// you’re reading...


the cat came back

the cat came back |
“Ma chi erano mai questi alieni?” Falling Skies

Ai suoi albori, nel giugno del 2011, Falling Skies si presentava come una serie decisamente accattivante. Scoprire che il produttore esecutivo è nientemeno che Steven Spielberg era sufficiente a far venire un languorino fantascientifico. Regista e ideatore è Robert Rodat, da Salvate il soldato Ryan e attualmente al lavoro sulla versione cinematografica di Warcraft. E invece è bastata una stagione per attirarsi gli odi di molti fan della fantascienza. In effetti, secondo la modestissima opinione del sottoscritto, Falling Skies è una serie godibilissima, ma allo stesso tempo presenta falle narrative non da poco.

Falling Skies si svolge in un presente parallelo in cui la Terra è stata invasa e rasa al suolo da una misteriosa razza aliena, che ora occupa il nostro pianeta e “miete” i giovani bambini terrestri sopravvissuti per trasformarli in docili schiavi (chiamati “skitter”). La serie ruota attorno un gruppo di resistenza umana che raccoglie i resti dell’esercito degli Stati Uniti, ex criminali e gente comune in una difficile alleanza per salvare il pianeta. Ma il vero punto focale della trama, almeno nella prima stagione, è rappresentato dalla famiglia Mason: Tom (Noah Wyle), ex professore di storia e vicecomandante degli insorti (che spesso riadatta le tattiche della Guerra di Secessione americana alla lotta contro gli alieni, ma purtroppo questo aspetto narrativo si perderà nelle stagioni successive), il quale ha perso la moglie nell’invasione e combatte assieme ai figli: l’adulto Hal (Drew Roy), l’adolescente Ben (Connor Jessup), inizialmente prigioniero degli alieni, che durante la “mietitura” ha acquisito capacità fuori dal comune, e l’ancora ragazzino Matt (Maxim Knight), costretto a crescere in fretta nel furore e nella violenza del conflitto. Altri personaggi di punta sono il colonnello Weaver (Will Patton), perfetta incarnazione del cliché del capo burbero ma con un grande cuore, la dottoressa Anne Glass (Moon Bloodgood), che si innamorerà di Tom, e John Pope (Colin Cunningham), malvivente reclutato suo malgrado dalla resistenza e continuamente in contrapposizione con Tom. E per finire, Karen (Jessy Schram), fidanzata di Hal che viene catturata e trasformata in un alieno, alla quale viene dato il compito di dare la caccia agli insorti, con conseguente (e piuttosto ridicolo) dilemma sentimentale del giovane Mason.

Almeno nella prima stagione, dominata dai problemi all’interno della famiglia, si ha la forte impressione che gli alieni siano stati inseriti per rendere più interessante un tema poco originale (quello del difficile rapporto fra genitori e figli). Nelle stagioni successive il focus si sposta più sulla guerra e sugli alieni stessi, ma ad oggi l’invasione continua ad essere poco chiara, poco spiegata e sembra ancora un puro espediente narrativo.

Già la Second Season, andata in onda nel 2012, segna un salto di qualità in quanto vengono approfonditi li alieni invasori (e in particolare i loro congegni a forma di insetto o verme che possono prendere possesso del cervello umano), e i terrestri danno vita ai “Nuovi Stati Uniti” fortificandosi nella città di Charleston sotto la guida del presidente Arthur Manchester (Terry O’Quinn). Proprio negli ultimi minuti dell’ultimo episodio (che, oltretutto, strizza l’occhio ai fan di Twin Peaks nella scena di Hal davanti allo specchio), nuovi alieni vengono catapultati nella serie, lasciando in sospeso la loro eventuale ostilità. Quest’anno scopriamo che sono amichevoli (almeno in apparenza), si chiamano Volm e combattono una guerra intergalattica contro gli invasori della Terra, che scopriamo chiamarsi Espheni. Tuttavia, ancora una volta c’è una totale assenza di spiegazioni sui dettagli (ad esempio: come diavolo fanno a parlare inglese?! Almeno gli invasori hanno bisogno di interpreti) e i nuovi arrivati appaiono eccessivamente antropomorfi, addirittura sul piano emotivo, oltreché fisico.

La terza stagione presenta interessanti novità: da una talpa che sventa continuamente tutti i piani dei terrestri (e che viene smascherata solo dopo un paio di colpi di scena molto ben pensati), alle inquietanti visioni della sua vita precedente indotte a Tom dagli alieni per scoprire il prossimo bersaglio dei terrestri, fino alla figlia di Tom e Anne che, inspiegabilmente, nasce con DNA alieno. Le vicende della famiglia Mason passano decisamente in secondo piano e sono praticamente relegate a Matt che prende la via del “teppistello” per via dell’assenza del padre, impegnato nell’amministrazione del governo di Charleston, salvo tornare rapidamente all’ovile .

La nota dolente è che, ancora, alla vigilia della quarta stagione non sappiamo praticamente nulla dei motivi dell’invasione. Ci aspetta una spiegazione mozzafiato per cui vale la pena aspettare, o gli ideatori sono semplicemente a corto di idee convincenti?

Un altro punto molto poco convincente è che non si accenna mai ad altri umani che combattono contro gli alieni al di fuori degli Stati Uniti, nemmeno quando i Volm propongono di ricollocare i soldati della resistenza in Brasile per tenerli lontani dal conflitto in corso. Forse gli americani, nella peggior tradizione di Independence Day, sono gli unici a combattere per la libertà della Terra?

Ancora non nonè ben chiaro da quante stagioni sarà composta complessivamente la serie, ma finora gli ascolti reggono e potrebbe quindi andare oltre la quarta (che è un gran peccato se si pensa che serie fantascientifiche ben più intriganti, del calibro di V o The Event, sono state stroncate a metà). Nella speranza che la prossima estate, con la quarta stagione, arrivi almeno qualche accenno sulla direzione della storia.

Discussion

No comments for “the cat came back |
“Ma chi erano mai questi alieni?” Falling Skies

Post a comment