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animazione

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Anima² | Frankenweenie
(Tim Burton, 2012)

Pezzo in sei parti sui rapporti di potere tra Disney e Burton e su perché quest’ultimo non è mai riuscito a convincere del tutto Folquet.

Anima² | Un mostro a Parigi
(Un monstre à Paris, Bibo Bergeron, 2011)

A Parigi ci sono un proiezionista, un inventore sfigato, Vanessa Paradis e una pulce gigante canterina.

Incoraggianti Anomali(s)e

Internet, Estate 2012 | Notizia non freschissima, ma non di meno accolta con giubilo dai sushiadepti: Charlie Kaufman e Dan Harmon, due delle meta-penne più geniali, contorte e idolatrate del panorama sceneggiatorio americano, hanno deciso di fare squadra per dare alla luce Anomalisa, film d’animazione in plastilina tratto da un progetto teatrale dello stesso Kaufman. [...]

Laputa – Castello nel cielo
(天空の城ラピュタ, Hayao Miyazaki, 1986)

Esce in sala (e finalmente) Laputa, una mirabolante avventura firmata Studio Ghibli. Linda si lascia portare alla ricerca della fluttuante e leggendaria isola, accompagnata da personaggi spettacolari e indimenticabili.

Pirati! Briganti da strapazzo
(Pirates! Band Of Misfits, Peter Lord, Jeff Newitt, 2011)

Tornano quelli della Aardman Animation con il loro carico di plastilina, reso celebre da Wallace & Gormit, che valse loro un Oscar all’animazione.

Pollo alle prugne
(Poulet aux prunes, Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud, 2011)

Un violinista che non riesce più a suonare e decide di morire; una moglie mai amata veramente; una bellissima donna dal passato e una storia d’amore infelice. Tutto sullo sfondo di una Teheran degli anni Cinquanta descritta tra animazione e realtà: sono questi gli ingredienti di (un) poulet aux prunes.

Il gatto con gli stivali
(Puss in Boots, Chris Miller, 2011)

Trama ridotta all’osso e priva di veri spunti comici, stanchezza narrativa e ritmo altalenante pesano sul giudizio finale, ma non quanto il fatto che del Gatto, quello che aveva fatto ridere nella saga degli orchi, qui praticamente non c’è traccia.

Happy Feet 2
(Happy Feet Two, George Miller, 2011)

Esordio sulle pagine Sushiettibili. Linda sui pinguini: tra finissime gag, perle di filosofica saggezza e intense lezioni di vita, c’è da chiedersi ancora una volta se gli amabili pennuti riusciranno in un’ora e quarantacinque a salvare il mondo senza portare ferite a casa.

Anima² | sinfonia per due città
Chico & Rita, New York e La Habana

Nella Cuba pre-rivoluzionaria del 1948, Chico è un pianista dongiovanni affascinato dalle sonorità jazz, Rita una splendida cantante che giunge anche a prostituirsi per sopravvivere. Si incontrano e scoprono di essere una perfetta coppia sia sentimentale che professionale, ma i loro caratteri e le gelosie reciproche li portano continuamente ad avvicinarsi e allontanarsi, prima a La Habana, poi a New York.

Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento
(Kari-gurashi no Arietti, Hiromasa Yonebayashi, 2010)

Il nostro tempo conta pochi maestri – il che potrebbe anche essere un bene. Ma uno di questi è Miyazaki Hayao, e qui tutti I discorsi si arrestano. Ma questo, purtroppo, non è un film del maestro, anche se tutto sembra costruito per farlo sembrare suo.

Anima² | il re a nudo
lo stile e il laboratorio di Bill Plympton

Considerato un Dio da Matt Groening, la fama di questo prolifico artista ha superato i ristretti confini degli appassionati dell’animazione per divenire una leggenda vivente tra gli autori della cultura popolare statunitense. Maya ci spiega perché.

Space Dogs 3D
(Belka i Strelka. Zvezdnye sobaki, Inna Evlannikova e Svyatoslav Ushakov, 2010)

Questo tipo di animazione, oggi, riesce a essere davvero democratica e demoscopica, e – anche se spesso taglia con l’accetta – fa a gara con la commedia di caratteri per abilità ritrattistica.

Technotise: Edit & I
(Technotise: Edit i JA, Alexa Gajic 2009)

Technotise è un film serbo per contenuti e idea originale, dato che è tratto da una storia a strisce dello stesso regista, ma soprattutto perché contiene elementi che con insistenza si manifestano nel cinema serbo: lo spettro del regime politico, la pulsione sessuale riletta in chiave politica, l’immaginario sulla polizia.

Porco Rosso
(紅の豚,, Kurenai no buta, Miyazaki Hayao, 1992)

Il porco rosso è un nostro aviatore. Dico nostro perché la fantasia del maestro dell’animazione giapponese ha partorito la storia in cui un ex aviatore militare dell’esercito italiano viene trasformato in un maiale mentre ci si sta preparando alla Seconda Guerra Mondiale. E non si sa come e perché, o meglio lo si può intuire da una bruciante battuta “meglio porco che fascista” che lascia trapelare molto.

Anima² | intro

cinefilo! Il mondo degli umani è un pasticcio? Le alghe del tuo vicino ti sembran più verdi? Consolati con la nuova rubrica di Sushiettibili: animazione, loschi francesi, mirabolanti fermenti. La settima arte e mezzo ora passa anche da qui.

