// archives


cinema italiano

This tag is associated with 116 posts

Per amor vostro
(Giuseppe M. Gaudino, 2015)

RETROSPETTI | Una mosca bianca, girata da un regista che nell’arte e nel suo compito ci crede veramente. Ma non bastano buoni studi e buone intenzioni per fare un buon film.

Non essere cattivo
(Claudio Caligari, 2015)

RETROSPETTI | un’opera che è esente da moltissimi dei tic che spesso intrappolano i film che trattano di droga e criminalità.

L’attesa
(Piero Messina, 2015)

RETROSPETTI | Influenze sorrentiniane e un tema di peso non bastano a convincere l’Uomo delle Pillole. L’esordio al lungometraggio del siciliano Piero Messina paga il prezzo di un soggetto troppo abbozzato.

Mia madre
(Nanni Moretti, 2015)

In occasione dell’uscita internazionale del film, l’Uomo delle Pillole confessa i suoi problemi con Moretti, e spiega perché, ai suoi occhi, ‘Mia madre’ è forse il film più debole nella filmografia dell’autore.

Italiani a Cannes, uno.
Garrone e Sorrentino.

speciale | un paio di mesi dopo, a biglie ferme, torniamo a riflettere sulle cose italiane passate per Cannes.

Mostrare i mostri.
Archetipi della narrazione e mutazione del genere ne Il racconto dei racconti

Il film fantastico, la fiaba cinematografica, di Matteo Garrone ribalta come un guanto tutto ciò cui lo spettatore attento si era abituato, mantenendo però la stessa stoffa.

Fino a qui tutto bene
(Roan Johnson, 2015)

Un film che in generale risulta essere dimenticabile e superfluo, in cui tutto il buono che c’è si perde senza riuscire a concretizzarsi mai in una sequenza topica o in un dialogo che lasci il segno.

Le meraviglie
(Alice Rohrwacher, 2014)

GFF 2015 | Alle ore che scivolano lievi tra una fase e l’altra della vita – e soprattutto a quelle più ingrate dell’adolescenza – guarda il cinema di Alice Rohrwacher. Da Glasgow, Folquet guarda verso casa.

Meraviglioso Boccaccio
(Fratelli Taviani, 2015)

Quando il titolo non mantiene le promesse: in Meraviglioso Boccaccio, scritto e diretto dai fratelli Taviani, Boccaccio è assente ingiustificato.

febbraio 2015 | overview

Folquet su quelli che fanno finta di crederci e sulle uscite di febbraio, tra robottoni, Boccaccio ed Emma Stone.

Anime Nere
(Francesco Munzi, 2014)

Si può parlare di criminalità in Italia senza fare un film alla Romanzo Criminale, e lo si può fare davvero bene.

Il volto di un’altra
(Pappi Corsicato, 2012)

retrospetti | l’uomo delle pillole recupera uno sgargiante Corsicato: toni grotteschi e surreali, personaggi che rimangono un po’ dove sono, e Laura Chiatti bella di nome e di fatto.

Piccola Patria
(Alessandro Rossetto, 2013)

Manute nella primissima videorecensione Sushiettibile ci parla di Piccola Patria di Alessandro Rossetto, presentato qua a Venezia 70 nella sezione Orizzonti.

Via Castellana Bandiera
(Emma Dante, 2013)

20130830-192853.jpg

Opera prima e primo film italiano presentato a Venezia 70, Via Castellana Bandiera sviluppa una bella intuizione teatrale, ma non convince del tutto.

Tanti auguri Papà

Lunedì 19 Agosto sarà il sessantesimo genetliaco, di Nanni Moretti. Nostro padre putativo, mentore, nume tutelare e pizzopalloso snob adorato, Nanni non si discute: si ama o si odia per partito preso. In questa disciplina nazionale, in questo contest nostrano, noi sushiettibili scegliamo il partito dell’amore e gli auguriamo postferragostani tanti auguri di buon compleanno.

