Un sommario appena ragionato delle uscite di maggio: tra geometrie variabili, giovani adulti che a ben vedere sembrano sempre più giovani che adulti, industria culturale, adattamenti di pregio e la confortante resistenza dei sardi.
La vicenda prende le mosse dall’eccentrica e personalissima visione di un uomo, uno sceicco dello Yemen che considera il salmone una creatura mistica, e la sua migrazione annuale dall’oceano al torrente un’allegoria del viaggio umano verso la conquista spirituale.
Forse la cosa suonerà strana solo a me, ma Barnabas Collins è il primo vampiro a fare la sua comparsa tra i protagonisti del cinema di Tim Burton. Trovo quantomeno curioso che proprio lui, che può essere agilmente considerato, per via del suo sdoganamento del pop-gotico, il principale indiziato ad aver creato l’humus estetico da [...]
Il film è un horror allucinante che esalta e rivolta completamente un genere, quello degli horror sulle case stregate. L’inizio non fa una piega, ci sono i giovincelli sfrenati che si preparano a una vacanza da sballo in una casetta isolatissima sperduta in un bosco. Arrivano delle creature mostruose, zombie, assetate di sangue e inizia la mattanza.
«Questa storia è rivolta tanto ai cattolici quanto ai laici, perché tratta, in maniera innovativa e ironica, temi altri rispetto a quelli che siamo abituati a vedere al cinema. Le reazioni del mondo ecclesiastico sono state decisamente positive». E ci credo! Mi auguro abbia almeno pagato la propaganda pubblicitaria.
«Questo film - come ha dichiarato il regista, Philippe Lioret - mostra degli individui che si uniscono contro l’assurdità del mondo e che, nell’urgenza, fanno muovere le cose».
Dopo Il Concerto, Radu Mihaileanu torna con una commedia molto a modo, così a modo che qualcosa non convince fino in fondo.
Lo si aspettava ed ha deluso, come del resto deludono tutte le cose su cui si ripongono troppe aspettative senza certezza alcuna.
Holes are interesting. There are books about holes.
— Don DeLillo, Cosmopolis.
Social Sushi