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Lo Hobbit – La desolazione di Smaug
(Peter Jackson, 2013)

Il tono è volutamente generalista, l’appassionato quindi non si senta offeso. Nemmeno quello che ho incontrato in treno e che mi ha fatto sentire in colpa perché non conosco il linguaggio elfico e a carnevale non mi metto le orecchie a punta. Del resto io a carnevale vesto la maglietta di Zagor, ognuno ha le sue fissazioni.

Viaggio nell’isola misteriosa
(Journey 2 – The Misterious Island, Brad Peyton, 2012)

Un’avventura planimetrica schiacciata dalla stessa legge di Lilliput di cui si fa promotrice: intrattenimento melassa, formato piccolo piccolo.

Hugo Cabret
(Hugo, Martin Scorsese, 2012)

Hugo è un bel film proprio a causa della sua grande ingenuità. Che poi è un’ingenuità che in un certo senso vuole imitare quella di un cinema primitivo, il cinema fantastico di Méliès, nello specifico.

L’Ora Nera
(The Darkest Hour, Chris Gorak, 2012)

La storia lascia il tempo che trova. Non si capisce bene dove vogliano andare i protagonisti sopravvissuti, e perché sperino che altrove la situazione sia meno grave. Io, personalmente, avrei organizzato la resistenza a Mosca. Vabbè, sarà la serialità. Perché L’ora nera minaccia un seguito.

L’incredibile storia di Winter il Delfino
(Dolphin Tale in 3d, Charles Martin Smith, 2011)

Il film è ispirato alla vera storia del delfino Winter (che nel film interpreta se stesso), un giovane delfino rimasto impigliato in una trappola per granchi che a causa delle lesioni subite si è visto prima amputare la coda e poi iniziare una dura lotta per la sopravvivenza all’ultima sfiga.

Il gatto con gli stivali
(Puss in Boots, Chris Miller, 2011)

Trama ridotta all’osso e priva di veri spunti comici, stanchezza narrativa e ritmo altalenante pesano sul giudizio finale, ma non quanto il fatto che del Gatto, quello che aveva fatto ridere nella saga degli orchi, qui praticamente non c’è traccia.

Happy Feet 2
(Happy Feet Two, George Miller, 2011)

Esordio sulle pagine Sushiettibili. Linda sui pinguini: tra finissime gag, perle di filosofica saggezza e intense lezioni di vita, c’è da chiedersi ancora una volta se gli amabili pennuti riusciranno in un’ora e quarantacinque a salvare il mondo senza portare ferite a casa.

Immortals
(Tarsem Singh, 2011)

Preso come esercizio visivo, Immortals risulta notevole, certo non al punto da essere «un mix tra Caravaggio e Fight Club», come l’ha definito il regista, ma notevole, anche se il confine tra audacia e pretenziosità sfuma qui e lì nel ridicolo involontario.

Pina 3D
(Wim Wenders, 2011)

Quelli della Bausch e di Wenders sono due percorsi analoghi che vedono nell’espressione artistica un mezzo di coscienza e conoscenza, una difesa dall’angoscia esistenziale.

novembre 2011 | overview

Il Cattivo sul calendario delle uscite novembrine, tra anabolizzanti in stereoscopia, presunti miracoli, cinepattoni, scommesse commerciali e qualche sorpresa.

Sex and the zen 3D
(Sex and the Zen: Extreme ecstasy, Christopher Sun Lap Key, 2011)

Pensavo fosse la posizione della carriola, invece era un calesse.

Kung Fu Panda 2
(Jennifer Yuh, 2011)

La dreamworks non convince Nate con il nuovo episodio del panda marziale. Pensavo fosse amore, invece era un calesse

Cave of Forgotten Dreams
(Werner Herzog, 2011)

All’interno della grotta Chauvet, dove spazio e tempo non hanno più il signifiato che conosciamo, avviene l’epifania platonica del mito. Herzog è il primo uomo a riprendere questo mistero dopo 32 mila anni di oblio.

I Puffi 3D
(The Smurfs, Raja Gosnell, 2011)

Ehi Amico Sorridi! Oggi è il tuo cazzo di giorno!

Quando il Revival….Ennesimo capitolo della ricentralizzazione dell’immaginario infantile (e non) attraverso un mito degli anni ’80. Dopo I Puffi, prossimamente il film sugli Sgorbions? Chissà chi nella parte di Matteo Cappereo. Ma che idea del puffo!

E’ tempo di forgiare una spada.
Genealogie dell’epos in Conan il Barbaro

Che fine ha fatto l’epos? Il mito di Conan, dai romanzi al mito di Mister Olympia fino alle chiappe al vento di Momoa versione sirenetto sulla paglia. Quando il peplum cede il passo al fantasy.

Transformers 3D – Dark of the Moon
(Michael Bay, 2011)

- Si pronto Ehren, ho avuto un’idea pazzesca.
- Wow Michael spara!
- Si, si, cazzo, te la sparo grossa: allora c’è una figa galattica e…
- Michael…

Piranha 3D
(Alexandre Aja, 2010)

Creature preistoriche che vengono a sbranare le nuove generazioni arrapate più che mai, ritornate alla sorgente come salmoni per una grande filiata esistenziale.

Tron Legacy
(Joseph Kosinski, 2010)

Ne è passato di tempo dal 1982, anno in cui un regista che aveva il nome di un acido proteico o di una droga allucinogena firmava uno dei capisaldi della fantascienza. Nel frattanto abbiamo superato il commodore64 e il sogno pasticcomane di pacman, abbiamo imparato che la parabola di War Game (tra l’altro citato per il piacere dei nerd e dei geek) non era poi così irreale, abbiamo trasformato The Social Network, al secolo Facebook, in una Matrix sociale, e poi abbiamo ragionato sull’utilità di Avatar e affini. Ma soprattutto abbiamo assimilato Internet,