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Marvel

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Avengers: Age of Ultron
(Joss Whedon, 2015)

Avengers: Age of Ultron è con ogni probabilità l’apice della serializzazione Marvel. Quello che in un certo senso chiude un’era abbastanza vulcanica. Da qui in poi sarà difficile riuscire a raggiungere questo equilibrio fra azione rigorosamente adatta al PG-13, carisma e ironia.

Iron Man 3
(Shane Black, 2013)

Capitolo-si spera-conclusivo della saga di Tony Stark. Meno rock, meno politicamente scorretto. Meno tutto, in poche parole. Meno persino di The Rock che cresce sempre di più.

The Amazing Spider-Man
(Marc Webb, 2012)

Marc Webb. Il classico papà americano che mette il berretto da baseball in testa al figlio, dicendogli: “Falli neri, campione”. Uno che passa dalle storie d’amore indie al vendicatore mascherato. E invece se l’è cavata. Il suo passato nel mondo dei video musicali si sente tutto: a livello coreografico, ogni scena ad alto tasso di adrenalina funziona, e Peter Parker che testa i propri nuovi poteri sotto le note dei Coldplay è una dichiarazione di intenti che più non si può.

Red Eagle
(Insee Dang e Wisit Sasanatieng, 2011)

La scena incriminata. Il tatuaggio passa in secondo piano e viene rimosso dopo la visione di un aquila più grande e tamarra su tutta la schiena. Altro che dragoni.

Figlio di un fumetto post-sessantottino, Red Eagle è un supereroe proletario, anticapitalista e soprattutto – benché indirettamente – è contro al nucleare e a suo modo contro la guerra.

Lanterna Verde 3D
(Green Lantern 3D, Martin Campbell, 2011) || Ontologia dell’essere e del divenire

Dalle umide terre londinesi il nostro serissimo Aldo dopo la visione di Lanterna Verde si interroga sul destino dell’uomo e dell’umanità

Lanterna Verde 3D
(Green Lantern 3D, Martin Campbell, 2011) || Filologia romanza

Il Cattivo è il nostro inviato sul fronte della Guerra Fredda tra Marvel e DC combattuta all’ultimo suporpotere. Questa volta il film in questione è Lanterna Verde, eroe fondatore recentemente reinventato che non passa però il provino per la Grande Hollywood e viene rimandato alla prossima stagione. Accettati i limiti del primo, gli elementi per un buon seguito ci sono.

Captain America: Il primo Vendicatore
(Captain America: First Avenger, Joe Johnston, 2011)

Captain America è un film divertente ed istruttivo che ci insegna come le droghe sintetiche siano un pratico metodo per incrementare la massa, conquistare le ragazze e portare accasa la guerra.

X Men – L’inizio
(X men First Class, Matthew Vaughn, 2010)

La riflessione da fare a monte a questo punto, però, è la seguente: se la serialità è una caratteristica che guarda al mondo dei fumetti, è davvero utile alla comprensione e all’apprezzamento della visione cinematografica? Ovvero: occorre e può essere utile conoscere il background delle graphic novel e dei film precedenti per comprendere il nuovo episodio tratto dalla saga Marvel?

Thor
(Kenneth Branagh, 2011)

Qualcosa nella dinamica dei fatti mi confonde. Nel senso, uno dice: Kenneth Branagh. Quello di Shakespeare. Eh. E di Sleuth. Lui. Ha fatto Thor. Sì. Quello che passa il tempo a menarsela per il suo martello. Ecco.

Iron Man 2
(Jon Favreau, 2010)

Favreau | Iron Man 2

A me il film è piaciuto. Tanto anche. Più del primo. E sapete perché? Perché è un film di Quentin Tarantino. Sì. Proprio di quello del quale tutti sanno il nome, la passione per i piedi, le citazioni, Morricone, il postmoderno, ça va sans dire.