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the cat came back | The Casual Vacancy
JK Rowling e la terra senza unicorni

La posta in gioco è sempre alta quando la scommessa porta il nome di J.K Rowling. Anche se si tratta di trasporre sul piccolo schermo la sua opera più controversa, quel The Casual Vacancy pieno di parolacce, droga e assistenti sociali. Davanti a un’impresa così ghiotta HBO e BBC hanno unito le loro forze e hanno prodotto una miniserie di tre episodi di tutto rispetto: in Inghilterra è andata in onda dal 15 febbraio al 1 marzo, negli Stati Uniti è stata trasmessa dal 29 aprile. Guardate entrambi i trailer: ci dicono di più della differenza tra i nostri due Paesi di common law preferiti di qualsiasi studio storico-sociologico. HBO riesce anche a metterci le tette, in quel minuto e trentuno – non sarebbe HBO se non l’avesse fatto.

Pagford è un adorabile villaggio nel verde più verde della campagna inglese: cottage di pietra, edera, strade di ciottoli. Gli abitanti sono un po’ meno adorabili: che siano i ricchi proprietari della salumeria o la socialmente impegnata dottoressa indiana, nessuno si salva sotto i colpi della penna di J.K. Rowling – chi scrive la ammira parecchio e cercando i trailer di prima ha poi passato mezz’ora a guardarsi le interviste all’Autrice – né tantomeno davanti allo sguardo severo del telespettatore, magari quello stesso che da lettore si è lamentato della mancanza di magia e unicorni. Quando Barry Fairbrother muore improvvisamente per un aneurisma il seggio da lui occupato nel consiglio comunale si libera: le elezioni per rimpiazzarlo sono la miccia che fa  esplodere un conflitto su tutti i livelli. In superficie abbiamo la lotta tra la fazione di Howard e Shirley Mollison – un Michael Gambon decisamente diverso da come amiamo ricordarlo, e una Julia McKenzie da prendere a schiaffi ogni singolo fotogramma, ma l’avrei presa a schiaffi anche quando era Miss Marple quindi sempre in gran forma, insomma – e la squadra progressista una volta capitanata dal defunto Fairbrother e che ora vede schierarsi i coniugi Wall, privi del carisma del predecessore. Ci sarebbe anche un terzo contendente, Simon Price, ma tutte le volte che appariva sullo schermo mi veniva voglia di andare avanti, quindi possiamo lasciarlo ai suoi loschi traffici e ai suoi poveri figli da maltrattare. In realtà Price è importante, a suo modo, perché vediamo nella sua storyline un altro dei filoni conduttori della vicenda: gli adolescenti in lotta contro i propri genitori. Andrew, Ciccio, Sukhvinder: ognuno di loro è terribilmente infelice nella propria famiglia, e ognuno è terribilmente solo in questa infelicità. Invece di farsi forza l’un l’altro, trovano un modo creativo per rifarsi degli adulti che li circondano.

Poco oltre la piazza ordinata di Pagford, poi, ci sono i Fields: mucche e case popolari abitate per lo più da prostitute e tossicodipendenti. E la tenuta Sweetlove, utilizzata come centro di recupero: è questo il vero oggetto del contendere all’interno del consiglio comunale. I coniugi Mollison vorrebbero trasformarla in una Spa extralusso, e per farlo hanno bisogno di un voto in più. Per questo candideranno il debole figlio Miles, portando al terzo livello di conflitto di questa storia, quello tra lo stesso Miles e la moglie Samantha, che non riesce a credere di aver sposato una tale ameba. Samantha gestisce un fallimentare negozio di lingerie, ha un problema con il bere e delle figlie insopportabili, quindi le vogliamo tutti bene. Unico personaggio “autentico” in questa desolazione è Krystal Weedon. Abigail Lawrie si presta benissimo al ruolo di questa figlia dei Fields, la sedicenne che si prende cura della madre tossicodipendente e del fratellino di tre anni, e che finisce per ritrovarsi al centro del ciclone che ha investito Pagford.

J.K. Rowling non ha mai nascosto la sua vena battagliera: al di là dei miliardi di soldi investiti in progetti di beneficenza, ha pubblicamente dato il suo supporto al partito laburista, e si è fatta sentire in diverse questioni politiche – ad esempio, il referendum per l’indipendenza della Scozia, dove era forte sostenitrice del No. I suoi romanzi sono intrisi di problematiche sociali, anche e soprattutto i vari Harry Potter, dove vediamo razzismo, mal governo, corruzione, il continuo confronto tra ceto alto-borghese e ceto basso: avrà anche dichiarato che il sesso stona accanto agli unicorni, ma sembra che gli aspetti più crudi della realtà ci possano convivere benissimo. Nessuna sorpresa trovare tanta spietatezza all’interno di The Casual Vacancy, spietatezza che è passata in parte anche nella trasposizione televisiva.

Uno degli aspetti più stupefacenti della scrittura di Rowling è il lavoro che compie sui suoi personaggi: l’autrice li rende talmente consistenti che non si vuole abbandonare il romanzo – e abbandonare loro – finché non è finito, anche se sono insopportabili, anche se ci rendono impossibile ogni tipo di empatia nei loro confronti. Tutta questa caratterizzazione sarebbe forse andata sprecata in un film, dove si sarebbe tutto svolto in un’unica soluzione: la dilazione in tre settimane permette invece di affezionarsi in un certo qual modo, di voler tornare a trovare anche i più odiosi tra i protagonisti – merito anche delle ottime interpretazioni degli attori. C’è, certamente, qualche sbavatura, qualche scivolata un po’ trash in certe situazioni, ma il risultato finale è comunque soddisfacente, e rispettoso.

In una delle interviste che ho guardato mentre cercavo i trailer, JK chiede alla giornalista se alla fine del libro ha pianto. Al segnale affermativo di questa, Rowling risponde: «Non ti voglio dire “bene”, ma non avrei niente da dire alla persona che non ha pianto, niente».

Discussion

2 comments for “the cat came back | The Casual Vacancy
JK Rowling e la terra senza unicorni”

  1. Non ho letto il libro e non ho guardato lo sceneggiato.

    Che mi consigli?

    Posted by pilloledicinema | June 3, 2015, 10:51 pm
    • Entrambi: il libro perché è ben scritto, la serie perché l’Inghilterra è proprio da vedere, nel verde dei paesaggi e nello squallore dietro l’angolo.

      Però attenzione: se come me prima leggi il libro potresti rimanere un pochino deluso da come in televisione qualche passaggio è stato addolcito.

      Posted by Annette | June 23, 2015, 6:43 pm

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