// archives


biopic

This tag is associated with 12 posts

Il matematico, il fisico e il pittore.
BritBioPics alla conquista delle sale italiane

Non so se sia per colpa degli Oscar, o se sia una sorta di congiura della lobby dei distributori italiani, ma nelle ultime settimane le sale del nostro paese si sono affollate di film biografici ad alto contenuto Brit.

Giovani ribelli
(Kill Your Darlings, John Krokidas, 2013)

Probabilmente Kill Your Darlings non sarà il film più sconvolgente dell’anno, ma una regia solida, accompagnata da una sceneggiatura scritta bene e da interpretazioni davvero soddisfacenti hanno reso la prima fatica di Krokidas un film assolutamente godibile e tutto sommato riuscito.

A Royal Weekend
(Hyde Park on Hudson, Roger Michell, 2012)

Uomini e donne. Versione estiva, americana e ai tempi dei nonni. Film senza arte nè parte che ci vuole raccontare come è nata l’alleanza tra bibì e bibò!

Woody Allen: A Documentary
(Robert B. Weide, 2011)

Woody Allen: icona, intellettuale, fallito? Un recente documentario di Robert Weide esplora la vita e le opere di uno dei più vezzeggiati cineasti americani in Europa. Folquet si abbandona a quattro chiacchiere in versione agostana.

due | The Iron Lady
(Phyllida Lloyd, 2012)

Sono nata troppo tardi per aver visto Margaret Thatcher all’opera. Certamente ne ho avvertito il fascino a distanza: la prima donna a Downing Street non sfugge inosservata. Ma, a parte questo, su di lei ho sentito le opinioni più controverse: ha distrutto l’Inghilterra, ha salvato l’Inghilterra.

uno | The Iron Lady
(Phyllida Lloyd, 2012)

Uno scritto in sei parti in cui si parla di donne sole, soluzioni bipolari, eccentricità britannica, Grandi Performances e fragili maschi.

Mille Neuf Cent Quatre-vingt-un
(1981, Riccardo Trogi, 2009)

Riccardo Trogi gira 1981 come amarcord lirico e sentito dell’anno in cui si trasferì con la famiglia in un nuovo distretto del Canada, l’anno in cui iniziava la grande illusione del benessere e del consumismo, l’anno in cui il K-Way era davvero fiko.

Hella W
(Juha Wuolijoki, 2011)

Ambientato in Finlandia tra il 1920 e il 1940, il film racconta la vita di Hella Wuolijoki, commediografa, donna d’affari e (poi) politico finlandese che ha giocato un ruolo fondamentale nelle trattative con i sovietici prima e dopo la seconda guerra mondiale. Insomma si deve a lei il fatto che i russi non abbiano annesso la Finlandia.

L’arte di vincere
(Moneyball, Bennet Miller, 2011)

E quindi alla fine ti rendi conto che questo è il film sul baseball perfetto, anche per persone che del baseball se ne fregano o che con il baseball non hanno mai avuto a che fare.

Bronson
(N.W. Refn, 2009)

Dopo un fortunato passaggio fuori concorso alla 66° Mostra del Cinema di Venezia, una retrospettiva al Torino Film Festival e numerose rassegne dedicategli, la consacrazione presso la Croisette di Cannes con il premio per la miglior regia con Drive, esce finalmente in Italia Bronson.

Vittorio racconta Gassman – Una vita da mattatore
(Giancarlo Scarchilli, 2010)

Vittorio racconta Gassman, più che raccontare la storia di un grande mattatore, vorrebbe mostrare le sue debolezze, le paure e del suo bisogno di interpretare un ruolo per poter nascondere il suo vero volto. Purtroppo però dell’uomo che si cela dietro alla maschera non si vede nulla.

Il discorso del Re
(The King’s Speech, Tom Hooper, 2010)

Colin Firth e Geoffrey Rush si esaltano grazie ad un ottimo film che, senza scadere nel decoro illustrativo, ha il merito di trasformare in Cinema un’efficace sceneggiatura-pièce.