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the cat came back | Boardwalk Empire

 Atlantic city, 16 gennaio 1920. La produzione, distribuzione e vendita di alcol diventa illegale. Il tentativo di eliminare un vizio dalla nazione diventa un’occasione d’oro per la criminalità organizzata di ergere un impero fatto di corruzione, omicidi e mafia. I protagonisti di questo mondo sono: Al Capone, Nucky Thompson, Jonny Torrio, Charlie “Lucky” Luciano,”Big jim” Colosimo, Arnold Rothstein. In una parola: proibizionismo, l’inizio di un era. Questo è il mondo di Boardwalk Empire, serial televisivo americano “taggato” HBO, in onda da gennaio su Sky.

La prima impressione è che Boardwalk è fatto molto bene: si è speso molto e i risultati si vedono. La fortuna di questo serial è dovuta a un complesso di elementi ben intrecciati, partendo dai tre personaggi principali: Jimmy Darmody, il giovane reduce di guerra, Nucky Thompson, il tesoriere della città e Margaret Schroeder, immigrata irlandese.

Uno, due, tre personaggi e altrettanti running plot.

Three, Two, One… Prohibition! When alcohol was outlawed, outlaws became kings.

Uno. Jimmy (Michael Pitt), la cui metamorfosi in assassino – come per molti altri – inizia in trincea e prosegue nella società americana sempre più individualista degli anni Venti. Jimmy è legato al mondo notturno e illegale del traffico di liquori, e la crisi per lui non è solo economica: tra lui e la moglie le cose non sembrano andare bene. Del resto, lei è la tipica “moglie del boss” che riceve regali senza far domande sulla provenienza.

Due. Una donna che di domande se ne fa, e forse troppe, è Margaret Schroeder (Kelly Macdonald), appartiene al mondo diurno fatto di comunità religiose e vita famigliare. Cresciuta facendo la serva ma senza farsi mancare letture colte. Non stupitevi se la sentite rifiutare del denaro così: la carità rende forte chi la fa e indebolisce chi la riceve.

Tre. Nucky si trova tra il mondo istituzionale e mondo sotterraneo, vive come un faraone a spese della comunità: vestiti di sartoria, Rolls Royce, vasi di cristallo. Un  corrotto, immerso sia nel mondo sognato da Jimmy sia in quello abitato da Margaret, cioé i due punti periferici del Potere che si estende da Atlantic City al New Jersey, dalla comunità pastorale ai bordelli, dalle ville borghesi ai casinò.

Come accennavo, il pilot di Boardwalk Empire è costato a HBO tra i 30 e i 50 milioni di dollari (quello di Lost ne costò tra i 10 e i 13 nel 2004). Il budget esorbitante è servito a pagare il cast, la piattaforma scenografica che replica fedelmente la boardwalk (passerella lungomare) e gli effetti digitali. Questi ultimi due punti esibiscono la volontà di catalogare un mondo passato, rispettandone per quanto possibile gli oggetti storici. In qualche modo Boardwalk Empire è la preservazione – a tratti nostalgica – di un mondo andato che vuole riaffermare la sua attualità (quella del cinema?) contro le minacce di estinzione portate dal contemporaneo (il post-cinema?).

Boardwalk Empire è figlio del cinema e non sembra avere la forza di uscire dalla tradizione per creare immaginario, né sfrutta quei meccanismi narrativi complessi che caratterizzano la nuova serialità americana, restando negli standard di un buon (ma forse troppo) tradizionale prodotto HBO.

Discussion

2 comments for “the cat came back | Boardwalk Empire

  1. Bel pezzo, decisamente!Io però un posticino nel countdown l’avrei riservato a quel simpaticone di Van Alden…

    Posted by Manute | April 5, 2011, 9:47 pm
  2. [...] il pilota è ormai una convenzione di marketing (Brian Singer per Dr. House, Scorsese per Boardwalk Empire) e ha almeno due funzioni: fare da marca di lettura al pari del genere e informarci sul tipo di [...]

    Posted by The Boss. La debolezza che minaccia il potere | FRASISFATTE | May 6, 2013, 7:40 pm

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