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Horror

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Mostrare i mostri.
Archetipi della narrazione e mutazione del genere ne Il racconto dei racconti

Il film fantastico, la fiaba cinematografica, di Matteo Garrone ribalta come un guanto tutto ciò cui lo spettatore attento si era abituato, mantenendo però la stessa stoffa.

L’evocazione
(James Wan,The Conjuring 2013)

Ai più il nome di James Wan non dirà grandi cose eppure è proprio lui che ha scritto e diretto Saw – L’enigmista (2004), unico film del nuovo millennio capace di lanciare un franchising horror lungo e di successo, ma in L’evocazione pare essersi buttato su dei progetti che non prevedono nudità, torture o autobotti di sangue finto da svuotare in mezza giornata di riprese.

L’evocazione – The conjuring
(The Conjuring, James Wan 2013)

James Wan abbandona l’armamentario del torture porn e si cimenta con altre declinazioni dell’horror: gli esiti spaventano, ma non graffiano a fondo.

La madre
(Mamá, Andrés Muschietti, 2013)

Nel 2008 Muschietti si sveglia e fa un cortometraggio horror che spacca di brutto: Mamá. Un giorno il corto viene visto da Guillermo del Toro ed è così che Muschietti si ritrova un budget da 15 milioni di dollari per il suo esordio cinematografico.

Dracula 3D
(Dario Argento, 2012)

Esordio sushiettibile per pilloledicinema. E siccome il ragazzo è nuovo, abbiamo pensato bene di ammollargli la perla. Gufi treddì e pope ciccioni: come e perché Dario Argento non l’ha imbroccata neppure stavolta.

I bambini di Cold Rock
(The Tall Man, Pascal Laugier, 2012)

Dicesi Torture Porn quando Folquet va in certi localini di periferia con bestioni in pelle nera che lo chiamano Daisy. Questo invece è un filmaccio – secondo aldoneversmiles.

La cinquième saison
(Jessica Woodworth, Peter Brosens, 2012)

Un horror ambientalista belga. Film inquietante che forse inaugura una nuova stagione dell’ambientalismo.

Attack the Block
(Joe Cornish, 2011)

Potrebbe facilmente diventare un cult e uno dei miei geekfilm preferiti. Parola di Cattivo.

Quella casa nel bosco
(The Cabin In The Woods, Drew Goddard, 2012)

Il film è un horror allucinante che esalta e rivolta completamente un genere, quello degli horror sulle case stregate. L’inizio non fa una piega, ci sono i giovincelli sfrenati che si preparano a una vacanza da sballo in una casetta isolatissima sperduta in un bosco. Arrivano delle creature mostruose, zombie, assetate di sangue e inizia la mattanza.

The Man Behind the Courtyard House
(Shou Wang Zhe, Xing Fei, 2011)

Per quanto indifendibile, il film di Xin Fei incuriosisce e sorprende per il modo in cui incamera e rielabora, in maniera goffa e non spendibile di fronte a un pubblico anche solo vagamente esigente, topos abusatissimi dell’horror occidentale, del film yakuza, dei “crono-thriller” e delle commedie romantiche, mescolandoli in un racconto informe e disequilibrato. Benvenuti al Far East, dove la bizzarra dismisura è il mainstream.

Non avere paura del buio
(Don’t Be Afraid of the Dark, Troy Nixey, 2010)

C’era una volta un re diranno subito i miei piccoli lettori. E invece no: c’era una volta un pezzo di legno di nome Katie Holmes, e un decoro da interno, bello quanto inutile, che si chiamava Guy Pearce.

entretien | uno. Alejandro Brugués
È cosí che parliamo: che parlano i cubani, che parlo io.

Continua lo speciale di Sushiettibili su Juan de los muertos. Direttamente dal Festival di La Havana, Paola Monaldi intervista per noi il regista del film Alejandro Brugués. Nella prima parte:risate catartiche, localismo ed esotismo, gente che sembra uno zombie.

Juan de los muertos
(Alejandro Brugués, 2011)

In anteprima per Sushiettibili, il Cattivo dice la sua sul primo horror cubano: tra metafore di lunga data e nuovi mostri, il film di Brugués si rivela un’ottima produzione e un’ottima sorpresa.

El Paramo
(Jaime Osorio Marquez, 2011)

pescecrudo | L’esercito perde il contatto con una base militare isolata tra le montagne infestate dai guerriglieri. Un gruppo di nove escursionisti viene mandato in quello che sembra un buco di inferno nel bel mezzo del niente per capire cosa sia successo ai soldati assegnati all’avamposto, ma al loro arrivo la base sembra completamente abbandonata.

