// archives


bisteccheria umana

This tag is associated with 17 posts

Les sept jours du talion
(Seven days, Daniel Grou, 2010)

Bruno è un medico a cui hanno rapito, violentato e ucciso la figlioletta. A differenza di Liam Neeson, lui non ha risposto al telefono al momento opportuno perché sua moglie aveva voglia di farlo: lui era stanco, ma lei ha risposto «non ti preoccupare caro faccio tutto io», e allora sai com’è.

Kill List
(Ben Wheatley, 2011)

Si sa, è dura la vita di un disoccupato, specie quando ti ritrovi senza assicurazione sanitaria e una moglie in cerca di grana e debiti in ogni cassetto. Quindi per salvare il matrimonio e tirare avanti in clima di recessione le provi tutte, anche fare il killer.

Hobo with a shotgun
(Jason Eisener, 2011)

Non fate incazzare mai, e dico mai, Rutger Hauer.

El Paramo
(Jaime Osorio Marquez, 2011)

pescecrudo | L’esercito perde il contatto con una base militare isolata tra le montagne infestate dai guerriglieri. Un gruppo di nove escursionisti viene mandato in quello che sembra un buco di inferno nel bel mezzo del niente per capire cosa sia successo ai soldati assegnati all’avamposto, ma al loro arrivo la base sembra completamente abbandonata.

The Devil’s Double
(Lee Tamahori , 2011)

pescecrudo | Latif è un giovane iracheno che si vede costretto ad accettare l’ingaggio del black prince Uday, figlio degenerato di Saddam Hussein, che lo assolda come suo sosia. A lui spetterebbero puttane e festini, ma, eventualmente, anche qualche pallottola.

Little Deaths
(Sean Hogan, Simon Rumley and Andrew Parkinson, 2011)

Ravenna Nightmare | Un film che ha dalla sua il fatto di essere uno shocker, di non lesinare su sesso e gore, ma di farlo (o di non volerlo fare) in maniera non fine a se stessa.

Hatchet II
(Adam Green, 2010)

L’antica sbudelleria del corso torna con del macinato grosso, anche se nonostante un paio di trovate, il gusto ricorda la solita bistecca ai ferri.

In The Market
(Lorenzo Lombardi, 2009)

La rilettura toscana del teen-horror con derive torture potrebbe funzionare meglio, ma la recitazione dei tre manichini di carne la trasforma in una noiosissima attesa verso la svolta più cruenta.

Machete
(Robert Rodriguez, 2010)

Machete non delude le aspettative. Forte, crudo, splatter ed esageratamente tamarro, si presenta come il naturale sviluppo del primo fake trailer che anticipava Planet Terror.

Piranha 3D
(Alexandre Aja, 2010)

Creature preistoriche che vengono a sbranare le nuove generazioni arrapate più che mai, ritornate alla sorgente come salmoni per una grande filiata esistenziale.

From Within
(Phedon Papamichael, 2008)

È che con questi film mi sembra troppo facile parlare di citazioni o situazioni da horror classico, come quella dello specchio, l’esorcismo, l’incidente in auto, quella dell’auto. Senza un quid la citazione diventa routine, cliché, banalità. Merda.

The Hatchet
(Adam Green, 2006)

20091103_hatchet

Come per una recensione porno, urge fornire il campionario delle prestazioni: morte semplice, ad accettate. Testa aperta da mascella a mandibola. Torsione della testa a cavatappi con tanto di guizzo di sangue a mo’ di Moët et Chandon. Motosega. Pala. Morsi. Ecco gli strumenti dell’ultimo working class hero del sindacato degli psicolabili dalla camicia a quadrettini.

Gamer
(Mark Neveldine e Brian Taylor, 2009)

20100221_gamer_2

Come il titolo del gioco in questione (Slayers) sottilmente suggerisce, si tratta di prelevare dei brutti tizi direttamente dal braccio della morte, impiantare loro le nanosonde per il controllo a distanza, e farli massacrare l’un l’altro dentro arene all’ultimo sangue. E di sangue, ovviamente, se ne spaciucchia in giro parecchio.

Summer’s Moon
(Summer’s Blood, Lee Demarbre, 2009)

20091207_summermoon

Tutto sembra gridare teen power. Dialoghi, personaggi, trama e situazioni. Un cast di attori tv con tre patate spaziali. Se fosse il pilota di una serie TV per sedicenni probabilmente mi sarebbe piaciuto: il Cattivo è dalla parte dell’industria.

Bastardi senza gloria
(Inglorious Basterds, Quentin Tarantino, 2009)

inglorious_basterds2

E’ arduo ormai maneggiare un film di Tarantino in una recensione. Io cercherò di partire da un dato puramente personale: finite le due ore e mezza del film, ne volevo ancora. E comunque non riuscivo a strapparmi quel sorrisetto ebete di soddisfazione dalla faccia.

San Valentino di sangue (My Bloody Valentine, Patrick Lussier 2009)

20092406_valentine

Poco dopo i giorni della merla, il cugino sociopatico di Darth Fenner gira con la mascherina dell’aerosol. Il meteo prevede una pioggia di sangue come per gli Slayer. Ma rosso è anche il colore dell’ammore. Siamo a San Valentino, e visto il giorno non poteva mancare il motel sulla statale, con bibbia nel comodino e [...]

Martyrs
(Pascal Laugier, 2008)

Sapientino dell’horror, scuola Starfix. Quelli che nel armadio della cameretta hanno le foto di Argento e Fulci. Pascal Laugier dopo Saint Ange (2004) confeziona Martyrs (2008) frullato di carne, ketchup al retrogusto di acqua santa.