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sinottica | Silver Linings Playbook
(David O. Russell, 2013)

Cosebelle

I film – diceva Buccheri – sono come le persone. Ci sono quelli che ammiriamo, quelli che non capiamo ma in qualche modo vogliamo tenerci stretti, quelli a cui offriremmo volentieri una birra. E poi ci sono quelli a cui non riusciamo a non volere bene. Ecco, a leggere i resoconti sushiettibili su Silver Linings Playbook, viene da pensare che il film di Russell stia in quest’ultima categoria. Uno di quei film che ti prende un po’ a tradimento, ma alla fine ti disarma.

Io, a dirvela proprio tutta, non l’ho visto. Ma anche così, a distanza, il concerto di queste opinioni un po’ ironiche e un po’ commosse mi è sembrato una cosa bella. E visto che le cose belle, specie in tempi di primavere volatili, è bene tenersele strette, ho pensato che fosse il caso di arrabattare una sinottica a tre. Poi oh, se volete allargarla, a quattro, a cinque o a trentasette, senza che ve lo debba dire io: la sarabanda dei commenti da queste parti è sempre aperta.

(folquet)


Brindare ai cocci. La crisi e la dolcezza degli amori di seconda mano

— pilloledicinema

In Silver Linings Playbook Russell va a guardare dentro le case della middle class americana che è stata morsa dalla crisi: pochissimi in questo film hanno un lavoro, quasi invece tutti lo hanno perso e gli stessi protagonisti sono stati costretti a tornare alle case natie. Villette indipendenti, ma piccole, arredate in maniera dignitosa ma mai elegante, con alle pareti le foto di famiglia e poco altro. Il denaro non si riesce più a guadagnare lavorando, e per averlo ci si affida alla fortuna, a quella pura e folle delle scommesse con la martingala.

Pat e Tiffany sono stati sotto a un treno. Lui (Bradley Cooper) dice che soffre di sindrome bipolare e quando ha trovato la moglie con l’amante l’ha pestato a sangue, è appena uscito dall’ospedale psichiatrico, ma è ancora ossessionato dall’idea di ricostruire il suo matrimonio. Lei (Jennifer Lawrence) in seguito alla morte del marito è diventata ninfomane, e non essendo questo il migliore dei mondi possibili ora è in via di guarigione [...]

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«Ero rimasto bloccato». Il confine aperto della salute

— Annette

Pat e Tiffany sono più belli della media, è vero, ma non sono eroi. Non hanno una particolare statura morale, certe volte sembrano davvero schizzati (Tiffany), altre volte così ingenuamente fiduciosi (Pat) che ti chiedi se mai potranno avere una seconda possibilità nel mondo. C’è davvero così tanta giustizia su questa Terra da permettere a questi due, che rincorrendosi su e giù per le stesse due stradine del vicinato ci fanno simpatia, di essere felici? Ho semplicemente amato il modo semplice in cui Pat racchiude il proprio passaggio da Nikki a Tiffany. Non ci sono discorsi arzigogolati del genere “Io inseguivo lei perché pensavo fosse la donna della mia vita, senza accorgermi che lei è la stronzetta che ha preferito un pelato insegnante di storia a me, e ho capito solo ora che è con te che voglio stare, te che sei sempre stata qui, l’Amica con la A”. Dice semplicemente: “Ero rimasto bloccato”. Efficace, comprensibile. [...]

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One hot mess of a screwball dramedy. L’orlo argenteo della furbizia

— callas

Ci sono due sguardi in Silver Linings Playbook. Giochiamo agli osservatori partecipanti, dentro una famiglia che è tutta sbagliata: nelle inquadrature corali son tutti lì, sempre, in casa o allo stadio, la cinepresa ne cattura due, tre per volta e quelli che rimangono indietro, ne percepiamo la presenza anche senza profondità di campo. Quando non inseguiamo il branco, stiamo vicinissimi ai volti, con Robert De Niro che per un attimo dimentica se stesso ed entra nel personaggio, mentre Bradley Cooper e Jennifer Lawrence trovano i ritmi nel dialogo, un’interpretazione che si affida alla voce tanto quanto ai rispettivi corpi statuari.

