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ottobre 2015 | overview

A voi piace il mese di ottobre? A me si. Un sacco, infatti. Dopo maggio, è il mese che preferisco. Si è ormai entrati nel ritmo che ci cullerà per il resto dell’anno, senza più il trauma della fine delle ferie che si porta via settembre.

E al cinema? Al cinema bene direi. Le case di distribuzione iniziano ad affilare i coltelli, ma a differenza del periodo natalizio – quando le proposte in sala sono sempre troppe e non si riesce mai a vedere quello che si vorrebbe – a ottobre le cose procedono a un ritmo più rilassato, dando modo di selezionare in modo più mirato le proprie visioni. Insomma: passata la sbornia veneziana, benvenuto a ottobre, principe dell’autunno!

Prima di parlare delle uscite in sala però bisogna dare conto della piccola rivoluzione che ha colpito la Festa del Cinema di Roma, forse la manifestazione più traballante fra quelle del panorama nazionale. La sterzata era una scelta obbligata: si vedeva anche da lontano che con quella formula non si andava da nessuna parte. L’apparenza dice che con il nuovo formato – più Festa e meno Festival – ci si potrebbe tornare a divertire. La realtà la conosceremo solo a manifestazione finita. Come sempre, chi vivrà vedrà.

A quanto pare Ridley Scott è tornato a fare della fantascienza come si deve. Di The Martian stanno parlando tutti bene e il 94% al pomodorometro sta lì a sottolinearlo per i più dubbiosi. Io sinceramente sono ancora scottato da quella roba amorfa e improponibile che è stato Prometheus, ma qui le cose sembrano diverse. Intanto si tratta di hard sci fi, e cioè di quel settore della fantascienza che mette in tavola solo cose assolutamente in regola con principi fisici, chimici e astronomici. E poi c’è che il libro da cui è tratto lo ha scritto Andy Weir, un tale che prima si è autopubblicato su internet, e che poi, visto l’incredibile successo, è stato portato in libreria a furor di popolo. Chapeau.

Poi c’è un altro pezzo grosso degli anni Ottanta che arriva in sala: Robert Zemeckis. Un grande che ha creduto fortissimo nelle possibilità della CGI, senza accorgersi che il suo cinema ne usciva pesantemente devastato. Credo che ne sia uscito non troppo bene anche il suo conto in banca, ma tant’è: ci risiamo. Anche in The Walk, ci scommetto, ci sarà tanta di quella CGI da fare piangere chi si ricorda della Delorean e di Doc. A proposito di Ritorno al futuro, il 21 ottobre 2015 marcherà, per tutti gli appassionati della saga, l’ingresso ufficiale nel futuro. Attendiamo con ansia l’arrivo dei cosi che fluttuano.

Sul fronte italiano le cose si stanno muovendo, anche se lentissimamente. Per quanto mi riguarda Suburra di Sollima è il titolo as-so-lu-ta.men-te imperdibile del mese. Sembra infatti che per una volta qualcuno in Italia si sia liberato dalle catene dal cinema “d’autore” (inteso come quello che ti fa due palle così) e abbia lasciato  che a parlare, invece del regista/sceneggiatore, siano i personaggi di un film. Una cosa che dagli anni Settanta in avanti, da queste parti, ormai si vede di rado. La sceneggiatura l’hanno scritta un sacco di mani, e magari va a finire che ci hanno preso. A leggere dello scandalo di Mafia Capitale parrebbe proprio di sì.

E poi c’è questo Pecore in Erba, che, almeno da quello che lascia trasparire il trailer, parrebbe proprio prendere allegramente per il sedere tutta una serie di tic e di pose che da un po’ (troppo) tempo a questa parte legano non solo il cinema, ma tutti coloro che in Italia hanno la (s)fortuna di lavorare nel mondo della produzione culturale. Da Venezia è uscito benino, se escludiamo la feroce stroncatura di Marnie: ma ovviamente c’è sempre il rischio che si sia fatto fagocitare dalla materia trattata.

Rischia di dare soddisfazioni vere Reversal – La fuga è solo l’inizio, e vedremo se il film di Cravioto sfaterà il principio per cui, in Italia, gli horror che riescono a uscire al cinema (questo in realtà ha anche molti elementi thriller) fanno per forza cacare (nel senso figurato di essere molto brutti). Quest’anno l’eccezione alla regola è stato The Babadook. Lo avete visto The Babadook, vero? Eddai su, che ne aveva parlato pure Folquet.

Altra chicca potrebbe essere The Lobster, di quel geniaccio di Yorgos Lanthimos, che si è dimostrato già molto ferrato a parlare di coercizione sociale. Qui poi fa coppia alla scrittura con il suo solito compare Efthymis Filippou. Per quanto mi riguarda, sapere che un loro film esce davvero in sala è già una mezza vittoria, anche se da queste parti ci sarà da scarpinare parecchio per arrivare alla saletta dove lo proiettano.

Il guilty pleasure del mese a occhio e croce sarà The Last Witch Hunter. La speranza è che Vin, oltre a sfoggiare una barba da hipster che levati, possa fare una cafonata piuttosto divertente senza che il PG-13 rompa troppo le palle.

Chiudiamo con una piccola segnalazione, che con il cinema in sala ha poco a che vedere ma che è una novità bella grossa per chiunque guardi film e serie tv: Netflix sbarca in Italia. Poi non dite che non ve lo avevamo detto.

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