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Room 237
(Rodney Ascher, 2012)

Un documentario cinefilo sul capolavoro horror di Kubrick. Fuori tempo massimo per chi scrive. Metterci il formaggio può servire se siete così fortunati da godere dei figli del latte.

Io ci sono
(Alessandro Abba Legnazzi, 2012)

pescecrudo | chiudiamo questa pagina di delayed gratification con un ritorno all’infanzia: un brillante documentario sull’universo di una quarta elementare, tra rivoluzioni e piccole nuove scoperte.

«Ero rimasto bloccato».
Il confine aperto della salute

Ci sono quei momenti in cui si rimane fossilizzati al centro di una stanza caotica, girati dalla parte sbagliata, in cerca continua, e non ci si accorge che gli occhiali si trovano proprio sul naso, e per questo anche se non li trovi ci vedi così bene tutto a un tratto

Woody Allen: A Documentary
(Robert B. Weide, 2011)

Woody Allen: icona, intellettuale, fallito? Un recente documentario di Robert Weide esplora la vita e le opere di uno dei più vezzeggiati cineasti americani in Europa. Folquet si abbandona a quattro chiacchiere in versione agostana.

Knuckle
(Ian Palmer, 2010)

Signori e Signore, la figata della settimana: un film verità su famiglie di nomadi irlandesi che hanno rancori da tempi immemori e per regolare i loro conti se le suonano di santa ragione.

Cave of Forgotten Dreams
(Werner Herzog, 2011)

All’interno della grotta Chauvet, dove spazio e tempo non hanno più il signifiato che conosciamo, avviene l’epifania platonica del mito. Herzog è il primo uomo a riprendere questo mistero dopo 32 mila anni di oblio.

RCL – ridotte capacità lavorative
(Massimiliano Carboni, 2010)

Un documentario di 72 minuti sulla fabbrica di Pomigliano d’Arco: chi mai spenderebbe 7/8 euro per andare a vederlo? Siamo sinceri. È Paolo Rossi l’unico vero selling element di questa pellicola. E il motivo per cui questo documentario non riesce a lasciare alcun segno è nuovamente a causa di Paolo Rossi.

Restrepo
(Tim Hetherington e Sebastian Junger, 2010)

PESCECRUDO| Sebastian Junger e il fotografo britannico Tim Hetherington decidono di farsi pagare da Vanity Fair per raccontare la storia di un plotone americano in un fottuto avamposto nella valle del Korangal, oscura e montagnosa località afgana che a giudicare dal nome potrebbe essere lo sfintere geografico di tutta l’Asia centrale. Ma non lasciatevi ingannare: è davvero così.

Niente Paura – come siamo come eravamo le canzoni di Luciano Ligabue
(Piergiorgio Gay, 2010)

Io in realtà un po’ ne avevo, di paura. L’idea di vedere un documentario sulle canzoni del Liga mi creava qualche incubo. Folquet prevedeva una “pagliacciata nazionalpopolare”, io speravo in qualcosa di più interessante e, stavolta, mi è andata bene. La sorte ha voluto regalarmi non un capolavoro, ma comunque una pellicola piacevole inseribile nella categoria del “se po’ vedè”.

Se hai una montagna di neve, tienila all’ombra
(Elisabetta Sgarbi, 2010)

Una montagna di neve è qualcosa che facilmente si può sciogliere, perdere consistenza e sfuggirti dalle mani, se appunto non la tieni all’ombra. Ed è esattamente quello che succede al tema – alla tesi – dell’indagine portata avanti in questo documentario.

santarcangelo 40 | adotta un doc

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Gente che non si vuole sposare e studenti coinquilini che fanno un film su sé stessi: dal Santarcangelo la nuova generazione di documentaristi italiani si mette in mostra sotto la guida di Marco Bertozzi.

