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Anima²

Anima² | sinfonia per due città
Chico & Rita, New York e La Habana

Cuando Juan Padrón, el creador de Elpidio Valdés, terminó de ver el último cuadro de Chico y Rita, le dio a Javier Mariscal el mejor premio de su vida: “Compadre —dijo— esta película es cubana de pies a cabeza”. Mariscal respiró hondo: “No queríamos que se la viera como un filme de gallegos intrusos sobre un tema cubano, sino que transpirara auténtica cubanía (1)

Presentato nell’ambito del Milano Film Festival 2011 come evento speciale, con alle spalle la vittoria al Goya come miglior film d’animazione (ma anche premi ai festival Anima di Brussels, all’Holland Animation Film Festival, al Trickfilm Festival di Stuttgart) e l’attuale nomination agli imminenti European Film Awards, il successo critico di Chico & Rita ha portato alla ribalta un prodotto di inedita maturità nel cinema animato spagnolo ed europeo. Co-produzione spagnolo-inglese, il film è indirizzato a un pubblico maturo e con una complessità, insita nella stessa produzione, degna di un lavoro di regia a sei mani lungo sei anni di realizzazione.

Nella Cuba pre-rivoluzionaria del 1948, Chico è un pianista dongiovanni affascinato dalle sonorità jazz, Rita una splendida cantante che giunge anche a prostituirsi per sopravvivere. Si incontrano e scoprono di essere una perfetta coppia sia sentimentale che professionale, ma i loro caratteri, le gelosie reciproche e i differenti successi li portano continuamente ad avvicinarsi e allontanarsi, prima a La Habana, poi a New York, dove Rita diventa una vera diva. L’epilogo della loro storia si avrà solo anni dopo, a Las Vegas. Fanno da sottofondo ai 94 minuti di film due mondi – la capitale caraibica e la grande mela – e un percorso musicale nel jazz latino degli anni Quaranta e Cinquanta, a partire dalla canzone che Chico scrive a Rita dopo la loro prima notte d’amore e che costituisce il fil rouge di tutto il film.

E infatti il lampo di genio di tutta l’operazione sta nel trattare ogni elemento come materia musicale. A partire dalla trama principale, dove l’idea è di strutturare l’opera come fosse un bolero: «Quel tono che ha il bolero che ti racconta una storia d’amore, dove lei ti lascia e tu soffri enormemente. Un bolero di un’ora e mezza. E da qui giunge il leitmotiv che è la canzone che Chico compone per Rita. È il sottotesto che ricorre nella pellicola e la metafora della storia» (2). L’intreccio volutamente classico che gli autori si trovano tra le mani viene usato come pretesto per tributare un omaggio d’amore a un’epoca d’oro del jazz, al pianista Bebo Valdés (classe 1918) autore delle musiche, a un periodo storico irripetibile – musicalmente come cinematograficamente – oltre che a La Habana e a “Nueva York”, due città che per Mariscal sono il punto di partenza, visivo e non solo, della pellicola. In particolar modo quella Habana ricreata attraverso l’animazione con tutto il suo fascino, ritmo e musica che hanno unito Trueba e Mariscal ben prima della nascita di questo progetto.

Chico & Rita, Tono Errando, Javier Mariscal, Fernando Trueba | trailer ufficiale © CinemaNX 2010

Per capire la genesi del film, infatti, occorre fare un passo indietro. Trueba (Madrid, 1955) è un regista internazionalmente conosciuto soprattutto per l’Oscar a miglior film straniero ricevuto grazie a Belle Époque (1992), ma che dal 2000 si getta in diversi progetti incentrati sul latin jazz, a partire dal documentario Calle 54, seguito da un cd contenente la colonna sonora (Gato Barbieri, Cachao, Tito Puente, Paquito D’Rivera, Bebo e Chucho Valdés tra gli altri) e dall’apertura, a Madrid, di un omonimo club. A questo periodo risale il suo incontro con Javier Mariscal (Valencia, 1950), noto dapprima come fumettista underground (Los garriris) e successivamente come designer e artista che opera nei vari settori del visivo, rappresentante vivente del vivace e colorista stile artistico della Barcelona post-olimpica (sua è anche la paternità della mascotte del 1992, Cobi).

Dopo le prime collaborazioni e la nascita di un’amicizia, Trueba e Mariscal decidono di realizzare insieme un progetto inedito: un lungometraggio d’animazione per un pubblico adulto, un sogno che Mariscal accarezzava da diverso tempo. Al duo si unisce Tono Errando, fratello di Mariscal, responsabile audio visuale del suo studio ed esperto in animazione, nella difficile impresa di conciliare gli estri artistici dei due. Un videoclip realizzato da Mariscal per Compay Segundo, La negra Tomasa – dove appare un primo abbozzo de La Habana mariscoliana – e l’ammirazione condivisa per l’opera di Bebo Valdés sono i germogli del soggetto, da cui vengono tratti i due elementi fondamentali dell’opera: l’ambientazione (la capitale cubana) e il protagonista (il pianista amante del jazz). Per dar vita a Chico gli autori si ispirano fisicamente e per passioni musicali al giovane Bebo Valdés, usando principalmente sue composizioni come colonna sonora del film (e la sua voce per le scene con il protagonista anziano). Chico rappresenta tuttavia «un omaggio a tutti quei musicisti cubani degli anni Quaranta e Cinquanta» (3), Chano Pozo, Mario Bauzá, Chico O’Farrill, Miguelito Valdés – autori che sarebbero degni di maggior attenzione nella storia del jazz ma spesso snobbati in quanto cubani e non nuovaiorchesi, come spiega Mariscal stesso (4). Per ricreare lo stile musicale dell’epoca, Trueba decide di far interpretare musicalmente Chico a Bebo, e gli altri musicisti ad artisti contemporanei che suonino alla maniera dei grandi dell’epoca. «È una decisione importante non solo dal punto di vista musicale, ma anche per l’uniformità della pellicola, perché così la musica si piega organicamente ai disegni, dando freschezza e ricchezza» (5).

