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memoria

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aprile 2012 | overview

Aprile duemiladodici: Folquet in caduta libera tra pensieri catalettici e qualche accenno al filone ‘impegnato’ dei film del mese: Vicari, Giordana e le cose che nessuno ha fatto, ma sono comunque successe.

Memory Lane
(Mikhaël Hers , 2011)

Mikhael Hers ritrae un gruppo di sette amici che a venticinque anni si ritrovano a passare qualche giorno nella città che li ha visti crescere, dopo essersi allontanati dal nido chi per un motivo chi per un altro. Il passaggio alla vita adulta è sicuramente una delle tematiche che va per la maggiore al cinema, specie tra i giovani cineasti, spesso troppo sicuri del loro bagaglio autobiografico – più o meno romanzato che sia – e del potere poetico dell’amarcord.

Super 8
(J.J. Abrams, 2011)

J.J. Abrams si confronta con il proprio passato di giovane cineamatore e con un immaginario, narrativo e tecnologico legato all’idea ludica, giocosa ed arrembante del cinema come arte di raccontare storie.

Ruggine
(Daniele Gaglianone, 2011)

In una provincia del nord Italia della fine degli anni settanta le case popolari sono dei palazzoni che spuntano in mezzo ad una campagna post industriale, sterile e costellata di detriti e spazzatura. I ragazzini fanno gruppo mentre un’inquietante minaccia si aggira in questo scenario desolato e desolante.

Carissima Me
(L’âge de raison,Yann Samuell, 2010)

Samuell | Love from the age of reason

È un Dawson Leery della commedia romantica e un po’ allocca, con tanto di vasetti di confettura per tutte le stagioni e attrici come Sophie Marceau o Marion Cotillard, fidanzatine un po’ ingenuepercaso che vanno a coronare il loro eterno sogno d’amore.

Silent Souls
(Ovsyanki, Aleksei Fedorchenko, 2010)

Con Ovsyanki Fedorchenko ci impartisce una minuziosa lezione di cultura e antropologia sulle tradizioni dei Mari. Una riflessione sulla perdita nella doppia accezione di morte di una persona cara e di smarrimento delle proprie radici culturali.

Niente Paura – come siamo come eravamo le canzoni di Luciano Ligabue
(Piergiorgio Gay, 2010)

Io in realtà un po’ ne avevo, di paura. L’idea di vedere un documentario sulle canzoni del Liga mi creava qualche incubo. Folquet prevedeva una “pagliacciata nazionalpopolare”, io speravo in qualcosa di più interessante e, stavolta, mi è andata bene. La sorte ha voluto regalarmi non un capolavoro, ma comunque una pellicola piacevole inseribile nella categoria del “se po’ vedè”.

Il concerto
(Radu Mihaileanu, 2009)

Il Concerto

L’orchestra come vita, orchestra come unità. Metafora di una società dove si dovrebbero abbandonare le pretese di perfezione, per accontentarsi di piccoli progetti per la cui riuscita sono decisivi tutti.

Riscoprire il sapore dell’aria
Alterità e ritrosia della memoria nel cinema di Giorgio Diritti

© Michelangelo Salvioni per Sushiettibili | Spazio Anteo, Milano, 21 gennaio 2010.

“L’uomo è una bestia” si sente dire da qualcuno nel cortometraggio backstage del film. “Ma è un film tutto in dialetto?!” diceva qualcun altro de Il vento. Diritti riesce ad essere entrambe le cose: dialetto e storia, memoria (per non dimenticare) e astrazione, parlare di pochi per parlare a molti.

due |Gli abbracci spezzati
(Los abrazos rotos, Pedro Almodóvar, 2009)

20091213_rotos

Sapete cosa? Los abrazos rotos è uno di quei film sui quali verrebbe voglia di rompersi la testa per mesi. E così ho fatto io. Ho aspettato. E alle fine ho capito che invece aveva scelto bene Niola, che la cosa giusta da fare era sedersi e scrivere subito, con le immagini ancora appiccicate agli occhiali. E vabbè. Del resto, è una vita che dico che tirerò a destra e ancora non ho tolto i braccioli.

Il canto di Paloma
(La teta asustada, Claudia Llosa, 2008)

Nel Perù contemporaneo una ragazza porta dentro sé i segni delle violenze subite dalla madre negli anni Ottanta, ad opera dei guerriglieri del Sendero Luminoso. L’ereditarietà di memoria e dolore è trasmessa attraverso il canto. Il trauma fisico e morale di un popolo è espiato con la mortificazione del corpo della giovane: implicita rinuncia alla sessualità un tempo forzatamente violata.