
Un violinista che non riesce più a suonare e decide di morire; una moglie mai amata veramente; una bellissima donna dal passato e una storia d’amore infelice. Tutto sullo sfondo di una Teheran degli anni Cinquanta descritta tra animazione e realtà: sono questi gli ingredienti di (un) poulet aux prunes.

Un film dall’atmosfera sognante e naive, la storia di Pauline e François coinvolge lentamente ma sempre più nel profondo, con una serie di colpi di scena e fantasmi del passato che pian piano prendono ognuno il proprio posto in una vicenda simile a un gioco di armonie ed equilibri.

Il tema dell’immigrazione clandestina ha attraversato in questi ultimi anni quelli che secondo me sono capolavori come Welcome (Philippe Lioret, Francia, 2009) e Terraferma (Emanuele Crialese, Premio speciale delle giuria di Venezia quest’anno): indice forse di un bisogno diffuso di parlare di qualcosa di scomodo.

Dall’omonimo libro di Cotroneo, La Kryptonite nella borsa è la storia della famiglia Sansone nella Napoli degli anni Settanta, narrata in gran parte dal punto di vista di Peppino, il più giovane della famiglia.

Nate Vs Nat: e le opinioni non potevano essere più divergenti di così. “Bad Teacher è film intelligente” dice Nate, “Banale, volgare, noioso, inutile e a tratti disgustoso” invece secondo Nat | DUE: parla Nat

Abdellatif Kechiche confeziona una riflessione sull’approccio razzista e di totale prevaricazione che la cultura europea ebbe nei confronti di Sarah Baartman. Un approccio che investì Saartjie come donna e come straniera nell’Europa del XIX secolo, ma che – con le dovute distinzioni – si riverbera in ogni epoca.

A quanto pare l’Oriente va di moda per i sequel. La scorsa primavera le ragazze di Sex and the City 2 erano volate ad Abu Dhabi per sorseggiare i loro cocktail, sfoggiare i loro abiti eccentrici e incontrare vecchie fiamme. Quest’anno il branco di Una notte da leoni sceglie la Thailandia.

Sotto il sorriso di Borgnine si svela il paradosso metatestuale su cui si regge il film. «Sono arrivati dei poppanti e l’hanno catalogato ‘RED’» dice il vecchio custode, riferendosi al personaggio di Willis. E continua: «Non ne fanno più di agenti come lui».

Storia dell’anarchico Ramon Vila Capdevila, soprannominato Caracremada dalla Guardia Civil spagnola, il quale, nonostante l’ordine del CTN ai guerriglieri di ritirarsi nel 1951, decise di continuare a combattere da solo. Galter porta nella sezione Orizzonti di Venezia un film che riesce a trasmettere il profondo straniamento e l’ossessione combattiva di un guerrigliero veramente esistito.

Attraverso il dramma individuale di Jean, Israel Càrdenas e Laura Amelia Guzman raccontano quello collettivo della loro terra, tormentata dalla povertà e dalla catastrofe del terremoto.

Il report dal festival santarcangelese di quest’anno si conclude tra fiammelle cinefile, registi in mutande e spettacolari ingressi in scena.

I veronesi Babilonia Teatri forzano la scena a Santarcangelo, con uno spettacolo (televisivo) di maiali squartati e meditazioni sul senso della morte.

Città che implodono e sguardi stranianti, secchiate di vernice e caverne sotterranee: continua il report dal festival di teatro contemporaneo di Santarcangelo.

Gente che non si vuole sposare e studenti coinquilini che fanno un film su sé stessi: dal Santarcangelo la nuova generazione di documentaristi italiani si mette in mostra sotto la guida di Marco Bertozzi.

Santarcangelo, il teatro, la piazza. Il colore di questa edizione è il rosso: «il colore della passione – scrive il direttore artistico – il colore del sangue, il colore della rivolta: lo scrivo con uno sfrontato senso nostalgico, con cui convivo senza vergogna.»
Modena, Sala Truffaut, 1 aprile – 30 maggio | 4° Doc in Tour — La regione Emilia Romagna promuove anche quest’anno il progetto Doc in Tour, coinvolgendo trenta sale con la programmazione di quasi cento documentari sui temi sociali più svariati. Tra questi, “Piazzati” di Giorgio Diritti (L’uomo che verrà), in cui si racconta l’usanza [...]
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