La bocca del lupo
(Pietro Marcello, 2009)

Genova presta corpo e anima a questo documentario. Marcello rievoca l’armamentario cinematografico della sinfonia urbana, e attraverso la bizzarra storia d’amore di Mary ed Enzo punta a costruire una sineddoche, un effetto di riverbero, che a partire dalle storie dei due personaggi vorrebbe rintracciare la poetica di una città sommersa.

Draquila – L’Italia che trema
(Sabina Guzzanti, 2010)

Sabina Guzzanti | Draquila

Ecco, questo volevo dirlo. Ci sono delle sequenze, nel film, in cui la connessione sentimentale con la comunità aquilana è fortissima. Per un attimo, ci vuoi dannatamente bene a quella gente derubata.

Doc in Tour 2010

Modena, Sala Truffaut, 1 aprile – 30 maggio | 4° Doc in Tour — La regione Emilia Romagna promuove anche quest’anno il progetto Doc in Tour, coinvolgendo trenta sale con la programmazione di quasi cento documentari sui temi sociali più svariati. Tra questi, “Piazzati” di Giorgio Diritti (L’uomo che verrà), in cui si racconta l’usanza [...]

My main man. Appunti per un film sul jazz a Bologna
(Germano Maccioni, 2009)

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I discorsi si sovrappongono, i ricordi riemergono da più angolazioni, ognuno riprende il tema e butta lì la sua improvvisazione: perché il jazz è arte del tempo, ma anche il cinema – quando è buon cinema – conosce qualche mossa.

Videocracy
(Erik Gandini, 2009)

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Prima di tutto, questo non è un documentario. Coloro che criticano Gandini perché «non ha detto nulla di nuovo» fraintendono la fondamentale differenza che passa tra il film di denuncia e il film a tesi. O forse la intendono benissimo, ma preferiscono evitare il problema e dedicarsi al noto passatempo condiviso dagli struzzi e (certi) italioti.

1428
(Du Haibin, 2009)

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1428 sta per le 14 e 28, l’ora in cui si è verificato il grande terremoto della regione del Sichuan, uno spazio perduto nell’immensità della Cina rurale, il 12 maggio del 2008. Più di 70.000 morti, che per la Cina sarà una cifra ridicola, ma che per noialtri equivale alla popolazione di una cittadina come, per sceglierne una a caso, L’Aquila.

Kobe Doin’ Work
(Spike Lee, 2009)

NBA/

In uno spot Nike dei primi anni Novanta, Mars Blackmon/Spike Lee chiedeva a Michael Jordan e a se stesso se non fossero solo le scarpe a favorire il campione. Allo stesso modo, ora, Lee scruta Bryant, cercando di carpirne il segreto. Troppo digitalmente, però.

Glastonbury
(Julien Temple, 2006)

Inghilterra, 1970. Michael Eavis è un contadino. Possiede 150 acri di terra nel South West, dalle parti di Pilton. L’agricoltura non rende più come una volta, ma esistono altri modi per far fruttare la proprietà. Organizzare concerti e lasciare che giovani hippies vi si accampino per una settimana, per esempio. Quella che oggi si chiamerebbe [...]

Surfwise
(Douglas Pray, 2007)

Dorian “Doc” Paskowitz ha 85 anni, l’asma, l’artrite e passa le sue giornate surfando e facendo sesso. Sì, amico ventenne, parecchio più di te. Eeeeh già. Lo so. Coraggio. Negli anni Cinquanta quest’uomo si è lasciato alle spalle una laurea a Stanford, una brillante carriera da dirigente medico, due figlie e due matrimoni falliti per [...]

Decostructing Dad
(Stan Warnaw, 2008)

Il faccione pacioso di Stan Warnow è stato una costante dell’ultimo Biografilm festival, un po’ come la folla stravaccata sul prato artificiale o i campioni omaggio di erba cipollina. Non accontentandosi di essere membro della giuria e ospite d’onore in quanto montatore del documentario fiume su Woodstock, Warnow ha presentato fuori concorso questo Decostructing Dad, [...]