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esordi

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L’attesa
(Piero Messina, 2015)

RETROSPETTI | Influenze sorrentiniane e un tema di peso non bastano a convincere l’Uomo delle Pillole. L’esordio al lungometraggio del siciliano Piero Messina paga il prezzo di un soggetto troppo abbozzato.

Iron Sky
(Timo Vuorensola, 2012)

Lo si aspettava ed ha deluso, come del resto deludono tutte le cose su cui si ripongono troppe aspettative senza certezza alcuna.

Mapa para Conversar
(Constanza Fernández, 2011)

pescecrudo | Andrea Moro, Mariana Prat e Francisca Gonik sono brave a calzare la pelle di queste tre maschere al femminile, in un gioco borghese di compromessi che guarda alla storia personale, alle relazioni umane, alla storia nazionale con l’espediente di una minoranza (quella omosessuale) già a suo modo politica.

Americano
(Mathieu Demy, 2011)

pescecrudo | Mathieu Demy, figlio di Jacques Demy e Agnes Varda, compie su una Mustang decappottabile un vero e proprio viaggio della memoria, un omaggio consapevole al cinema dei genitori. Un esordio di cuore.

I primi della lista
(Roan Johnson, 2011)

Un film piccolo e tenero, ottima promessa per il futuro del regista, appena trentenne e qui alla sua opera prima, che riesce a completare l’algebra alchemica in grado di trasformare il piombo in oro con spontaneità e slancio sognante.

Il Paese delle spose infelici
(Pippo Mezzapesa, 2011)

Il paese delle spose infelici è prima di tutto un racconto di formazione incentrato su due ragazzi dal background molto differente, ma è anche un incantesimo fuori dal tempo, l’epifania/manifestazione del destino di chi cresciuto nel declino culturale e nel degrado urbano della provincia tarantina cerca di ritagliarsi una nuova prospettiva.

Eva
(Kike Maillo,2011)

Science Fiction in cui passato 70’s, presente e futuro, si perdono per via di un appeal eco-futuristico retrò dai sentimenti universali e potenti, con richiami a Collodi e Shelley.

Cavalli
(Michele Rho, 2011)

Un bell’esempio di cinema del reale con una fotografia strepitosa, rovinato da una sceneggiatura inadeguata, dialoghi mediocri, e attori meno che mediocri. Peccato

Mozzarella Stories
(Edoardo De Angelis, 2011)

la guerra del caglio tra un caseificio campano e un’azienda cinese, alla fine dell’età dell’oro bianco e del DOP

L’ultimo terrestre
(Gian Alfonso Pacinotti, 2011)

Uno sconfinato hinterland post-berlusconiano che sfuma senza soluzione di continuità nella campagna, scenario di uno sbarco alieno in un tristemente probabile futuro nostrano. Opera prima cinematografica di uno dei più interessanti fumettisti italiani contemporanei.

Corpo Celeste
(Alice Rohwacher, 2011)

Poetico e realistico allo stesso tempo, Corpo Celeste risente dell’impronta documentaristica frutto del primo amore della regista che a Reggio aveva già girato. Così le situazioni sono vere, molti piani sequenza e pochi tagli, molta camera a spalla.

Il primo incarico
(Giorgia Cecere, 2010)

Serviva a Venezia, a una mostra senza sorprese e piovosa dentro e fuori, un film onesto e sincero come Il primo incarico. Parla di un amore, verso qualcuno come verso il cinema, che prima o poi soddisfa lo sguardo e il cuore. Lo fa senza promettere quanto non può mantenere e credendoci fino in fondo.

Into Paradiso
(Paola Randi, 2010)

L’inizio è come quello di una barzelletta. Ci sono due napoletani e un ex giocatore di cricket dello Sri Lanka.

Animal Kingdom
(David Michod, 2010)

PESCECRUDO | I nuovi Soprano se ne stanno a Melbourne, Australia. Il nuovissimo mondo. E anche lì, a quanto pare, le meraviglie criminali del vecchio sono arrivate.

Dieci Inverni
(Valerio Mieli, 2009)

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Io sogno di tornare nei Quaranta per prendere a sassate in faccia Shirley Temple, versione femminile del bimbominkia per antonomasia, per intenderci. Non che non abbia dei buoni sentimenti. In tenera età mi ero persino commosso con Howard e il destino del mondo.

Ben X
(Nic Balthazar, 2007)

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Ben (lo sconosciuto Greg Timmermans) è diverso, è un diciassettenne affetto dalla sindrome di Aspergen, forma lieve di autismo. Per questo preferisce vivere in un mondo tutto suo, aggrappato alla realtà del gioco on-line Archlord.