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Sushi | Film

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Frantz
(François Ozon, 2016)

La fine della Prima Guerra Mondiale, le ferite, l’incontro con l’altro; ricominciare a vivere.

Per amor vostro
(Giuseppe M. Gaudino, 2015)

RETROSPETTI | Una mosca bianca, girata da un regista che nell’arte e nel suo compito ci crede veramente. Ma non bastano buoni studi e buone intenzioni per fare un buon film.

Non essere cattivo
(Claudio Caligari, 2015)

RETROSPETTI | un’opera che è esente da moltissimi dei tic che spesso intrappolano i film che trattano di droga e criminalità.

El disconoscido
(Dani de la Torre, 2015)

El disconoscido (Dani de la Torre), 2015

RETROSPETTI | Una revenge fantasy in salsa di crisi, il film di De la Torre gioca la carta del film di genere furbetto: ma la gioca bene.

L’attesa
(Piero Messina, 2015)

RETROSPETTI | Influenze sorrentiniane e un tema di peso non bastano a convincere l’Uomo delle Pillole. L’esordio al lungometraggio del siciliano Piero Messina paga il prezzo di un soggetto troppo abbozzato.

Mia madre
(Nanni Moretti, 2015)

In occasione dell’uscita internazionale del film, l’Uomo delle Pillole confessa i suoi problemi con Moretti, e spiega perché, ai suoi occhi, ‘Mia madre’ è forse il film più debole nella filmografia dell’autore.

Kumiko The Treasure Hunter
(David e Nathan Zellner, 2014)

pescecrudo | partita dal Sundance dell’anno scorso e dopo esser passata per Berlino e per il SXSW, Kumiko arriva sulle pagine sushiettibili. Un pezzo in sei parti in cui si parla di mappe, leggende metropolitane e misteriose grotte marine.

Mad Max: Fury Road
(George Miller, 2015)

Mad Max Fury Road mette sul tavolo tanta di quella roba da lasciare stupefatti: le questioni del nostro tempo sono lì. Tutte.

Avengers: Age of Ultron
(Joss Whedon, 2015)

Avengers: Age of Ultron è con ogni probabilità l’apice della serializzazione Marvel. Quello che in un certo senso chiude un’era abbastanza vulcanica. Da qui in poi sarà difficile riuscire a raggiungere questo equilibrio fra azione rigorosamente adatta al PG-13, carisma e ironia.

Fino a qui tutto bene
(Roan Johnson, 2015)

Un film che in generale risulta essere dimenticabile e superfluo, in cui tutto il buono che c’è si perde senza riuscire a concretizzarsi mai in una sequenza topica o in un dialogo che lasci il segno.

Birdman (o l’imprevedibile virtù dell’ignoranza) (Alejandro González Iñárritu, 2014)

Il video di Keaton che, non chiamato sul palco, rimette nel taschino il discorso di ringraziamento per l’Oscar da Miglior Attore Protagonista potrebbe essere ancora parte del film.

Le meraviglie
(Alice Rohrwacher, 2014)

GFF 2015 | Alle ore che scivolano lievi tra una fase e l’altra della vita – e soprattutto a quelle più ingrate dell’adolescenza – guarda il cinema di Alice Rohrwacher. Da Glasgow, Folquet guarda verso casa.

Meraviglioso Boccaccio
(Fratelli Taviani, 2015)

Quando il titolo non mantiene le promesse: in Meraviglioso Boccaccio, scritto e diretto dai fratelli Taviani, Boccaccio è assente ingiustificato.

Noi e la Giulia
(Edoardo Leo, 2015)

Tre personaggi infelici alle prese con una possibilità di riscatto: a dispetto di scelte narrative non sempre convincenti, Leo si conferma uno sguardo originale nella commedia italiana contemporanea.

Perez
(Edoardo De Angelis, 2014)

Napoli viene inquadrata nelle sue parti meno abusate. La zona del Centro Direzionale appare perfetta per la storia che si vuole raccontare, ma purtroppo – come spesso accade – è proprio la storia che si vuole raccontare a tradire tutti quanti.

