà strana solo a me, ma Barnabas Collins è il primo vampiro a fare la sua comparsa tra i protagonisti del cinema di Tim Burton. Trovo quantomeno curioso che proprio lui, che può essere agilmente considerato, per via del suo sdoganamento del pop-gotico, il principale indiziato ad aver creato l’humus estetico da [...]
M83 – This Bright Flash, tratta dalla colonna sonora di Chronicle (Josh Trank 2012).

Lucio Modesto, architetto dell’Antica Roma deluso dal degrado dell’Impero e delle suoi bagni termali (che considera lo specchio della salute di Roma), si ritrova catapultato nei centri benessere del Giappone odierno grazie a un tunnel spaziotemporale in una vasca delle terme. Sì, questo film esiste.
Per quanto indifendibile, il film di Xin Fei incuriosisce e sorprende per il modo in cui incamera e rielabora, in maniera goffa e non spendibile di fronte a un pubblico anche solo vagamente esigente, topos abusatissimi dell’horror occidentale, del film yakuza, dei “crono-thriller” e delle commedie romantiche, mescolandoli in un racconto informe e disequilibrato. Benvenuti al Far East, dove la bizzarra dismisura è il mainstream.
Udine, 20 Aprile 2012 |Si è aperto ieri il 14esimo Far East Film Festival, il gustoso menu fusion di cinema asiatico in salsa friulana. Noi, che con l’Oriente abbiamo qualche debito di identità, abbiamo poggiato le nostre bacchette, seppure per pochi giorni, pronti ad assaggiare cose nuove. Attendete resoconti.

Sudore, spacchiusaggine, ammore, passione, suspence, trionfo. La trama è obiettivamente di una prevedibilità imbarazzante. Cosa rimane: le coreografie e il treddì. Ed è ormai obiettivo che le pellicole incentrate sulla danza stiano dimostrando di saper sfruttare la stereoscopia con ben maggiore efficacia rispetto a film d’azione, horror et similia.

Rilettura caciarona e colorata di Biancaneve da parte dell’ex re della pubblicità Tarsem Singh. Carnevalata in fondo non malvagia che dà a Julia Roberts la possibilità di scherzare su rughe e paranoie da ex reginetta.

Nell’Antica Grecia dei Miti meno filologica della storia del cinema è di nuovo tempo di grossi guai per tutti: gli umani continuano ad invocare troppo poco gli dei con le preghiere, rendendoli debolissimi. La conseguenza della cosa è che si sta sciogliendo il Tartaro.

Hi Finesse – The Wolf, tratta dalla colonna sonora di Ghost Rider Spirit of Vengeance, condivisa su soundcloud per la gioia di tutti da Monkèy D Frank

Non basta il soggetto e la produzione a fare un bel film. Faenza sembra convinto che basti mettere degli attori a ripetere battute di fronte ad una macchina da presa per suscitare emozioni. Un giorno questo dolore ti sarà utile ha la stessa percentuale di umanità dei film di Michael Bay, ma con i ragazzetti capricciosi al posto di robottoni ed esplosioni. Ed è inutile dirvi che, a parità di èmozziòni, noi si preferisce una cifra i secondi.

Il denaro è tempo. In un futuro imprecisato, l’umanità ha sostituito ogni valuta corrente con il tempo di vita. Gli esseri umani sono programmati per rimanere giovani e belli, ma si devono guadagnare giorno dopo giorno tutti i secondi di vita dopo il ventiseiesimo anno di età, secondi che scorrono inesorabilmente sull’orologio che tutti hanno incorporato nell’avambraccio.

Posizionato sui bordi dell’onda lunga di un recente naturalismo francese che parte da Kechiche e passa per Cantet e in particolare per il suo fortunato La Classe, Polisse è l’opera terza dell’attrice-regista-fotografa-videortista Maïwenn.

Dopo il successo di Romanzo Criminale, Stefano Sollima ritorna al cinema con uno dei film italiani più controversi dell’anno. Polemiche inevitabili, stile ruvido e un ottimo cast.

Tratto dal romanzo di Tatiana de Rosnay, La Chiave di Sara porta al cinema i fatti del Vel D’Hiv, macchia storica del governo di Vichy.

