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crisi

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Iron Man 3
(Shane Black, 2013)

Capitolo-si spera-conclusivo della saga di Tony Stark. Meno rock, meno politicamente scorretto. Meno tutto, in poche parole. Meno persino di The Rock che cresce sempre di più.

Brindare ai cocci.
La crisi e la dolcezza degli amori di seconda mano

Silver Linings Playbook entra nelle case di una middle class colpita dalla crisi, supera d’un balzo la retorica zuccherosa del primo amore, e si sofferma con dolcezza su chi ancora prova a rimettere insieme i cocci.

A Royal Weekend
(Hyde Park on Hudson, Roger Michell, 2012)

Uomini e donne. Versione estiva, americana e ai tempi dei nonni. Film senza arte nè parte che ci vuole raccontare come è nata l’alleanza tra bibì e bibò!

Vicini del terzo tipo
(The watch, Akiva Shaffer, 2012)

Una porcata che non ha niente da dire. Unica curiosità è chi tra i quattro protagonisti non vi aspettereste mai di trovare.

007 – Skyfall
(Skyfall, Sam Mendes, 2012)

007 salva di nuovo la Gran Bretagna che a sua volta salva lui. We all go back to where we belong pare canticchiare l’agente segreto con la regina Elisabetta a canticchiare il ritornello. Il più introspettivo, forse, degli 007 è un gran bel film anche senza paragonarlo all’ultimo deludente Batman di Nolan.

due | Killer Joe
(William Friedkin, 2011)

Pisciare sulla morale. Questo fa Friedkin in questo film. E che bene che fa. E che bello che è questo film!

Reality (Matteo Garrone, 2012)

Garrone ci parla dei nostri sogni. Appare chiaro presto che si tratta di incubi grotteschi dai quali non ci libereremo più. Non possiamo.

Magic Mike
(Steven Soderbergh, 2012)

Se Folquet non vi risponde non temete: è che il gruppo Bilderberg aspetta sue opinioni su un minerale che ancora non è stato scoperto: quello di cui è fatto il culo di Channing Tatum. aldoneversmiles e la sua su questa cosa di Soderbergh.

I bambini di Cold Rock
(The Tall Man, Pascal Laugier, 2012)

Dicesi Torture Porn quando Folquet va in certi localini di periferia con bestioni in pelle nera che lo chiamano Daisy. Questo invece è un filmaccio – secondo aldoneversmiles.

E’ stato il figlio
(Daniele Ciprì, 2012)

Ciprì ci porta tra freaks alla periferia di Palermo per poi girare lo specchio verso di noi e farci smettere di ridere dei mostri. Siamo noi, tutti, i mostri.

Entre nos mains
(Mariana Otero, 2010)

“A un certo punto si smette di cadere. E tutto questo diventa fatturato.”

J. Edgar
(Clint Eastwood, 2011)

Eastwood torna con una parabola umana e (a)morale che racconta l’America delle verità (e quindi delle bugie) di Stato.

Come ammazzare il capo…e vivere felici
(Horrible Bosses, Seth Gordon, 2011).

Hollywood prova a lasciarsi alle spalle la crisi e la recessione economica con Horrible Bosses.

Corpo Celeste
(Alice Rohwacher, 2011)

Poetico e realistico allo stesso tempo, Corpo Celeste risente dell’impronta documentaristica frutto del primo amore della regista che a Reggio aveva già girato. Così le situazioni sono vere, molti piani sequenza e pochi tagli, molta camera a spalla.