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omosessualità

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Marigold Hotel
(The Best Exotic Marigold Hotel, John Madden, 2011)

Jaipur, la città rosa. È qui che John Madden decide di ambientare la sua commedia senile tratta da The Foolish Things, romanzo di Deborah Moggach tradotto in Italia con grande estro dei titolisti “Mio suocero, il gin e il succo di mango”.

Magnifica presenza
(Ferzan Ozpetek, 2012)

Attore siciliano ventottenne omosessuale trova una casa a Roma, ma è infestata da fantasmi di gente morta settant’anni prima. A conti fatti non gli dispiace.

Mapa para Conversar
(Constanza Fernández, 2011)

pescecrudo | Andrea Moro, Mariana Prat e Francisca Gonik sono brave a calzare la pelle di queste tre maschere al femminile, in un gioco borghese di compromessi che guarda alla storia personale, alle relazioni umane, alla storia nazionale con l’espediente di una minoranza (quella omosessuale) già a suo modo politica.

The Weekend
(Andrew Haigh, 2011)

The Weekend, girato in poco più di due settimane, ci racconta l’incontro breve (un fine settimana, appunto) ma intenso di due giovanotti, Russell e Glen, tanto diversi quanto, involontariamente o meno, desiderosi di stare insieme.

Meglio eccitato che arrabbiato.
L’estetica di Bruce LaBruce tra edonismo e politica.

Nel catalogo del Gender Bender festival da qualche anno prendono parola personalità del ventaglio culturale omosessuale. Alla voce ‘anticonformisti’ ci imbattiamo nel trasgressivissimo cineasta canadese Bruce LaBruce che, quando non è impegnato nella rivoluzione anarco-comunista, si racconta al suo pubblico.

The Eagle
(Kevin Macdonald, 2011)

The Eagle è un film gay. Lo diciamo subito così almeno ci si leva il sasso dalla scarpa e non ci pensiamo più.

The long Falling
(Où va la nuit, Martin Provost, 2011)

The Long Falling è il nuovo film diretto da Martin Provost, uno che in Italia magari è ancora un perfetto sconosciuto, ma che in Francia dopo il successo del suo precedente lavoro d’esordio Seraphine– che in Italia ha avuto poco spazio distributivo – è ritenuto uno dei nuovi autori più interessanti.

The perfect Host
(Nick Tomnay, 2010)

Immaginatevi se Ted Bundy avesse ricevuto una serie di calci nei denti dalla prima ragazza che provava ad abbordare e si fosse trovato immischiato in una specie di Hostel perché le ha sbavato il rossetto. È questo quello che prova John Tayler quando si ritrova dalla parte sbagliata del coltello e realizza a che tipo di cena si ritrova costretto a partecipare.

Brotherhood
(Nicolo Donato, 2010)

Donato | Brotherhood

Prendere atto del rischio di essere considerati anormali dal resto del mondo rappresenta un passo difficile e decisivo: una scelta di vita e una coraggiosa presa di coscienza.

Mine vaganti
(Ferzan Ozpetek, 2010)

20100311_mine

Può ripetere all’infinito, Ozpetek, che questo non è un film che tratta dell’omosessualità, fatto sta che è la componente omosessuale quella che rende riconoscibili i suoi film – come “film di Ozpetek”. E questo, però, non basta.