La trattativa
(Sabina Guzzanti, 2014)

Sabina Guzzanti è stata una delle più attive e vivaci voci di protesta nell’Italia berlusconiana. Partita come autrice e interprete di satira politica in tv, nei suoi lavori per il cinema ha sempre più forzato i toni finché questi hanno perso qualsiasi intento di sberleffo per diventare dei veri e propri film di denuncia.

I nostri ragazzi
(Ivano De Matteo, 2014)

De Matteo da sempre si diverte a far scoppiare famiglie borghesi, almeno tanto quanto Roland Emmerich trova diletto a inquadrare intere città che esplodono fragorosamente attorno a famiglie tradizionali saldissime.

Senza nessuna pietà
(Michele Alhaique, 2014)

Esordire oggi in italia con un film di genere come Senza nessuna pietà non solo rappresenta un atto anticonformista, ma anche di coraggio verso il pubblico.

Anime Nere
(Francesco Munzi, 2014)

Si può parlare di criminalità in Italia senza fare un film alla Romanzo Criminale, e lo si può fare davvero bene.

Belluscone. Una storia siciliana
(Franco Maresco, 2014)

In diritto pubblico gli elementi per riconoscere uno Stato sono da sempre tre: governo, territorio e popolazione. Per cui se qualcosa può dirsi sovrana su un dato territorio che comprende una certa popolazione possiamo essere abbastanza sicuri che si tratti di uno Stato.

She’s Funny That Way
(Peter Bogdanovich, 2014)

Per un nostalgico, per un amante dei film della Hollywood classica, un culture di quel cinema di parola, fatto di dialoghi e attori più che di regia. Per un amante dell’ultimo Allen. Per tutti costoro, questo è il film perfetto. Tuttavia…

99 Homes
(Ramin Bahrani, 2014)

Due anni fa Bahrani era passato in concorso al Lido con At Any Price, e quest’anno con 99 Homes il “grande narratore della depressione americana” fa un notevole salto di qualità.

Blue Ruin
(Jeremy Saulnier, 2013)

Pezzo in nove parti in cui si parla di America, rottami e rombi tragici.

Elysium
(Neill Blomkamp, 2013)

Pezzo in sette parti in cui si parla di cattiva coscienza, test di Bedchel clamorosamente falliti e salvifiche docce abbronzanti.

Il volto di un’altra
(Pappi Corsicato, 2013)

Un regard à dernier #4 Il volto di un’altra (Pappi Corsicato, 2013)

You’re Next
(Adam Wingard, 2011)

Le vie della distribuzione italiana proprio, come quelle del Signore, sono veramente strane, praticamente imperscrutabili. E sì, questo piccolo home invasion è uscito con due anni di ritardo in tutto il mondo, prova che forse le ultime fatiche del regista dell’Alabama hanno trainato le penultime.

Facing Mirrors
(Negar Azarbayjani, 2012)

Un regard à dernier #3 Facing Mirrors (Negar Azarbayjani, 2012)

From Short’s World….
With Love

Di recente sulla nostra pagina Facebook vi abbiamo presentato alcuni cortometraggi che hanno transitato nei festival internazionali negli ultimi anni. Nel caso ve li foste persi (e vi facesse fatica andare a recuperarli) ve li riproponiamo qua sotto e ne aggiungiamo qualche altro, una sorta di preview di ciò che potrete vedere nelle prossime settimane [...]

Yossi
(Eytan Fox, 2012)

retrospetti | un film drammatico scarno, quasi asettico, che affronta la tematica omosessuale con rigorosa serietà, senza mai lasciarsi andare a sentimentalismo gratuito e sdolcinatezza, ma neanche a ironia, giocosità né leggerezza.

Mi rifaccio vivo
(Sergio Rubini, 2013)

retrospetti | film che ci eravamo persi negli anni scorsi, che abbiamo recuperato e almeno in questo caso pure stroncato per voi.