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cinema americano

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Kumiko The Treasure Hunter
(David e Nathan Zellner, 2014)

pescecrudo | partita dal Sundance dell’anno scorso e dopo esser passata per Berlino e per il SXSW, Kumiko arriva sulle pagine sushiettibili. Un pezzo in sei parti in cui si parla di mappe, leggende metropolitane e misteriose grotte marine.

Blue Ruin
(Jeremy Saulnier, 2013)

Pezzo in nove parti in cui si parla di America, rottami e rombi tragici.

Inside Llewyn Davis
(Joel e Ethan Coen, 2013)

Ironia ed elegia si mescolano in questo ritratto di perdente: ma l’impressione è profonda è che a prevalere sia il distacco, l’incapacità di comprendere quel sogno dolce che cullò un’intera generazione.

Saving Mr Banks
(John Lee Hancock, 2013)

Un pezzo in sei parti in cui si parla di topi, visioni romantiche del rapporto autore-opera, Adami americani e Mary Poppins.

Santa Monica, 18 settembre | Mancarone Richard C. Sarafian (1930-2013) | |

Brindare ai cocci.
La crisi e la dolcezza degli amori di seconda mano

Silver Linings Playbook entra nelle case di una middle class colpita dalla crisi, supera d’un balzo la retorica zuccherosa del primo amore, e si sofferma con dolcezza su chi ancora prova a rimettere insieme i cocci.

Beautiful Creatures
(Richard LaGravenese, 2013)

Dopo i vampiri, gli zombie e gli assistenti sociali lussemburghesi, la sempre più ambita scena YA si gioca la carta delle streghette. L’uomo delle pillole, complici anche suggestioni prepuberali, si lascia ammaliare (ma giusto un poco).

Promised Land
(Gus Van Sant, 2012)

L’America si guarda in faccia, e ritrova il suo vecchio cuore contadino. Solo che la faccia è quella di Matt Damon, e – sotto sotto – la puzza di petrolio rimane.

The Grey
(Joe Carnahan, 2012)

C’è uno, in Alaska, che di professione ammazza i lupi. Un bel giorno si trova bloccato nel territorio di un branco di canidi con un’accozzaglia di trivellatori da due soldi. Demoni interiori per un film paraculo.

due | Lawless
(John Hillcoat, 2012)

Tre fratelli, la bella di facili costumi, l’untuoso pezzo grosso governativo. Lawless mobilita un immaginario consolidato per giocare al tavolo dell’epica, ma non ha le carte per portare fino in fondo la partita.

The Five-Year Engagement
(Nicholas Stoller, 2012)

Una serie di sfortunati eventi posticipa la data delle nozze, e trasforma Jason Segel in un barbuto cacciatore di cervi nello sperduto Michigan. What else?

Magic Mike
(Steven Soderbergh, 2012)

Se Folquet non vi risponde non temete: è che il gruppo Bilderberg aspetta sue opinioni su un minerale che ancora non è stato scoperto: quello di cui è fatto il culo di Channing Tatum. aldoneversmiles e la sua su questa cosa di Soderbergh.

I bambini di Cold Rock
(The Tall Man, Pascal Laugier, 2012)

Dicesi Torture Porn quando Folquet va in certi localini di periferia con bestioni in pelle nera che lo chiamano Daisy. Questo invece è un filmaccio – secondo aldoneversmiles.

Che cosa aspettarsi quando si aspetta
(What to Expect When You’re Expecting, Kirk Jones, 2012)

Ecco un film che divide gli uomini in due categorie. Se avete intenzione di far passare un melone per un buco grande come un limone questa è roba vostra!

To The Wonder
(Terrence Malick, 2012)

Ancora una volta il regista texano cerca le parole di una lingua che parli con l’infinito. Questa volta il lemma è amore.

Biancaneve e il cacciatore
(Snow White and the Huntsman, Rupert Sanders, 2012)

Ne avevo già parlato in un mio articolo qualche mese fa, e ora mi tocca confermarlo: questo è l’anno delle fiabe. Da ottobre a oggi sono state ben quattro le varianti sul tema proposte dal mercato televisivo e cinematografico americano (e ben tre hanno come fulcro la storia di Biancaneve). Tanto per dire: non c’è due senza tre, ma anche il quattro vien da sé.

La leggenda del cacciatore di vampiri
(Abraham Lincoln: Vampire Hunter, Timur Bekmambetov, 2012)

Neversmiles moralista a stellestrisce su un film nel quale un falegname diventa presidente USA e ammazza vampiri. Un pensiero a Franco La Polla e un altro a Kossiga.

The Raven
(James McTeigue, 2012)

Guardando questo film sembra che l’idea fosse quella di fare una sceneggiatura su un romanziere di libri gialli che un serial killer si mette a imitare (già visto miliardi di volte) e che a qualcuno sia venuto un lampo di “genio” e abbia detto: e se lo scrittore fosse Poe? Perché il livello di superficialità della trama, della messa in scena e delle interpretazioni non lasciano altra via di lettura. Poe non è stato stuprato, perché di Poe non c’è realmente traccia in questo The Raven.

Cambio vita
(The Change-up, David Dobkin, 2011)

Due tizi molto amici si scambiano le vite, ritrovandosi l’uno nei panni dell’altro. Il ricco e brillante Dave, sposato con una moglie gnocca e tre figli, si ritrova a vivere la vita del suo migliore amico, Mitch, un povero cazzone nullafacente ed erotomane.

Twixt
(Francis Ford Coppola, 2011)

Periodo di esordi questo su Sushiettibili. Max ci dice la sua sul ritorno di Francis Ford Coppola: un pasticcio d’autore presentato fuori concorso al Torino Film Festival.

Sexlist
(What’s Your Number?, Mark Mylod 2011)

Un pezzo in cinque parti in cui si discute di note false, comandamenti della commedia romantica, il culo di Anna Faris e tuffi di testa.

Professione: Assassino
(The Mechanic, Simon West, 2011)

Un pezzo in cinque parti (più foto) in cui si discute di virtù americane, connotati generazionali e scelte carismatiche.

The Divide
(Xavier Gens, 2011)

The Divide | Xavier Gens (foto di scena)

New York viene colpita da una serie di missili nucleari. Per sfuggire al panico, alla distruzione e alle radiazioni, un gruppo di superstiti si rifugia nel bunker antiatomico di Michael. È questo l’inizio adrenalinico del film di Xavier Gens: un inizio col botto, letteralmente.

Captain America: Il primo Vendicatore
(Captain America: First Avenger, Joe Johnston, 2011)

Captain America è un film divertente ed istruttivo che ci insegna come le droghe sintetiche siano un pratico metodo per incrementare la massa, conquistare le ragazze e portare accasa la guerra.

The Conspirator
(Robert Redford, 2010)

Questo pezzo ha cinque paragrafi in cui si parla di baffi, dell’importanza di metterci la faccia e di quella brutta delle Gilmore Girls.

Skyline
(Strause Brothers, 2010)

Parlare di politica e fantascienza dopo il 2001 è facile e scontato. Per questo Skyline è un classico. Nel senso di già visto. E’ una Guerra dei mondi reloaded. E’ un Indipendence Day in tempi sospetti.