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Sushi | Film

Lo Hobbit
(The Hobbit, Peter Jackson, 2012)

John Ronald Reuel Tolkien pubblicò Lo Hobbit nel 1937. Dovettero poi passare quasi vent’anni prima che Il signore degli anelli, l’opera più nota del linguista britannico, vedesse la luce: il primo tomo della trilogia, La compagnia dell’anello, uscirà soltanto nel 1954. Capita però che nel 2012 Lo Hobbit sia anche un film, diretto da Peter Jackson nove anni dopo l’ultimo capitolo della trilogia cinematografica ispirata al Signore degli anelli. Insomma Lo Hobbit è diventato un prequel, mentre era Il signore degli anelli a esserne l’atipicissimo sequel. Non è un mero gioco di date e parole: il cuore di tutta l’operazione infatti sta proprio nella filosofia con cui Jackson e il suo staff hanno sceneggiato e girato il primo romanzo di Tolkien ambientato nella Terra di Mezzo. E se un sequel comunque può essere anche migliore dell’originale, un prequel ha sempre difficoltà a confrontarsi con l’opera che lo ha generato.

Aggiungo che tre film per tre libri che in totale assommano circa 1500 pagine sono una cosa quasi inevitabile. Tre film per un libro di 350 pagine, oltretutto molto meno movimentato del Signore degli anelli, puzzano di sfruttamento commerciale esasperato lontano un miglio. Come nel Signore degli anelli, anche qui abbiamo un bel tenebroso pretendete al trono che deve essere aiutato a recuperare il suo regno. Al posto di Sauron, c’è il drago Smaug, ma siamo sempre da quelle parti come si può capire anche dal trailer. Si comincia con una interminabile e pallosissima parte ambientata a casa Baggins dove a uno ad uno arrivano tredici (tredici) nani e uno stregone per mangiare a quattro ganasce e cantare le loro canzoncine naniche.

Ero preparato, film o libro che sia la Contea per me è sempre stata uno strazio, sia qui che nella Compagnia dell’anello mi sono annoiato mortalmente a vedere le dinamiche hobbit in azione. Per quanto mi riguarda se ambientassero uno slasher nella Contea lo andrei a vedere compulsivamente tipo una quattordicenne ai bei tempi di Titanic. L’orchite è stata mitigata solo dall’incredibile impatto con la tecnica HFR con cui si ottiene una qualità di immagini davvero impensabile. Quello che si vede è reale, non realistico. Per la prima ora mi sembrava di vedere una specie di strano spettacolo teatrale, era palese che ci si trovasse su un set con oggetti di scena e in una situazione comunque artefatta. Probabilmente con i 48 fotogrammi al secondo si riesce a mettere a fuoco una quantità di oggetti impensabile prima e quindi si perde l’atmosfera a cui si era abituati. O forse, anche se non mi sembra il tipo, Peter Jackson si è confuso con luci e effetti in post produzione. Però una volta lasciato il fottuto buco di Bilbo tutto mi è sembrato avere la stessa consistenza. Troll e orchi hanno la stessa concretezza di attori in carne ed ossa; io sono particolarmente sensibile al fantasy, mi lascio trasportare con estrema facilità, ma il livello di realismo qui è altissimo. Ovviamente io parlo per la versione HFR in 3D, delle altre non vi so dire. Lasciate che però vi dia un consiglio spassionato: andate in un cinema con un proiettore con i controcazzi e vedetelo in 3D. Almeno sarà una visione del tutto nuova. Anche perché altrimenti durante la prima ora vi suiciderete e questo mi dispiacerebbe.

Dicevamo del recupero del regno di Thorin figlio di Thràin, anche se qui l’interrogativo più grosso è perché uno come Bilbo debba far parte di una brigata che sta andando a prendere a colpi di ascia in faccia un drago sputafuoco. A metterci una toppa ci prova Gandalf, con due battute a metà pellicola, nel vano tentativo di nobilitare dal punto di vista morale tutti e tre i film. Anche perché l’altro tema forte dell’opera, quello del viaggio che cambia il viaggiatore, qui non può essere sviluppato pienamente visto che questo è solo il primo capitolo di una trilogia. Insomma, davvero poca roba per giustificare non so neppure quante ore complessive di visione.

I mostri, come si conviene ad un fantasy di questo tipo, sono tanti e ben fatti, anche se per vedere degli orchi verdi forse dovrò aspettare un film tratto da Warhammer, Warcraft o Magic: The Gathering, visto che nella Terra di Mezzo immaginata da Jackson gli orchi/goblin sono grigio piombo, rosa incarnato o bianchi luna piena. Verdi? Mica sono marziani, che diamine!

Il drago Smaug non compare mai. Di lui vediamo solo la coda e una zampa all’inizio e a film ormai finito una palpebra che immancabilmente si apre proprio durante l’ultimo picco sonoro. Dovremo sganciare altri dindi per vederlo a figura intera e volante. Operazione commerciale esasperata dicevamo.

