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pescecrudo

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Kumiko The Treasure Hunter
(David e Nathan Zellner, 2014)

pescecrudo | partita dal Sundance dell’anno scorso e dopo esser passata per Berlino e per il SXSW, Kumiko arriva sulle pagine sushiettibili. Un pezzo in sei parti in cui si parla di mappe, leggende metropolitane e misteriose grotte marine.

99 Homes
(Ramin Bahrani, 2014)

Due anni fa Bahrani era passato in concorso al Lido con At Any Price, e quest’anno con 99 Homes il “grande narratore della depressione americana” fa un notevole salto di qualità.

Blue Ruin
(Jeremy Saulnier, 2013)

Pezzo in nove parti in cui si parla di America, rottami e rombi tragici.

Saving Mr Banks
(John Lee Hancock, 2013)

Un pezzo in sei parti in cui si parla di topi, visioni romantiche del rapporto autore-opera, Adami americani e Mary Poppins.

Opium
(Arielle Lombasle, 2013)

Proseguono i resoconti dal MIX milanese, ed è il turno di una raffinata ricognizione sulla Parigi degli anni Venti e sull’amore maudit tra Jean Cocteau e Raymond Radiguet.

Mosquita y Mari
(Aurora Guerrero, 2012)

Passata l’ondata veneziana, riprendiamo a pubblicare gli appunti di Benedetta Pini dal festival MIX tenutosi quest’estate a Milano. Apre quest’ennesima tranche di delayed gratification la delicata pellicola di Aurora Guerrero.

Giovani ribelli
(Kill Your Darlings, John Krokidas, 2013)

Probabilmente Kill Your Darlings non sarà il film più sconvolgente dell’anno, ma una regia solida, accompagnata da una sceneggiatura scritta bene e da interpretazioni davvero soddisfacenti hanno reso la prima fatica di Krokidas un film assolutamente godibile e tutto sommato riuscito.

Esordi veneziani | seconda parte

Altri esordi: due poco buoni, ma uno molto bello. Ce ne parla Marnie.

Esordi veneziani | prima parte

Tanti ottimi esordi a Venezia 70. Marnie ci mette la faccia e ce ne parla un po’.

Philomena
(Stephen Fears, 2013)

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Prodotto da BBC e ispirato a fatti realmente accaduti, Philomena è un bellissimo film. Ben scritto, magnificamente interpretato e con una regia pulitissima. Un vero piacere per gli occhi.

Joe
(David Gordon Green, 2013)

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Nicolas Cage è Joe, antieroe pieno di tatuaggi che si trova a doversi confrontare con un quindicenne con problemi famigliari. Lo spunto non vi suona nuovo? Nemmeno a Marnie.

Piccola Patria
(Alessandro Rossetto, 2013)

Manute nella primissima videorecensione Sushiettibile ci parla di Piccola Patria di Alessandro Rossetto, presentato qua a Venezia 70 nella sezione Orizzonti.

Die Frau des Polizisten
(The Police Officer’s Wife, Philip Gröning, 2013)

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Sessanta capitoli, tre ore, e l’anormale normalità della violenza. Un film pesante e controverso: forse troppo.

Via Castellana Bandiera
(Emma Dante, 2013)

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Opera prima e primo film italiano presentato a Venezia 70, Via Castellana Bandiera sviluppa una bella intuizione teatrale, ma non convince del tutto.

Tracks
(John Curran, 2013)

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Robyn Davidson e la sua traversata solitaria del deserto australiano: lei, quattro cammelli e un cane nero sono al centro di Tracks, diretto da John Curran, in concorso a Venezia 70.

Io ci sono
(Alessandro Abba Legnazzi, 2012)

pescecrudo | chiudiamo questa pagina di delayed gratification con un ritorno all’infanzia: un brillante documentario sull’universo di una quarta elementare, tra rivoluzioni e piccole nuove scoperte.

