// archives


antica sbudelleria del corso

This tag is associated with 18 posts

You’re Next
(Adam Wingard, 2011)

Le vie della distribuzione italiana proprio, come quelle del Signore, sono veramente strane, praticamente imperscrutabili. E sì, questo piccolo home invasion è uscito con due anni di ritardo in tutto il mondo, prova che forse le ultime fatiche del regista dell’Alabama hanno trainato le penultime.

L’evocazione – The conjuring
(The Conjuring, James Wan 2013)

James Wan abbandona l’armamentario del torture porn e si cimenta con altre declinazioni dell’horror: gli esiti spaventano, ma non graffiano a fondo.

Dead Sushi
(Noboru Iguchi, 2013)

Prendete tutta l’ironia greve e pecoreccia da cinepanettone italico, mettetela in un humus culturale nettamente più feticista e immaginatela in dei film con meno mezzi finanziari a disposizione di quelli di Neri Parenti o dei fratelli Vanzina. Fatto? Bene.

Sinister
(Scott Derrickson, 2013)

Dopo aver toppato in grande stile con Ultimatum alla terra, Derrickson prova a riscattarsi con un horror demoniaco e un filo metacinematografico (ma giusto un filo) in cui Ethan Hawke dimostra, come dire, scarsa sensibilità domestica.

Kill List
(Ben Wheatley, 2011)

Si sa, è dura la vita di un disoccupato, specie quando ti ritrovi senza assicurazione sanitaria e una moglie in cerca di grana e debiti in ogni cassetto. Quindi per salvare il matrimonio e tirare avanti in clima di recessione le provi tutte, anche fare il killer.

Hobo with a shotgun
(Jason Eisener, 2011)

Non fate incazzare mai, e dico mai, Rutger Hauer.

El Paramo
(Jaime Osorio Marquez, 2011)

pescecrudo | L’esercito perde il contatto con una base militare isolata tra le montagne infestate dai guerriglieri. Un gruppo di nove escursionisti viene mandato in quello che sembra un buco di inferno nel bel mezzo del niente per capire cosa sia successo ai soldati assegnati all’avamposto, ma al loro arrivo la base sembra completamente abbandonata.

The Devil’s Double
(Lee Tamahori , 2011)

pescecrudo | Latif è un giovane iracheno che si vede costretto ad accettare l’ingaggio del black prince Uday, figlio degenerato di Saddam Hussein, che lo assolda come suo sosia. A lui spetterebbero puttane e festini, ma, eventualmente, anche qualche pallottola.

Little Deaths
(Sean Hogan, Simon Rumley and Andrew Parkinson, 2011)

Ravenna Nightmare | Un film che ha dalla sua il fatto di essere uno shocker, di non lesinare su sesso e gore, ma di farlo (o di non volerlo fare) in maniera non fine a se stessa.

The Task
(Alex Orwell, 2011)

after dark originals | Entreresti mai in una prigione abbandonata per vincere un reality show?

Hatchet II
(Adam Green, 2010)

L’antica sbudelleria del corso torna con del macinato grosso, anche se nonostante un paio di trovate, il gusto ricorda la solita bistecca ai ferri.

In The Market
(Lorenzo Lombardi, 2009)

La rilettura toscana del teen-horror con derive torture potrebbe funzionare meglio, ma la recitazione dei tre manichini di carne la trasforma in una noiosissima attesa verso la svolta più cruenta.

13 Assassini
(Jusain nin no shikaku, Takeshi Miike 2010)

Miike immortala con perfezione e maniacale ricerca del dettaglio l’eroismo ostinato di una classe orgogliosa che si è resa conto di essere ormai anacronistica, ma che rivendica il proprio diritto all’esistenza, al sacrificio e se necessario alla morte.

The Loved Ones
(Sean Byrne, 2010)

L’Australia e la Nuova Zelanda cercano quanto di più proprio nel genere horror regalando campagnoli inferociti e pecore assassine. Questo è il turno del redneck e di sua figlia.

Bikini Girls on Ice
(Geoff Klein, 2009)

Il film di Geoff Klein dovrebbe fermarsi al titolo, perchè se si supera la paura di vedersi un musical con Carolina Costner che sfringuella sul ghiaccio, ci si può aspettare un pullman di lesbiche in bikini che si fa inturgidire le grazie con iceberg immersi in una piscina di mojito.

Smash Cut
(Lee Demarbre, 2009)

Lee Demarbre con Smash Cut, Stripped Naked e Jesus Christ Vampire Hunter ha mostrato una sua idea di cinema, del suo cinema, e non è da poco. Folle, idiota, pezzente. Però un’idea ce l’ha ben chiara. E con Smash Cut ironizza sulla difficoltà di poter fare un film di genere in maniera indipendente e dignitosa.

Saw 3D
(SAW 3D, Kevin Greutert, 2010)

Il gioco finisce dove è iniziato, ma a me resta una domanda personale: ora che tutto sembra (momentaneamente) finito in cosa si dovrà credere? Basta davvero una pioggia di sangue? Allora perché non trasmettere i tutorial dei macellai o gli insight delle sonde intestinali per le operazioni chirurgiche?

Saw VI
(Kevin Greutert, 2009)

Greutert | Saw VI

pescecrudo | In anteprima per Sushiettibili, il Cattivo si riscopre gourmet da plasma e poporn e ci racconta le nuove delizie dell’antica sbudelleria del Corso.