Ma oltre a questo Lo Hobbit è anche una pietra miliare per la tecnica cinematografica. Proiettando 48 fotogrammi al secondo invece dei 24 canonici Jackson è finalmente riuscito a fare cose con il 3D che prima semplicemente non potevano essere fatte. A me il 3D è sempre piaciuto, ma è innegabile che fino a oggi ogni volta che un oggetto qualsiasi (una balaustra, un tronco, una rete metallica) finiva in primo piano mentre l’azione si svolgeva più lontano l’intera inquadratura risultasse disturbata e fastidiosissima da vedere; lo stesso discorso valeva per le sequenze d’azione con molti oggetti in movimento sulla scena: sembrava di avere gli occhi strappati dalle orbite. Adesso no! Finalmente si possono filmare tutte le azioni di un film normale. E non affatica neppure gli occhi. Era da Avatar che aspettavo una cosa del genere, ora il 3D in teoria può essere usato per qualsiasi tipo di film senza alcun problema. Certo, rimane una tecnica costosa, ma io credo nel progresso.

Discussion

5 comments for “Lo Hobbit
(The Hobbit, Peter Jackson, 2012)”

  1. io non l’ho visto in 3D, quinid non ho goduto a pieno dell’HDR, mi sono comunque piuttosto divertito, anche se c’è comunque da sorvolare su diverse stiracchiature per farne una trilogia e qualche vera e propria stronzata nei dialoghi e nelle caratterizzazioni (il nano cuoco effemminato, le battute sui funghi allucinogeni fatte tra l’altro da un simpaticone come saruman)

    D’accordissimo sul fatto che la pecca principale del film è non riuscire a giustificare a pieno perchè Bilbo si debba imbarcare in un’avventura del genere quando la compagnia lo tratta in quel modo…Poi vabbè, Azog non me lo ricordavo e direi che ne hanno tirato fuori un bel villain in attesa di Smaug.

    Posted by Manute | January 17, 2013, 5:50 pm
  2. Si è vero, il cattivo principale effettivamente si dimostra all’altezza del film (che non è l’Everest e manco il K2) e quantomeno non sfigura.
    Sulle caratterizzazioni io ho trovato terribile come è stato reso Radagast.
    Mi rendo conto che anche i bimbi dovessero avere qualche punto d’interesse per potere sopportare quasi 3 ore di film ma non ha senso avendo a disposizione tredici nani giocarsi un personaggio come Radagast in quel modo.
    Sull’HDR dico solo che spero che esca qualcosa al più presto fatto con quella tecnica. E’ un vero spettacolo.

    Posted by pilloledicinema | January 17, 2013, 7:20 pm
  3. Azog nel libro non c’è, o meglio viene semplicemente citato. Dipende dalla versione del libro che uno ha: nella prima non viene esplicitato il nome ma si parla solo di un enorme e temibile orco a Moria sconfitto dai nani nella battaglia, in una versione successiva, mi pare degli anni 60 ma potrei sbagliarmi (non ricordo di preciso) esce fuori il nome. Da nessuna parte sta scritto che è albino comunque. Azog non mi ha convinto ma ne comprendo il ruolo.

    SPOILER
    Quello che invece non comprendo è il Necromante (e Radegast e il bianconsiglio che ho trovato ridicolo)… Non capisco proprio dove andranno a parare. Che faranno? Lo fanno partecipare alla battaglia dei cinque eserciti? Sarebbe assurdo, e quindi cosa? Quando Gandalf abbandona Bilbo e Nani prima di entrare a Bosco Atro lo faranno andare a cercare il Necromante? Mi pare piú probabile ma comunque una aggiunta inutile… Bah son perplessa!
    Francamente tutta la compomente epicizzante che sta inserendo (pure per allungare il brodo) non mi piace. Lo Hobbit è bello perché ci sono mille avventure ok, ma soprattutto perché i personaggi passano il tempo a mangiare o a lamentarsi perché non riescono a mangiare , a sognare cibo e un letto comodo. Poca epica e tanto “edonismo”…

    Posted by Marnie | January 17, 2013, 11:13 pm
  4. @ Marnie: Lessi Lo Hobbit nell’edizione annotata un annetto fa, giusto per prepararmi alla visione del film. Dico la verità, non mi ha fatto impazzire l’ho trovato noioso.

    SPOILER

    Il Negromante potrebbe essere lo stesso Sauron che inizia a ridestarsi. Gandalf inquadra l’operazione contro Smaug proprio per eliminare un possibile potente alleato di Sauron.
    Speriamo che il confronto fra magia bianca e magia nera non si esaurisca con Gandalf che fa luce con il suo bastone e l’oscurità che si ritrae.

    Posted by pilloledicinema | January 19, 2013, 12:42 pm
    • SPOILER
      È Sauron, non potrebbe essere… Solo che non credo che i due si scontreranno perché altrimenti andrebbero a creare un madornale errore di sceneggiatura visto che in LOTR, Gandalf non ha la conferma del ritorno di Sauron prima che Saruman riveli il suo tradimento.

      Posted by Marnie | January 20, 2013, 11:05 am

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