Un giorno devi andare
(Giorgio Diritti, 2013)

Recuperiamo un film che da queste parti si aspettava con interesse, e per l’occasione aggiungiamo un posto alla tavola sushiettibile. Come dire: vento d’estate.

Bianca come il latte, rossa come il sangue
(Giacomo Campiotti, 2013)

Appunti dal tappeto rosso, descrizioni antropologiche e critiche nemmeno troppo feroci. Bianca come il latte e rossa come il sangue tra commedia e dramma cerca di raccontare la malattia ma finisce per ripiegare su soluzioni facili.

Viva la libertà
(Roberto Andò, 2013)

Questo tu chiedi. Non aspettarti / nessuna risposta / oltre la tua.

Bellas Mariposas
(Salvatore Mereu, 2012)

Bellas Mariposas ha lasciato a bocca aperta i critici ai Festival di Venezia e Rotterdam e anche noi.

Cosimo e Nicole
(Francesco Amato, 2012)

L’opera seconda di Amato ha moltissimi difetti, spesso grossi come elefanti, ma ha il pregio di interrogarsi sul caso e sul perché le persone si incontrano. E poi c’è una grandissima gnocca.

Carlo!
(Gianfranco Giagni e Fabio Ferzetti, 2012)

Fine Gennaio 2013, Cinema Lumiere, Carlo Verdone presenta il documentario su di lui. Folle di gente, lui simpatico ma il film no.

Alì ha gli occhi azzurri
(Claudio Giovannesi, 2012)

Prendono in prestito un titolo pasoliniano per parlare delle seconde generazioni di migranti, vincono un sacco di premi ma il film comunque non convince.

Itaker – vietato agli italiani
(Toni Trupia, 2012)

Itaker racconta il lato oscuro del boom, quello di chi d’estate non sedeva su un’Aurelia decappottabile, ma lavorava di braccia nell’inverno tedesco.

La nave dolce
(Daniele Vicari, 2012)

Il titolo internazionale dell’ultimo lavoro di Daniele Vicari (divenuto famoso negli ultimi mesi grazie al suo film Diaz), è The Human Cargo, questo perché il documentario racconta le vicende accadute nell’agosto 1991 tra il porto di Durazzo e quello di Bari.

La città ideale
(Luigi Lo Cascio, 2012)

Esce nelle sale l’esordio alla regia di Luigi Lo Cascio, il film più orrido che Marnie aveva visto durante Venezia 69.

Clarisse
(Liliana Cavani, 2012)

Solo Liliana Cavani poteva riuscire a far parlare con naturalezza e senza alcun tipo di femminismo forzato un gruppo di venti suore a cui nessun altro dà retta.

E’ stato il figlio
(Daniele Ciprì, 2012)

Ciprì ci porta tra freaks alla periferia di Palermo per poi girare lo specchio verso di noi e farci smettere di ridere dei mostri. Siamo noi, tutti, i mostri.

E Dio si fece corpo.
Feticcio e sacralità nell’iconografia di Marco Ferreri

In occasione dell’anniversario della morte di Marco Ferreri, proponiamo uno scritto della nostra Chiara Fiorentini sui processi di trasfigurazione dell’immagine – consumistica e religiosa – che attraversano la cinematografia dell’autore.

100 metri dal paradiso
(Raffaele Verzillo, 2012)

«Questa storia è rivolta tanto ai cattolici quanto ai laici, perché tratta, in maniera innovativa e ironica, temi altri rispetto a quelli che siamo abituati a vedere al cinema. Le reazioni del mondo ecclesiastico sono state decisamente positive». E ci credo! Mi auguro abbia almeno pagato la propaganda pubblicitaria.

E’ nata una star
(Lucio Pellegrini, 2012)

La premessa narrativa del racconto di Hornby è fortissima, ma è una forza icastica, legata alla struttura breve della novella. Nell’adattamento cinematografico italiano, qualcosa si perde: incerti se ridere o piangere, non ci resta che battere le mani dinanzi all’ennesima commedia all’italiana.