Il castello
(Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, 2011)

pescecrudo | ricordate marzo, quando su queste pagine uscivano gli appunti di Linda sul Filmmaker festival? Ecco, ne avevamo dimenticati un paio.

Camp 14. Total control zone
(Marc Wiese, 2012)

Perla del festival Le voci dell’Inchiesta 2013, Camp 14 è un documentario che riporta la testimonianza di Shin Dong – Huyk, nato in un campo di concentramento nord coreano il 19 novembre 1983 da due prigionieri uniti in matrimonio per volontà delle guardie del campo.

Sniegs
(Snow Crazy, Lalia Pakalnina, 2012)

pescecrudo | prosegue l’esplorazione del taccuino di appunti milanesi di Linda, questa volta con una piccola gemma di cinema lettone: storie di neve farlocca e di montagne immaginate.

Look Love Lost
(Giovanni Maderna, 2012)

Con colpevole ritardo, pubblichiamo alcuni estratti dal taccuino critico di Linda, risalenti all’ultima edizione del Filmmaker Festival di Milano. Si tratta di film per lo più invisibili e tuttora non circolati: il che (forse) rende meno grave la nostra scarsa tempestività. Aprono le danze Maderna e il suo discutibile documentario intimo.

Clip
(Klip, Maja Milos, 2012)

Il corpo è alla mercé del nostro sguardo illuso, la carne è nuda e il video la consuma, per sempre, in un amplesso di dolore assoluto che amplifica e seda la solitudine che ci divora.

Carlo!
(Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti, 2012)

Fine Gennaio 2013, Cinema Lumiere, Carlo Verdone presenta il documentario su di lui. Folle di gente, lui simpatico ma il film no.

Dans la maison
(François Ozon, 2012)

Un’opera non del tutto riuscita – forse anche a causa di un progetto troppo ambizioso – imperniata sul rapporto morboso tra un professore di lettere una giovane penna in erba.

La nave dolce
(Daniele Vicari, 2012)

Il titolo internazionale dell’ultimo lavoro di Daniele Vicari (divenuto famoso negli ultimi mesi grazie al suo film Diaz), è The Human Cargo, questo perché il documentario racconta le vicende accadute nell’agosto 1991 tra il porto di Durazzo e quello di Bari.

Il Commissario Torrente
(Torrente 4 – Lethal CrisisSantiago Segura, 2011)

Il commissario Torrente è diventato il caso cinematografico iberico, con il suo milione di spettatori in un solo fine settimana e ha fruttato otto milioni di euro al botteghino in quei tre giorni di file e scene comiche. Pare che l’82% del pubblico in giro per i cinema quel venerdì sia andato a vedere Torrente, a sentire le puzzette modalità Massimo Boldi e a ridere delle battute omofobe e razziste. La domanda è: perché?

Un giorno speciale
(Francesca Comencini, 2012)

Quel moralista di Neversmiles sull’ultimo film della Comencini. Quale delle due?! Boh, non crede conti realmente distinguerle…

Thy Womb
(Sinapupunan, Brillante Mendoza, 2012)

aldoneversmiles se ne va per i mari del Sud e forse la pianterà di romperci con i suoi deliri sul”quello che vedi è quello che sei!”…mavalà!

Bella addormentata
(Marco Bellocchio, 2012)

Aldoneversmiles parla dell’amore come faro nel film di Bellocchio. Imperfetto ma necessario, bello e doloroso, il film doveva ricevere maggiori riconoscimenti a Venezia.

Pieta
(Kim Ki-duk, 2012)

Neversmiles non sopporta il cinema asiatico, a parte il cinema yakuza. Qui prova a parlare del Leone d’Oro facendo finta di capirci qualcosa.

Il cavaliere oscuro – Il ritorno
(The Dark Knight Rises, Christopher Nolan, 2012)

Neversmiles sull’ultimo Batman di Nolan. Di questi tre quello che scrive non indossa usualmente una calzamaglia ma gira di notte per i bassifondi. Non incontra nè Bane nè Catwoman. Al massimo Lino Toffolo!