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the cat came back | Olive Kitteridge
Lisa Cholodenko sul pessimismo a Venezia 71

Era una calda umida serata in quel del Lido. Dopo sette ore di visione di vari (quattro) film  niente di meglio, per chiudere la lunga maratona,  di Olive Kitteridge, serie prodotta da HBO e diretta da Lisa Cholodenko. (dopodiché una tempesta tropicale ha costretto i nottambuli della sala a attendere altre due ulteriori ore prima di tornare a casa. Ma questa è un’altra storia).

Tratto dall’omonimo romanzo di Elizabeth Strout, Olive Kitteridge racconta la storia di Olive (Frances McDormand), una maestra di matematica sposata con Henry (interpretato da Richard Jenkins). col quale ha un figlio. A quest’ultimo non spetta un’infanzia proprio felice. Olive è una donna molto dura, che pretende molto dagli altri e non ha problemi a esprimere ogni pensiero e giudizio che le passa per la testa. Non si preoccupa, o almeno non del tutto, di come gli altri possano reagire e subire il suo atteggiamento aggressivo.

Miniserie molto scura, dai tratti di una commedia nera, nella quale le vicende narrate sono una carrellata di piccole e grandi problematiche attraverso le vite dei vari personaggi che costellano i quattro episodi. Il primo episodio, per dire, inizia con Olive che si reca in un bosco con l’intenzione di suicidarsi, ma immediatamente una didascalia ci trascina venticinque anni nel passato, in modo da mostrarci come si è arrivati alla scena iniziale. Ogni episodio esplora le interazioni che Olive ha con diversi abitanti della piccola cittadina del Maine dove i coniugi Kitteridge risiedono, e l’influenza che questa donna di ferro ha sulle loro vite.

Si parla di morte, si parla di depressione, di pazzia e di solitudine. A un primo sguardo sembra di trovarsi d’innanzi a una serie deprimente e pessimista, ma a guardarla meglio – lasciando passare qualche giorno, e qualche pensiero dopo la visione – si capisce che in realtà siamo davanti a una sorta di un inno, se non alla vita, quantomeno alla sopravvivenza (che comunque è meglio di nulla).

Non è una serie bonacciona né tanto meno paracula. Come la sua protagonista, è schietta, dice le cose come stanno e non si permette nemmeno per un secondo di farti credere che è facile essere felici e che la vita sia una passeggiata. E grazie al cielo, direi pure.

La HBO, a quanto pare, ha chiesto espressamente di non dividere la serie in due giornate diverse, ma di programmarla tutta lo stesso giorno, in modo da permettere la visione della serie nella sua totalità in una sola volta. Scelta azzeccata direi, in quanto (e vedremo come il pubblico reagirà alla cosa) la seconda puntata è leggermente più debole (anche più mistica, apparentemente più distante, mentre è invece assolutamente importante) delle altre tre e questo potrebbe portare a una perdita di spettatori.

Si segnala un cameo finale di Bill Murray,  breve quanto assolutamente incisivo.

Discussion

2 comments for “the cat came back | Olive Kitteridge
Lisa Cholodenko sul pessimismo a Venezia 71”

  1. Visto ieri.

    Sono sostanzialmente d’accordo: sui toni, sui personaggi, sulla schiettezza.

    C’è però da aggiungere che ogni tanto Cholodenko gioca sporco, mescola la commedia di carattere a discorsi più seri e introspettivi. Per carità, nulla di male: ma la cosa è talmente sottile da risultare un po’ furbetta. Magari non paracula, ma comunque fastidiosa. Penso, per dire, alla seconda moglie del figlio, e al suo insopportabile bamboccio: è ovvio che qui il film ci vuole far stare dalla parte di Olive. La regia non fa nessuno sforzo concreto per far apparire la chiusura emotiva della protagonista come un limite: l’incontro-scontro con una cultura famigliare più permissiva e buonista ci strappa un sorriso, à la Maggie Smith, ma alla fin fine evita di affrontare il problema.

    Posted by Folquet | March 1, 2015, 2:05 am
  2. Capisco cosa intendi ma a memoria (oramai son passati mesi da quando l’ho visto quindi potrei ricordare male) non credo che ci sia una eccessiva indulgenza verso Olive. Il rapporto tra lei e il marito credo sia abbastanza indicativo di ciò. I dialoghi a tavola con la famiglia pure… ma ripeto vado a memoria. dovrei rivederlo per poterne discutere più approfonditamente

    Posted by Marnie | March 1, 2015, 7:38 pm

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