Little Deaths
(Sean Hogan, Simon Rumley and Andrew Parkinson, 2011)

Ravenna Nightmare | Un film che ha dalla sua il fatto di essere uno shocker, di non lesinare su sesso e gore, ma di farlo (o di non volerlo fare) in maniera non fine a se stessa.

Ravenna Nightmare | IX
Ravenna, 26-31 ottobre 2011

Ancora una volta, cose brutte succedono a Ravenna. cose di quelle che piacciono al Cattivo. Il report completo di Sushiettibili dal più importante festival del cinema de paura in Italia.

After Dark Originals
Los Angeles, ottobre 2011

Dai creatori del Horrorfest losangelino, una nuova serie di titoli basati su sceneggiature originali per esplorare le frontiere del genere. Almeno, così dicono loro.

The Task
(Alex Orwell, 2011)

after dark originals | Entreresti mai in una prigione abbandonata per vincere un reality show?

Hatchet II
(Adam Green, 2010)

L’antica sbudelleria del corso torna con del macinato grosso, anche se nonostante un paio di trovate, il gusto ricorda la solita bistecca ai ferri.

The Divide
(Xavier Gens, 2011)

The Divide | Xavier Gens (foto di scena)

New York viene colpita da una serie di missili nucleari. Per sfuggire al panico, alla distruzione e alle radiazioni, un gruppo di superstiti si rifugia nel bunker antiatomico di Michael. È questo l’inizio adrenalinico del film di Xavier Gens: un inizio col botto, letteralmente.

In The Market
(Lorenzo Lombardi, 2009)

La rilettura toscana del teen-horror con derive torture potrebbe funzionare meglio, ma la recitazione dei tre manichini di carne la trasforma in una noiosissima attesa verso la svolta più cruenta.

The Ward – il reparto
(John Carpenter, 2011)

La paura è che in questo film il fantasma non sia quello che si aggira nei corridoi del manicomio, ma quello dietro la macchina da presa.

Auschwitz
(Uwe Boll, 2010)

Uwe Boll deve essere uno insicuro nonostante gli anni passati sul ring. Pur avendo già meritatamente conquistato da tempo il premio come peggior regista, autore, produttore della storia dell’umanità dalla scoperta della ruota, il nostro Uwe ci tiene sempre a dimostrare il suo nefasto talento continuando a sfornare film con una velocità paragonabile alla riproduzione dei topi.

Il rito
(The rite, Mikael Håfström, 2011)

Il diavolo esiste come il male che alberga e si insinua nelle maglie del reale. Attenzione, non si tratta di un male metafisico, l’oscurità della lontananza dalla luce del bene. Belzebù, con lo zolfo, gli zoccoletti e le corna, pare dannatamente concreto.

Bikini Girls on Ice
(Geoff Klein, 2009)

Il film di Geoff Klein dovrebbe fermarsi al titolo, perchè se si supera la paura di vedersi un musical con Carolina Costner che sfringuella sul ghiaccio, ci si può aspettare un pullman di lesbiche in bikini che si fa inturgidire le grazie con iceberg immersi in una piscina di mojito.

Saw VI
(Kevin Greutert, 2009)

Greutert | Saw VI

pescecrudo | In anteprima per Sushiettibili, il Cattivo si riscopre gourmet da plasma e poporn e ci racconta le nuove delizie dell’antica sbudelleria del Corso.

The Hatchet
(Adam Green, 2006)

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Come per una recensione porno, urge fornire il campionario delle prestazioni: morte semplice, ad accettate. Testa aperta da mascella a mandibola. Torsione della testa a cavatappi con tanto di guizzo di sangue a mo’ di Moët et Chandon. Motosega. Pala. Morsi. Ecco gli strumenti dell’ultimo working class hero del sindacato degli psicolabili dalla camicia a quadrettini.

Summer’s Moon
(Summer’s Blood, Lee Demarbre, 2009)

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Tutto sembra gridare teen power. Dialoghi, personaggi, trama e situazioni. Un cast di attori tv con tre patate spaziali. Se fosse il pilota di una serie TV per sedicenni probabilmente mi sarebbe piaciuto: il Cattivo è dalla parte dell’industria.

Orphan
(Jaume Collet-Serra, 2009)

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La piccola Esther (Isabelle Fuhrman) ha proprio una gran faccia da cazzo, passatemi il francesismo.

Drag me to hell
(Sam Raimi, 2009)

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Un horror che nonostante le evidenti allusioni allo sconcertante attuale non rinuncia al retrogusto drive-in tutto popcorn e pepsi. Quindi dentiere che volano, spillatrici usate come arma, bare aperte come ovetti kinder, botte da orbi, gatti sacrificati, santoni indiani, vecchiette che si dopano per armeggiare blocchi di cemento come se fossero pezzi di polistirolo.