Giuliano Montaldo viene da te con un CV lungo così fitto fitto di referenze sul cinema civile, attori monumentali diretti, mestiere solido dimostrato sul campo e ti chiede di guardare il suo ultimo film in cui dice la sua sull’Italia ai tempi della Crisi. Che fai, non gli dai una possibilità? E non fare lo stronzo…

Ray Charles – Hallelujah I Love Her So, tratta dalla colonna sonora di The Help, condivisa su soundcloud per la gioia di tutti da Interscope Records

Una sorta di instant comedy sulla crisi, imbastita di stereotipi, ad alto tasso spettacolare e zeppa di comprimari di lusso. Intrattenimento godibile e ben confezionato, roba da cinema pre-natalizio del sabato sera, ecco.

Stephen Price, Felix Buxton, Simon Ratcliffe – Moses vs Monsters, tratta dalla colonna sonora di Attack the Block. Condivisa su soundcloud per la gioia di tutti da Teal i

Sidney Bechet – Si tu vois ma mère, tratta dalla colonna sonora de Midnight in Paris, Woody Allen 2011. Condivisa su soundcloud per la gioia di tutti da Friendly customer.

Le Avventure di Tintin – Il Segreto dell’Unicorno è intrattenimento a livelli altissimi, divertente e ben congeniato, piuttosto complesso a livello di riferimenti e finezze metalinguistiche ma assolutamente godibile e schietto nella trama e nelle gag

The Guard è un film indie irlandese, dove per indie non è dato più intendersi una condizione produttiva e/o controculturale, bensì la corrispondenza a una determinata categoria del gusto cinematografico (e non solo) contemporaneo. Ah, dimenticavo di dirvi che, tutto sommato, The Guard è un bel film.
Il chirurgo estetico Banderas passa le giornate nella sua lussuosa magione perfezionando e ammirando la sua opera più ambiziosa: una donna bellissima dalla pelle transgenica che assomiglia come una goccia d’acqua alla sua defunta moglie.

Ecco a voi il quinto film di Nicolas Cage che esce in Italia nel giro di un anno, attore ha ormai raggiunto un culto rovesciato che manco Chuck Norris, diventando vera e propria attrazione trash-pop-cinefila. In Solo Per Vendetta lo vediamo alle prese con un’associazione segreta che applica Il Giustiziere della Notte al marketing piramidale…
11/22 Maggio, Cannes| Il Festival di Cannes 2011 annuncia in scioltezza che può permettersi di inserire fuori concorso Gus Van Sant, Kim Ki Duk e Woody Allen. Questo perchè la scelta tra Malick, Almodovar, Kaurismaki, i Dardenne, Moretti, e Von Trier rischia già di mettere a repentaglio la salute dei giurati, e il buon Bob [...]
Internet, 11 Marzo | Con la consueta pigrizia felina, il Gatto nel Ramen di Febbraio va a fare le spaghettose fusa al suo vincitore: la recensione di Il Discorso del Re del nostro Zampa, complice i plurimi Oscar, si è portata a casa uno dei migliori risultati di traffico della storia sushiettibile. Un bravo a Zampa, [...]

Da instancabili rovesciatori di miti quali sono, i Coen hanno sempre provato un gran gusto a flirtare con Il Mito del Vecchio West. Arrivati al confronto diretto grazie a questo remake di un vecchio western, sembrano sferrare il colpo con meno decisione del solito. Il risultato, per quanto inferiore a molti dei loro capolavori, porta le loro stimmate di cinismo e si fa guardare con grande gusto.

Natalie Portman e Mila Kunis lesbicano, e pure forte. Eggià. Essì. Eh. Però non mi pare professionale farci abbagliare dalla cosa, ennò. Ma sarò mica professionista io? Mila Kunis. Natalie Portman. Lesbicano. Forte forte.
Internet, Gennaio 2011| dopo lunghi e difficoltosi brogli siamo pronti a riapriere la caccia al Gatto nel Ramen: il brodopeloso trofeo di Gennaio se l’è aggiudicato la nostra Marnie con la dibattutissima recensione di Vallanzasca. Complimenti alla lady del blog, che si porta subito avanti nella corsa dei gattoni 2011.
Cannes, 2 febbraio 2011| Avete presente l’ultimo film di Woody Allen, uscito da noi 2 mesi fa? Ecco, già non è più l’ultimo. Oggi è circolata la notizia che la nuova tappa del tour europeo del regista nuiuorchese aprirà la prossima edizione del Festival di Cannes. Rachel McAdams, Owen Wilson e Parigi a mezzanotte. Ducojoni? [...]

Tragedia greca traslata nella cornice di un ipotetico quanto consueto conflitto mediorientale, La Donna che Canta è stato tra i fuori concorso più apprezzati dell’ultima Mostra di Venezia. Alla prova nelle sale, nonostante difetti ed inaspettate morbosità, si dimostra un notevole pezzo di cinema.
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