Ci troviamo dunque di fronte a un capolavoro senza ombre? A dirla tutta, il difetto maggiore lo incontriamo in una trama non molto originale, anche se la sceneggiatura scritta da Trueba con Ignacio Martínez de Pisón – un continuo flashback alternato da scene ambientate al presente – è un intreccio ben calibrato tra storia d’amore, scene musicali che portano avanti la trama e descrizione di un’epoca, che riesce ad alternare in modo soddisfacente momenti comici e drammatici e a regalare personaggi credibili e vivi – in particolare Rita, Chico, l’amico-manager Ramón, seppur pecchi a volte di stereotipia. Ma la resa delle due città e il magistrale e sofisticato uso della musica marcano un film in cui ogni particolare è attentamente studiato e calibrato, a partire dal tratto puro e sensuale di Mariscal. Il lavoro del disegnatore è iniziato con una documentazione certosina, un lento avvicinamento alla città caraibica, ripercorrendo La Habana personalmente e attraverso la memoria fotografica di quell’epoca: ne esce una capitale luminosa e calda, che si scontrerà presto con la New York elegante ma fredda dei grandi spettacoli di Broadway. L’architettura delle due metropoli parla attraverso i disegni di Mariscal, così come balla al ritmo dei diversi generi musicali del periodo.

Altrettanto complesso è stato l’adattamento dello stile estremamente gestuale di Mariscal a una storia realistica, senza per questo sacrificarne il personalissimo tratto. Contorni netti a sfondi quasi acquerellati donano una freschezza visiva completata dall’animazione vera e propria: su idea di Errando (che vince le contrarietà di Trueba) la sceneggiatura viene prima interpretata da attori cubani in carne ed ossa, in modo da funzionare come ispirazione visiva per i movimenti, e poi reinterpretata dagli animatori (6). La fluidità del risultato sposa perfettamente il tratto grafico di Mariscal e la calda musica di Bebo Valdés, il tutto incorniciato da eleganti movimenti di macchina e campi totali di Trueba, che citando il cinema classico hollywoodiano dell’epoca riesce a mantenere l’attenzione centrale su musica e immagini. Del resto, come assicura Mariscal, «la musica e l’animazione sono come due amanti che si intendono perfettamente» (7).


— note

(1) «Quando Juan Padrón, il creatore di Elpidio Valdés, finì di vedere l’ultimo fotogramma di Chico y Rita, diede a Javier Mariscal il miglior premio della sua vita: “Amico – disse – questo film è cubano dalla testa ai piedi”. Mariscal respirò profondamente: “Non volevamo che lo si percepisse come un film di intrusi spagnoli su di un tema cubano, ma che trasudasse autentica cubanità.» (trad. Maya Quaianni).

(2) Pedro De La Hoz, Solo queríamos contar una historia de amor, 6 dicembre 2010 (anno 14, n.341), in «Diario Granma», http://www.granma.cubaweb.cu/2010/12/06/cultura/artic04.html.

(3) Sara Brito, Hacer animación ha sido como aprender un idioma nuevo (intervista a Fernando Trueba), 25 febbraio 2011, in «Público.es», http://www.publico.es/culturas/363184/hacer-animacion-ha-sido-como-aprender-un-idioma-nuevo.

(4) Borja Hermoso, Reportaje: El bolero de Trueba y Mariscal, 20 febbraio 2011, in «El País.com», http://www.elpais.com/articulo/portada/bolero/Trueba/Mariscal/elpepusoceps/20110220elpepspor_10/Tes.

(5) Pedro De La Hoz, Solo queríamos contar una historia de amor, 6 dicembre 2010 (anno 14, n.341), in «Diario Granma», http://www.granma.cubaweb.cu/2010/12/06/cultura/artic04.html.

(6) Carlos Reviriego, Animación a dos voces. Trueba y Mariscal conversan sobre sus pasiones en torno a Chico y Rita, 25 febbraio 2011, in «El Cultural.es», http://www.elcultural.es/version_papel/CINE/28731/Animacion_a_dos_voces.

(7) A questo riguardo Mariscal ha spiegato che «al muovere la macchina da presa al comando della tua visione come cineasta, nasce ciò che abbiamo chiamato “macchina da presa organica”. Ciò che abbiamo realizzato non è un film di disegni animati, bensì un film disegnato. Questo ci dà la tranquillità che l’opera sia interamente tua, ogni piano ha la tua mano dietro. Non si trattava di fare una copia della realtà che stavamo filmando, ma che questa realtà venisse a costituirne l’ispirazione». Carlos Reviriego, Animación a dos voces, cit., 25 febbraio 2011, in «El Cultural.es», http://www.elcultural.es/version_papel/CINE/28731/Animacion_a_dos_voces.

(8) Toni Ulled Nadal, Mariscal & Trueba: Mano a mano. Entrevista con los directores de “Chico & Rita”, 23 febbraio 2011, in «Fotogramas.es», http://www.fotogramas.es/Peliculas/Chico-Rita/Mariscal-Trueba-Mano-a-mano.

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