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pilloledicinema ha scritto 52 articoli per Sushiettibili

Un appassionato di cinema

Per amor vostro
(Giuseppe M. Gaudino, 2015)

RETROSPETTI | Una mosca bianca, girata da un regista che nell’arte e nel suo compito ci crede veramente. Ma non bastano buoni studi e buone intenzioni per fare un buon film.

Non essere cattivo
(Claudio Caligari, 2015)

RETROSPETTI | un’opera che è esente da moltissimi dei tic che spesso intrappolano i film che trattano di droga e criminalità.

L’attesa
(Piero Messina, 2015)

RETROSPETTI | Influenze sorrentiniane e un tema di peso non bastano a convincere l’Uomo delle Pillole. L’esordio al lungometraggio del siciliano Piero Messina paga il prezzo di un soggetto troppo abbozzato.

ottobre 2015 | overview

L’uomo delle pillole sulle uscite del mese: horror che cambiano tendenza, festival che diventano feste, e personaggi che finalmente parlano da sé.

Mia madre
(Nanni Moretti, 2015)

In occasione dell’uscita internazionale del film, l’Uomo delle Pillole confessa i suoi problemi con Moretti, e spiega perché, ai suoi occhi, ‘Mia madre’ è forse il film più debole nella filmografia dell’autore.

I’ll be back.
Terminator: l’eterno ritorno del genere

insight | l’eterno ritorno a un futuro già visto. La saga di Terminator tra pionerismi tecnologici ed evoluzioni di genere

Mad Max: Fury Road
(George Miller, 2015)

Mad Max Fury Road mette sul tavolo tanta di quella roba da lasciare stupefatti: le questioni del nostro tempo sono lì. Tutte.

Avengers: Age of Ultron
(Joss Whedon, 2015)

Avengers: Age of Ultron è con ogni probabilità l’apice della serializzazione Marvel. Quello che in un certo senso chiude un’era abbastanza vulcanica. Da qui in poi sarà difficile riuscire a raggiungere questo equilibrio fra azione rigorosamente adatta al PG-13, carisma e ironia.

Fino a qui tutto bene
(Roan Johnson, 2015)

Un film che in generale risulta essere dimenticabile e superfluo, in cui tutto il buono che c’è si perde senza riuscire a concretizzarsi mai in una sequenza topica o in un dialogo che lasci il segno.

Noi e la Giulia
(Edoardo Leo, 2015)

Tre personaggi infelici alle prese con una possibilità di riscatto: a dispetto di scelte narrative non sempre convincenti, Leo si conferma uno sguardo originale nella commedia italiana contemporanea.

Cinque pezzi facili sugli Oscar 2015

Oprah, ricordi d’infanzia e abiti che fanno il monaco: Pillole sugli Oscar 2015.

Perez
(Edoardo De Angelis, 2014)

Napoli viene inquadrata nelle sue parti meno abusate. La zona del Centro Direzionale appare perfetta per la storia che si vuole raccontare, ma purtroppo – come spesso accade – è proprio la storia che si vuole raccontare a tradire tutti quanti.

La trattativa
(Sabina Guzzanti, 2014)

Sabina Guzzanti è stata una delle più attive e vivaci voci di protesta nell’Italia berlusconiana. Partita come autrice e interprete di satira politica in tv, nei suoi lavori per il cinema ha sempre più forzato i toni finché questi hanno perso qualsiasi intento di sberleffo per diventare dei veri e propri film di denuncia.

I nostri ragazzi
(Ivano De Matteo, 2014)

De Matteo da sempre si diverte a far scoppiare famiglie borghesi, almeno tanto quanto Roland Emmerich trova diletto a inquadrare intere città che esplodono fragorosamente attorno a famiglie tradizionali saldissime.

Senza nessuna pietà
(Michele Alhaique, 2014)

Esordire oggi in italia con un film di genere come Senza nessuna pietà non solo rappresenta un atto anticonformista, ma anche di coraggio verso il pubblico.

Belluscone. Una storia siciliana
(Franco Maresco, 2014)

In diritto pubblico gli elementi per riconoscere uno Stato sono da sempre tre: governo, territorio e popolazione. Per cui se qualcosa può dirsi sovrana su un dato territorio che comprende una certa popolazione possiamo essere abbastanza sicuri che si tratti di uno Stato.

