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Sushi | Film

The Amazing Spider-Man
(Marc Webb, 2012)

Il mondo dei supereroi mi è sempre stato incomprensibile, sarà che per me i fumetti erano solo quelli con Topolino. Devo ogni mia conoscenza marvelliana a cinque stagioni di The Big Bang Theory, e non ho mai sentito la pulsione ad approfondire quello che sapevo. Però quando avevo dieci anni ero andata a vedere Spider Man al cinema, e avevo deciso che l’uomo in tutina di latex che danzava tra i grattacieli di New York aveva un suo fascino. Avevo seguito l’intera trilogia con tiepido entusiasmo, e probabilmente se The Amazing Spider-Man fosse stato Spider Man 4 come si pensava in origine, non penso che sarei andata a vederlo. Non è andata così, i produttori hanno deciso che  non sarebbe stato l’ennesimo sequel, ma un reboot, ovvero un riavvio della saga ma in maniera assolutamente indipendente dagli episodi precedenti, rivoluzionando il cast e la troupe, trucchetto a cui si ricorre nella speranza di dare nuova linfa a qualcosa che ormai ha fatto il suo tempo. Devo dire che ha funzionato: a incuriosirmi soprattutto è stato il passaggio di regia da Sam Raimi a Marc Webb. Marc Webb, sì, quello che ha fatto uno squinterno di videoclip musicali e poi ha deciso di fare un film dedicato a quella stronza di Jenny Beckman: 500 giorni insieme, filmetto che non nego di aver apprezzato. Però sì, parliamo di questo omone, che sembra il classico papà americano che mette il berretto da baseball in testa al figlio, dicendogli: “Falli neri, campione”, che passa dalle storie d’amore indie al vendicatore mascherato che volteggia nell’aria da far invidia a Philippe Petit. E invece se l’è cavata. In effetti, il suo passato nel mondo dei video musicali non può che essere stato di enorme aiuto: a livello coreografico ogni scena ad alto tasso di adrenalina funziona, e Peter Parker che testa i propri nuovi poteri sotto le note dei Coldplay è una dichiarazione di intenti che più non si può.


La storia, appunto, ricomincia ma va per la sua strada: Peter Parker bambino viene affidato agli zii (ed ecco Sally Field nuovamente nei panni di matrona apprensiva, più che zia May io continuavo a vedere Nora di Brothers and Sisters, con quell’espressione corrucciata), Peter Parker liceale è un genietto con la macchina fotografica e lo skateboard, stracotto di un’altra secchiona, Gwen Stacy, nome già famigliare agli amanti del fumetto, e che precede la venuta di Mary Jane, che qui non si palesa, e per fortuna, perché le palpebre pesanti di Kirsten Dunst sono ormai indissolubilmente legate al personaggio, e vederci qualcun altro sarebbe un trauma. E poi Emma Stone è più simpatica e cazzuta, anche se ci si chiede come mai in ogni film che fa dimostra quindici anni e quando finalmente deve fare la quindicenne davvero sembra pluritrentenne. Divagazioni attoriali a parte, la trama procede secondo lo schema classico: Peter viene morso da un ragno mentre sta scuriosando nel laboratorio di Curt Connors, sperando di trovare qualche notizia sulle ricerche svolte dallo scienziato con il defunto Mr Parker. Inizialmente gioca con i suoi poteri per fare scherzetti al bulletto della scuola, poi dopo la tragica morte di zio Ben (perché, zio Ben, perché?), il suo desiderio sarà la vendetta nei confronti dell’assassino, inimicandosi così la polizia newyorchese di cui, uh-oh, è capitano proprio il padre di Gwen. Quando però Curt Connors, un sempre camaleontico Rhys Ifans – che giuro che in ogni film arrivo a riconoscerlo dopo un’oretta abbondante, ma è che io in testa ci ho sempre Spike – ha la bella idea di trasformarsi in un lucertolone gigantesco che semina terrore per la città, Peter capisce che dal suo grande potere derivano le famose grandi responsabilità, anche se non proprio con queste esatte e abusate parole.

Il personaggio di Peter Parker interpretato da Andrew Garfield piace: è più simpatico di Tobey McGuire, notevolmente più ironico e sbarazzino, senza dimenticare però la vena nerd che lo induce a risolvere un logaritmo a cui nemmeno le menti più brillanti del secolo erano venute a capo. E’ un adolescente con i suoi angoli scuri, con la sua rabbia, ma come tutti quelli della sua età c’è sempre quella bontà ancora un po’ ingenua sotto, quella che ti dice cosa è giusto e cosa è sbagliato e che bisogna sempre chiedere scusa. La sua nemesi non gli è totalmente opposta, il dottor Connors non si presenta da subito come il cattivo, come sarebbe in una classica visione manichea: se in Peter alla fine prevale la buona volontà, in Connors semplicemente è la parte più negativa a impossessarsi di lui, scatenata dal desiderio della perfezione, così lontana dal suo braccio mutilato (che poi, cosa ci sia di perfetto e attraente in un lucertolone, non lo so, de gustibus), ma questo non fa di lui un cattivo assoluto, anzi, rimane un personaggio pieno di sfaccettature, interessanti da approfondire. Così come si pone l’accento sui genitori di Peter, gli assenti più presenti della storia: si ha qualche riferimento gettato qua e là sulla loro morte improvvisa, da cui si evince che qualcuno spera di trovare la pentola dell’oro sotto il file “mistero signori Parker”, altro filone che quindi si potrà seguire per i sequel.

In sostanza, un film piacevole, condito da diversi sprazzi umoristici che alleggeriscono i momenti dolorosi, sceneggiato da Steve Kloves (quellodiHarryPotter), e James Vanderbilt (Zodiac, di Fincher). Adempie abbastanza bene al suo scopo di rinfrescare la vecchia saga, portando personaggi giovani, simpatici, e spunti nuovi. Per dire, Norman Osborn non si è ancora palesato, limitandosi a rimanere un nome che aleggia nell’aria ma aspetta solo il momento giusto per esplodere e muovere per bene le acque. L’unico momento di brivido puro però ce lo regala il doppiaggio: nella drammatica scena di Gwen Stacy che chiede al padre di aiutare Peter, il capitano risponde “So che il tuo boyfriend ha mille volti”. Il boyfriend. Brr.

 

Discussion

One comment for “The Amazing Spider-Man
(Marc Webb, 2012)”

  1. You got me at:
    “le palpebre pesanti di Kirsten Dunst”
    Dio le benedica!

    Bel pezzo!

    Posted by aldoneversmiles | July 18, 2012, 12:04 pm

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