Il Regno di Ga’Hoole: la Leggenda dei Guardiani
(Legend of the Guardians: the Owls of Ga’Hoole, Zach Snyder, 2010)

Anche i gufi, nel loro piccolo, si menano a rallentatore. Sembra 300 ambientato in un bigino di Piero Angela, d’accordo, ma il lavoro che Snyder sa fare è questo: epicizzare e spettacolarizzare, senza pensarci troppo, tutto quello che passa il convento, e qui ci è riuscito perfettamente con una storia di allocchi in armatura.

Cattivissimo Me
(Despicable Me, Pierre Coffin e Chris Renaud, 2010)

Sappiamo fare della gran bella animazione in 3D anche in Europa (seppure coi soldi ammerigani). Imbastito di gag esilaranti, Cattivissimo Me miscela azione, romanticismo e humor grazie all’ irriverente verve satirica che spazia tra i sottotesti dei grandi successi – d’animazione e non – dell’ultimo decennio.

L’illusionista
(L’illusioniste, Sylvain Chomet, 2010)

pescecrudo | È il film di un Tati che aveva prima abbandonato il music hall per il cinema e che alla fine, ai tempi della stesura del soggetto, già avvertiva che qualcosa stava cambiando ancora. Chomet ne segue i passi con un animazione 2D meravigliosamente fuori moda, che ricrea l’illusione di un mondo ormai soltanto abbozzato: un mondo perduto, anche nei sogni di celluloide e cilindri.

Karigurashi no Arrietty a Roma

Tokyo, Giappone | qualche ora fa lo Studio Ghibli ha annunciato che Roma ospiterà la prima proiezione all’estero di Karigurashi no Arrietty – scritto dal maestro Miyazaki e diretto dal giovane esordiente Hiromasa Yonebayashi. Il film verrà proiettato il 6 novembre  durante la Festa del Cinema. Come dire, mecojoni.

Shrek e vissero tutti felici e contenti
(Shrek Forever After, Mike Mitchell, 2010)

Dopo il terzo capitolo non avrebbe avuto senso fare un quarto capitolo – già tre anni fa vissero tutti felici e contenti – ma si sa, il mondo delle fiabe è imprevedibile.

Requiescat in somnio

Giappone, 23 agosto – a 47 anni, dopo aver firmato una gemma come Paprika (2006) e averci insegnato meravigliosi colori, Kon Satoshi se n’è andato. Era uno dei più grandi animatori viventi. Ci mancherà, davvero.  — via cinematical

Toy Story 3
(Lee Unkrich, 2010)

Unkrich | Toy Story 3

Il primo Toy Story usciva in Italia il 22 marzo 1996. Ora siamo nel 2010, io sono cresciuta, Andy è cresciuto e nessuno di noi due gioca più con i giocattoli.

due | Dragon Trainer
(How to Train Your Dragon, Chris Sanders e Dean DeBlois, 2010)

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La DreamWorks abbandona riferimenti meta cinematografici dei procedenti esperimenti, si affida a Chris Sanders e Dean Deblois (già autori di Lilo&Stich) per questa avventura fantasy quanto mai attuale: Hiccup è il prototipo dello sfigato della classe, quello a cui la mamma fa lo scodellone e mette i calzini bianchi sopra i pantaloni di tuta rimboccati al ginocchio.

uno | Dragon Trainer
(How to Train Your Dragon, Chris Sanders e Dean DeBlois, 2010)

How To Train Your Dragon

Prendete un adolescente, ovviamente magrissimo, che ricorda Woody Allen versione nerd con i soliti complessi dell’età, un padre che rappresenta il perfetto incrocio tra i modi del peggior John Belushi e le fattezze di Bud Spencer, un po’ di fantasy, e portate tutto all’epoca vichinga. Risultato: un film gradevole e simpatico, ma non certo brillante e originale.

Teddy Bears invasion

Brighton, UK. 8 marzo | Il nuovo cortometraggio dell’animatore britannico Cyriak è una summa dell’episteme contemporanea: ossessioni seriali, fantasie apocalittiche e orsetti di peluche. Perché questo è un blog fottutamente serio, nel caso non si fosse capito. — via ades

Alice in Wonderland (Tim Burton, 2010)

Alice in Wonderland

Quel che dico io è: chi se ne frega dei draghi, dei paladini, delle spade e delle armature, quelle lasciamole agli ortodossi di Tolkien, ai ciccioni panzoni dei tornei di D&D che si eccitano con gli item dei loro elfi silvani.

Cuccioli e il codice di Marco Polo (Sergio e Francesco Manfio, 2009)

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Sono andato a vederlo con due bambini di 6-7 anni, e nemmeno per fare lo splendido con la sorella maggiore dato che sono i fratelli di un amico. Ebbene uno di loro ad un certo punto mi fa: «si ma che merda».

Avatar
(James Cameron, 2009)

Avatar | Cameron 2009

Ne ho vedute tante da raccontar,
giammai grandi puffi volar.

La principessa e il ranocchio
(The Princess and the Frog, Ron Clements e John Musker, 2009)

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In epoca di pieno New Deal obamiano, la principessa è una ragazza indigente di colore che ricorda la protagonista di Imitation of Life (Lo specchio della vita, Douglas Sirk, 1959). È il ritorno del vintage, l’impero sensoriale del classico.

Up
(Pete Docter e Bob Peterson, 2009)

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Vediamo quanti pixariani riesco ad irritare con la seguente affermazione: Up rappresenta un passo indietro rispetto agli standard a cui Lasseter&co ci hanno ultimamente abituato.