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the cat came cack | Terra Nova
Il buon soldato, la crisi e l’Avatar serializzato

È oramai cosa risaputa che il grande cagatone seriale del 2011 appena passato è Terra Nova. Perché mi trovo quindi qui a parlarvene? Sicuramente non è mia intenzione andare contro le voci che fin dalla messa in onda della prima puntata si sono scagliate contro questa mega produzione. Concordo con loro su tutta la linea: è veramente una serie orribile. Quindi per quale motivo, fatta esclusione per una sana dose di cattiveria/vendetta/sfogo, ne scrivo?

Ecco mettiamola così: fin dalla prima puntata (dato che oltre a essere cattivella sono pure masochista, e quindi me la sono vista fino in fondo) ho pensato che più che a Lost, a cui l’avevo sentita paragonare, questa serie mi sembrava un Avatar seriale. Certamente questa sensazione era agevolata dalla militaresca presenza di Stephen Lang e dal fatto che in entrambe le storie il nuovo pianeta/dimensione temporale fosse ricco di giacimenti. Insomma due analogie non da poco.

Solo che a differenza del bluastro blockbuster cameronesco, il suo “plagio” seriale vede i militari non come sfruttatori e possibili distruttori dell’ecosistema, quando piuttosto suoi strenui difensori e buoni samaritani, pronti a perdonare e a lottare per preservare quanto di bello e incontaminato Terra Nova ha da offrire. Se in Avatar le multinazionali venivano aiutate dall’esercito nei loro intenti di ricerca del profitto, nella serie queste cercano di aggirarlo per prendere il controllo (grazie anche a dei mercenari) del nuovo paradiso terrestre.

I due personaggi principali, detentori del sapere e del più forte senso di giustizia in questa serie, sono rispettivamente un poliziotto che è stato incarcerato a causa di alcuni suoi comportamenti volti a proteggere la sua famiglia, e un militare che ha combattuto più volte e che a causa di una scelta fatta molti anni prima si trova in lite con il figlio, il quale a sua volta si è schierato con la malvagia multinazionale a causa dell’odio che prova per suo padre. Entrambe figure rette e forti, che sono disposte a sacrificare loro stessi per il bene superiore: ovvero costruire un mondo nuovo dove la distruzione del consumo non possa arrivare a distruggere nuovamente tutto.

A una lettura praticamente referenziale di quello che racconta questo film ci troviamo banalmente d’innanzi a una reazione rispetto alla crisi finanziaria internazionale, che cerca di riposizionare il sistema dei valori verso più alti principi morali rispetto al Dio denaro. La Vecchia Terra è stata distrutta dalle corporations e dalla loro sete di denaro, una sete che ha reso l’aria irrespirabile per quanto si sono espanse, mentre Terra Nova appare salvificamente darwiniana, un’oasi in cui le leggi naturali hanno preso almeno in parte il sopravvento sul resto.

Solo che è talmente facile giungere a questa lettura (che pare piazzata lì a puntino) che tutto il gioco e la struttura narrativa crolla nella più completa banalità. I personaggi non hanno corpo e spessore, così come le interpretazioni degli attori (che: “è meglio mio zio”), i dinosauri sono posticci come quelli dell’omonimo film Disney di un decennio fa e il mistero con cui si chiude l’ultima puntata della stagione è probabilmente il peggior e meno incuriosente cliffhanger a cui abbia mai assistito. Insomma se già Avatar film mi aveva lasciato assai perplessa, la sua simil-serializzazione è davvero imbarazzante.

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