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Nat ha scritto 19 articoli per Sushiettibili

Mood Indigo
(Michel Gondry, 2013)

mood indigo

Nat ci parla di una felicità naïve in una Parigi fatta di divertimenti e popolata da personaggi bizzarri e irreali. Peccato che passata la prima metà del film, l’ultima fatica di Gondry risulti difficile da digerire, esibizionista e superficiale

Solo Dio perdona
(Only God Forgives, Nicolas Winding Refn, 2013)

only god forgives

Tra pugni e katane, Refn esplora lo squallore di una Bangkok buia e violenta, con un Gosling sempre più silenzioso e un inconscio sempre più nero.

Hitchcok
(Sacha Gervasi, 2012)

Hitchcock: un film che non soddisfa perché prende senza restituire nulla, e non sa decidersi tra istinto documentaristico e velleità da commedia romantica in salsa meta.

Ancora sul marcio in Danimarca.
Caccia e mascherata in Jagten di Thomas Vinterberg

La chiusura, la crudeltà e la superstizione di una piccola comunità sono di nuovo sotto lo sguardo impietoso del cinema danese. L’analisi di Natalia Guerrieri dell’ultimo film di Thomas Vinterberg.

Dans la maison
(François Ozon, 2012)

Un’opera non del tutto riuscita – forse anche a causa di un progetto troppo ambizioso – imperniata sul rapporto morboso tra un professore di lettere una giovane penna in erba.

Cena tra amici
(Le Prénom, Alexandre de La Patellière e Matthieu Delaporte, 2012)

La commedia delle parti si riaccende in Francia intorno al nome di un nascituro. Intellettuali bo-bo da una parte, borghesi dall’altra. Nat ci dice la sua su una pochade tagliata un po’ con l’accetta.

Pollo alle prugne
(Poulet aux prunes, Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, 2011)

Un violinista che non riesce più a suonare e decide di morire; una moglie mai amata veramente; una bellissima donna dal passato e una storia d’amore infelice. Tutto sullo sfondo di una Teheran degli anni Cinquanta descritta tra animazione e realtà: sono questi gli ingredienti di (un) poulet aux prunes.

Pauline et François
(Renaud Fely, 2010)

Un film dall’atmosfera sognante e naive, la storia di Pauline e François coinvolge lentamente ma sempre più nel profondo, con una serie di colpi di scena e fantasmi del passato che pian piano prendono ognuno il proprio posto in una vicenda simile a un gioco di armonie ed equilibri.

due | Miracolo a Le Havre
(Le Havre, Aki Kaurismäki, 2011)

Il tema dell’immigrazione clandestina ha attraversato in questi ultimi anni quelli che secondo me sono capolavori come Welcome (Philippe Lioret, Francia, 2009) e Terraferma (Emanuele Crialese, Premio speciale delle giuria di Venezia quest’anno): indice forse di un bisogno diffuso di parlare di qualcosa di scomodo.

La kryptonite nella borsa
(Ivan Cotroneo, 2011)

Dall’omonimo libro di Cotroneo, La Kryptonite nella borsa è la storia della famiglia Sansone nella Napoli degli anni Settanta, narrata in gran parte dal punto di vista di Peppino, il più giovane della famiglia.

Venere nera
(Vénus noire, Abdellatif Kechiche, 2010)

Vénus noire (Kechiche 2010)

Abdellatif Kechiche confeziona una riflessione sull’approccio razzista e di totale prevaricazione che la cultura europea ebbe nei confronti di Sarah Baartman. Un approccio che investì Saartjie come donna e come straniera nell’Europa del XIX secolo, ma che – con le dovute distinzioni – si riverbera in ogni epoca.

Una notte da leoni 2
(The Hangover 2, Todd Phillips, 2011)

A quanto pare l’Oriente va di moda per i sequel. La scorsa primavera le ragazze di Sex and the City 2 erano volate ad Abu Dhabi per sorseggiare i loro cocktail, sfoggiare i loro abiti eccentrici e incontrare vecchie fiamme. Quest’anno il branco di Una notte da leoni sceglie la Thailandia.

uno| RED
(Robert Schwentke, 2011)

Sotto il sorriso di Borgnine si svela il paradosso metatestuale su cui si regge il film. «Sono arrivati dei poppanti e l’hanno catalogato ‘RED’» dice il vecchio custode, riferendosi al personaggio di Willis. E continua: «Non ne fanno più di agenti come lui».

Caracremada
(Lluis Galter, 2010)

Storia dell’anarchico Ramon Vila Capdevila, soprannominato Caracremada dalla Guardia Civil spagnola, il quale, nonostante l’ordine del CTN ai guerriglieri di ritirarsi nel 1951, decise di continuare a combattere da solo. Galter porta nella sezione Orizzonti di Venezia un film che riesce a trasmettere il profondo straniamento e l’ossessione combattiva di un guerrigliero veramente esistito.

Jean Gentil
(Israel Càrdenas e Laura Amelia Guzman, 2010)

Attraverso il dramma individuale di Jean, Israel Càrdenas e Laura Amelia Guzman raccontano quello collettivo della loro terra, tormentata dalla povertà e dalla catastrofe del terremoto.

santarcangelo 40 | Il Tetto e Super Night Shot

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Il report dal festival santarcangelese di quest’anno si conclude tra fiammelle cinefile, registi in mutande e spettacolari ingressi in scena.

santarcangelo 40 | adotta un doc

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Gente che non si vuole sposare e studenti coinquilini che fanno un film su sé stessi: dal Santarcangelo la nuova generazione di documentaristi italiani si mette in mostra sotto la guida di Marco Bertozzi.

Santarcangelo Festival
Santarcangelo di Romagna, 9-18 luglio 2010

Santarcangelo, il teatro, la piazza. Il colore di questa edizione è il rosso: «il colore della passione – scrive il direttore artistico – il colore del sangue, il colore della rivolta: lo scrivo con uno sfrontato senso nostalgico, con cui convivo senza vergogna.»

Doc in Tour 2010

Modena, Sala Truffaut, 1 aprile – 30 maggio | 4° Doc in Tour — La regione Emilia Romagna promuove anche quest’anno il progetto Doc in Tour, coinvolgendo trenta sale con la programmazione di quasi cento documentari sui temi sociali più svariati. Tra questi, “Piazzati” di Giorgio Diritti (L’uomo che verrà), in cui si racconta l’usanza [...]