We can’t begin to explain that, or the craziness inside ourselves and everybody else, but guess what? The camera’s in the bed of a pickup, driving away as fast as it can; joy is in the streets with our sloppy feelings and the screwed-up faces we make at all the crazy sad shit in our lives.
[...]

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Discussion

6 comments for “sinottica | Silver Linings Playbook
(David O. Russell, 2013)”

  1. [...] il resto qui. Share this:TwitterFacebookLike this:Like [...]

    Posted by Silver Linings Playbook / Il lato positivo | Le cinéma autrement | March 29, 2013, 10:15 pm
  2. Perfettamente d’accordo con la visione di Callas. Anzi, io sarei stato pure più cattivo.

    Personaggi che vorrebbero essere anticonvenziali e profondi ma che sono in realtà appiattiti su una nevrosi e furbescamente macchiettistici:
    gli stuzzichini!
    gli eagles!
    la lettera a mia moglie!
    non sono una troia!(non è vero, il personaggio della Lawrence è meglio di così, per merito suo, ma certo non meritava un Oscar).

    A parte pochissime scene, tutto, al mio occhio, è risultato appiccicaticcio e pretestuoso:
    la scena della rissa al football oltre ogni senso del ridicolo;
    le scene di prove di ballo in cui la lawrence e cooper fingono goffaggine senza neanche crederci troppo, e la camera era tutto uno zoom su tette e chiappe.
    L’inutile comparsata della moglie al ballo, con lui che le dice una cosa inutile all’orecchio solo per far scappare Tiffany per poi andarla a riprendere dopo. (ma poi perchè all’orecchio, che erano lontani da tutti? probabilmente Cooper in quell’orecchio ha detto “è stato stocazzo” come in Boris)

    insomma, furbizia a fiumi,e pure venduta male.
    Poi vabbè, un paio di persone al cinema erano commosse fino alle lacrime. Sarò stronzo io.

    Posted by Manute | April 1, 2013, 1:25 pm
  3. Non sono cattiva come Manute ma pure io mi trovo a concordare con Callas. Tendenzialmente non mi ha fatto schifo, anzi ho passato due ore piacevoli. Piacevoli tranne per il fatto che sentivo la parola “Paraculo” echeggiare nella mia testa fin dalla visione del trailer settimane prima di andare in sala.

    Posted by Marnie | April 2, 2013, 10:15 am
  4. Ma davvero ci stiamo lamentando del fatto che in una commedia sentimentale ci siano delle furbate?
    O che in un film prodotto dalla Weinstein ci sia una pubblicità dell’iPod?
    Alla salute

    http://www.youtube.com/watch?v=pZhwhd4yJW8

    Posted by pilloledicinema | April 2, 2013, 11:41 pm
  5. Ci si sta lamentando di una caterva di elogi per un filmetto che tratta lo spettatore come un minus habens, che è spacciato come film che si sottrae alla retorica zuccherosa (l’hai detto tu)solo perchè non parla del primo amore (è una cosa così rara?) e invece è un trappolone di trovate scontatissime e zuccherosissime, posticce e poco credibili, con una regia di un sensazionalistico che sfiora quasi il kitsch (l’ha offeso! Zoom sugli occhi! Si sta innamorando! Zoom sul suo culo!). Il film di buono ha solo un soggetto interessante, che andava trattato con sensibilità e che invece viene mutilato con l’accetta.

    Di commedie romantiche migliori di questa ce ne sono a quintalate, e se sono furbe, per lo meno sono scritte con una logica e un minimo di profondità nei personaggi, qui tutti macchiette. Persino 500 giorni insieme, che è l’apice della furbizia hipster, in confronto è un trattato di sceneggiatura.

    Posted by Manute | April 7, 2013, 2:58 pm
  6. LOL! Con sta cosa degli zoom sul culo per far vedere l’innamoramento mi hai ricordato un sacco Entrapment sai? Secondo me Il lato positivo è decisamente meglio di così. Oggi l’ho rivisto. Filmone.
    500 giorni insieme ha un solo lato positivo

    SPOILER

    SPOILER

    Che lui alla fine si dimentica della stronzetta.

    Alla salute

    http://www.youtube.com/watch?v=bjD5flZ40Fo

    Posted by pilloledicinema | May 14, 2013, 11:55 pm

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