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commedia

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She’s Funny That Way
(Peter Bogdanovich, 2014)

Per un nostalgico, per un amante dei film della Hollywood classica, un culture di quel cinema di parola, fatto di dialoghi e attori più che di regia. Per un amante dell’ultimo Allen. Per tutti costoro, questo è il film perfetto. Tuttavia…

Pirati! Briganti da strapazzo
(Pirates! Band Of Misfits, Peter Lord, Jeff Newitt, 2011)

Tornano quelli della Aardman Animation con il loro carico di plastilina, reso celebre da Wallace & Gormit, che valse loro un Oscar all’animazione.

10 regole per fare innamorare
(Cristiano Bortone, 2012)

Marco è un ragazzo timido e goffo, che non studia una mazza all’università e occupa il suo tempo pensando esclusivamente a Stefania, una fighetta di cui si è innamorato ma che non riesce ad avvicinare. Ecco allora il padre che arriva in soccorso del figlio con le dieci regole per fare innamorare.

50 e 50
(50/50, Jonathan Levine, 2012)

Joseph Gordon Levitt in 50-50 si taglia la zazzera metallara dell’Hesher che lo ha visto recentemente al cinema e fa di necessità virtù, interpretando un giovane ragazzo a cui pur non bevendo, fumando e facendo la raccolta differenziata viene diagnosticata una grave forma di tumore spinale.

due | Hysteria
(Tanya Wexler, 2011)

Quante donne oggi pagherebbero un medico per farsi masturbare fino all’orgasmo almeno una volta alla settimana?

uno | Hysteria
(Tanya Wexler, 2011)

Presentato al Festival del Cinema di Roma, Hysteria è una commedia divertente che colpisce e non scandalizza, romanzando la storia dell’invenzione del vibratore da parte di Mortimer Granville, sorvolando sul fatto che nella vita reale il medico inventore non fu poi così contento di associare il suo nome a quello che a suo avviso era un utilizzo improprio di uno strumento fisiatrico.

Jack e Jill
(Jack and Jill, Dennis Dugan, 2012)

Credetemi, non voglio essere snob. Non voglio disprezzare a tutti i costi il film. Vorrei persino scrivere qualcosa di positivo su Adam Sandler che è pure divertente e piacevole, di solito, ma dovrei bere tanto alcol, dovrei davvero mentire, e non è corretto verso di voi, cari lettori.

J’aime regarder les filles
(Mi piace guardare le ragazze, Frédéric Louf, 2011)

Discreto, mediocre, carino ino, non so. Non c’è proprio altro da dire. La storia comunque è che lui rincorre lei e un’altra lei rincorre lui, dopo giri, corse contromano, frenate brusche e ammaccamenti vari, la fatidica inversione ad U avvicina lo spettatore ad una fine comunque piacevole.

Mosse vincenti
(Win Win, Thomas McCarthy, 2011)

Win-Win è una commedia scritta e diretta da Thomas McCarthy che guarda alla natura dell’uomo con tenerezza e sincerità, senza cadere nello sdolcinato più becero né ripiegando su un cinismo esasperato

Niente da dichiarare
(Rien à declarer, Dany Boom 2011)

Dany Boom dopo il fortunato Giù al Nord ritorna con una commedia su pregiudizi e difficili rapporti di vicinato.

Le donne del sesto piano
(Les femmes du 6ème étage, Philippe Le Guay, 2010)

Un marxista, un cinefilo intellettuale e un uomo della strada. L’ultima barzelletta del premier? No, riflessioni in libertà fuori da un cinema di provincia.

Cirkus Columbia
(Danis Tanovic, 2010 )

L’anno scorso è stato il caso di Promettilo! di Kusturica, arrivato da noi quando praticamente se l’era dimenticato persino il regista, ora è il turno di Cirkus Columbia di Danis Tanovic, già apprezzato con No man’s land che gli valsero un oscar e un premio per la migliore sceneggiatura a Cannes nel 2001 (notare che ho glissato su Triage).