Il volto di un’altra
(Pappi Corsicato, 2013)

Un regard à dernier #4 Il volto di un’altra (Pappi Corsicato, 2013)

You’re Next
(Adam Wingard, 2011)

Le vie della distribuzione italiana proprio, come quelle del Signore, sono veramente strane, praticamente imperscrutabili. E sì, questo piccolo home invasion è uscito con due anni di ritardo in tutto il mondo, prova che forse le ultime fatiche del regista dell’Alabama hanno trainato le penultime.

L’evocazione
(James Wan,The Conjuring 2013)

Ai più il nome di James Wan non dirà grandi cose eppure è proprio lui che ha scritto e diretto Saw – L’enigmista (2004), unico film del nuovo millennio capace di lanciare un franchising horror lungo e di successo, ma in L’evocazione pare essersi buttato su dei progetti che non prevedono nudità, torture o autobotti di sangue finto da svuotare in mezza giornata di riprese.

Il volto di un’altra
(Pappi Corsicato, 2012)

retrospetti | l’uomo delle pillole recupera uno sgargiante Corsicato: toni grotteschi e surreali, personaggi che rimangono un po’ dove sono, e Laura Chiatti bella di nome e di fatto.

L’evocazione – The conjuring
(The Conjuring, James Wan 2013)

James Wan abbandona l’armamentario del torture porn e si cimenta con altre declinazioni dell’horror: gli esiti spaventano, ma non graffiano a fondo.

Festival Internazionale del Cinema di Frontiera
Marzamemi, 23-28 Luglio 2013

Pilloledicinema ha perso la sua verginità festivaliera al Festival Internazionale del Cinema di Frontiera. Ci racconta quindi le sue impressioni tra mare, amari e pellicole.

Evangelion Night –
You Can (not) Understand 1.01

La sala cinematografica era piena da scoppiare, i posti erano ormai esauriti da giorni e tutta questa gente era andata a sedersi per circa 200 minuti in un mercoledì notte di inizio settembre guidata da una sola parola: EVANGELION.

V/H/S/2
(Simon Barrett, Jason Eisener, Gareth Evans, Gregg Hale, Eduardo Sànchez, Timo Tjahjanto, Adam Wingard, 2013)

Pilloledicinema ci parla di presupposti mancanti, di pregiudizi e smentite. Ci parla di V/H/S/2, overo di una serie di corti horror assolutamente non adatti agli stomaci deboli.

Dead Sushi
(Noboru Iguchi, 2013)

Prendete tutta l’ironia greve e pecoreccia da cinepanettone italico, mettetela in un humus culturale nettamente più feticista e immaginatela in dei film con meno mezzi finanziari a disposizione di quelli di Neri Parenti o dei fratelli Vanzina. Fatto? Bene.

Ti ho cercata in tutti i necrologi
(Giancarlo Giannini, 2013)

A suo modo indimenticabile, ma ne avrei fatto a meno.

Attacco al potere
(Olympus Has Fallen, Antoine Fuqua, 2013)

Attacco al potere è uno di quei film che se siete in serata vi farà volare il tempo che separa la cena dall’orario della nanna, altrimenti probabilmente preferirete strapparvi gli occhi piuttosto che vedere l’ennesima bandiera a stelle e strisce che si affloscia al rallentatore.

Pacific Rim
(Guillermo del Toro, 2013)

Mazinga, Daltanius, Jeeg, Daitarn 3 e moltisimi altrisono stati uno dei pilastri su cui la fantasia di un paio di generazioni di bambini si è arrampicata. Pacific Rim si rivolge a tutti quelli che non hanno mai smesso di chiedersi quando avrebbero visto anche al cinema dei robottoni che si prendono a pugni con dei mostroni.

Fast & Furious 6
(Justin Lin, 2013)

Il miracolo di Fast & Furious 6 è che si va al cinema fomentati dal trailer in cui un CARRO ARMATO viene partorito da un TIR in corsa sull’autostrada, e una volta che inizia il film ci si dimentica di queste cose meravigliose e si viene letteralmente risucchiati dalla storia.

Il cecchino
(Michele Placido, 2013)

Film imperfetto ma godibile, ricorda i fasti di Romanzo Criminale. Se Placido si fosse limitato a girare un film di sparatorie, rapne e inseguimenti fra guardie e ladri sarebbe stato meglio.